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Lo sviluppo del pensiero in internet solo con un'effettiva tutela del diritto d'autoredi Maurizio Castagno - 27 novembre 2002 L'aria vibra ancora dopo l'esplosione della "bolla speculativa" che ha fatto crollare numerosissime imprese della "new economy" e polverizzato i risparmi di moltissime famiglie che abbandonati i cari, vecchi e poco redditizi BOT si erano lanciate nel mercato azionario. Tanto si è detto sulle cause di tale debacle: manovre speculative, eccesso di ottimismo e proiezioni sbagliate ma sopratutto si è compreso, troppo tardi, che Internet non era in grado, nel breve periodo, di produrre ricavi apprezzabili. Una delle cause che certamente ha contribuito alla scarsa valorizzazione dei servizi e prodotti commercializzati on-line è certamente da attribuire alla natura stessa dell'Internet "primordiale" da molti concepito come un Far West: regno dell'anarchia e della mancanza di regole. Oggi vi sono segnali di una timida ripresa, ma senza una legalità riconosciuta ed applicata anche nel mondo virtuale, tale ripresa sarà sempre più lenta ed insicura. I teorici di un Internet come mondo virtuale anarchico profetizzano l'inapplicabilità delle norme sul diritto d'autore, presenti nel mondo "reale", al mondo "virtuale, ma l'anarchia crea incertezza, inaffidabilità e affonda lo sviluppo e gli investimenti volti alla creazione di opere dell'ingegno. Chi vorrebbe un Internet senza diritto d'autore non dimostra la dovuta lungimiranza. Infatti, le norme poste nel nostro ordinamento a sua tutela, che trovano il primo fondamento normativo nella Legge 633/1941, puntano nella direzione dello sviluppo delle arti delle scienze e del pensiero. Oggi non si può immaginare un investimento di capitali, cervelli ed energie nello sviluppo di opere dell'ingegno senza la tutela dell'autore delle stesse e del suo committente. E' difficile immaginare un cantante, scrittore, poeta, cineasta, produttore disposto a dare se stesso, il suo tempo, le sue energie ed investire le proprie risorse economiche in un'opera che non gli permetta di ottenere quel ritorno economico con il quale sostenere la sua impresa e reinvestire nella sua arte. La mancanza di tutela effettiva, sul Web, delle opere dell'ingegno crea un fenomeno inverso rispetto a quello profetizzato dagli anarchici della rete, ossia a fronte di una maggiore e più libera diffusione del pensiero si assiste ad una limitazione dello stesso, ad una sua compressione. Perché un'arista dovrebbe affidare ad uno strumento così insicuro la sua opera costata lavoro e risorse economiche quando tutti possono liberamente sfruttarla? Perché un committente dovrebbe investire nel commissionare un'opera ad un artista se poi questa, una volta "in Rete", può essere depredata e sfruttata da chiunque? La conseguenza di tali pensieri è facilmente immaginabile l'artista custodirà gelosamente la propria opera, e si guarderà bene dall'affidarla ad un mezzo di diffusione di massa quale il web, ed il committente ragionerà nello stesso identico modo. Cosa ne deriverà? Semplice: l'anarchia tanto voluta e incoraggiata ucciderà il web, invece della tanto auspicata libera diffusione e condivisione delle idee, senza confini di tempo e di spazio, si assisterà ad una deprimente asta al ribasso ove le opere di qualità, non trovando le dovute tutele, abbandoneranno il mondo virtuale sì che gli anarchici del web saranno liberi di scorazzare in un mondo virtuale dal panorama post nucleare. Il presente scritto ai sensi dell'art. 65 L. 633/1941 può essere liberamente riprodotto, su altre riviste o giornali, anche on-line, indicandone la fonte e l'autore. Inutile dire che il pensiero, oggi espresso in queste pagine e diffuso per mezzo di Internet, grazie all'investimento di tempo e risorse del committente e dell'autore, se riprodotto in violazione della normativa di cui sopra, difficilmente sarà seguito da altri pensieri diffusi con tale media, forse con soddisfazione di molti e dispiacere di pochi ma, di sicuro, con grave pregiudizio al valore della diffusione delle idee, del loro rispetto della loro crescita e sviluppo sul Web.
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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