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numero 280
6 marzo 2008
 
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15 anni per morire

di Gabriele Cazzulini - 22 aprile 2008

Alla fine non ne rimase neppure uno. Quindici anni di lotta comunista per abbattere Berlusconi si esauriscono nell'annientamento dei suoi nemici. Più la contesa politica s'imbarbariva in un pestaggio, più gli oppositori di Berlusconi si biodegradavano in virulenti agitatori capaci solo a bestemmiare. La calata dei barbari. Come in quella vecchia canzone di Modugno, per la sinistra arrogante e rabbiosa «è giunta mezzanotte, si spengono i rumori, si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè». Chiuso. Quindici anni di guerra civile condotta sui campi della televisione, dei giornali, delle piazze contro un solo uomo. I libri, le interviste, le dichiarazioni, le accuse, le sentenze, le pene, i veleni. Ogni mezzo è stato mobilitato per il fine supremo: mai più Berlusconi. E poi? Flop.

Quindici anni che la sinistra ha speso per nuotare contro corrente e poi affogare nel cucchiaino del suo folle odio contro il Cavaliere. Quanti intellettuali hanno distillato il loro livore in pagine sparate come proiettili di propaganda. Quanti politicanti auto-proclamati tribuni del popolo hanno aizzato le folle. Quanti stolti hanno abboccato all'amo dell'odio di classe fuori tempo massimo. Carne da cannone. Prima cadevano le vittime istigate dai loro sobillatori. Folle di gente in buona e mala fede adescate con la speranza di lenire i problemi della vita quotidiana con un'overdose di antagonismo sociale, violenza verbale e tanta, troppa rabbia tagliata male. Adesso sono i carnefici, i cattivi maestri, gli spacciatori di stupefacenti ideologici ad essere vendicati.

Quale malefico tarlo ha corroso la razionalità politica della sinistra per spingerla al suicidio? E' il gesto obbligato di fronte all'incapacità di sconfiggere il suo nemico - o all'incapacità di comprendere che la realtà non è un'argilla da manipolare secondo la propria volontà. Ma finita l'ideologia, si è dischiuso un abisso in cui la sinistra senza realtà è affondata. E' l'inizio della fine. Il primo passo è la demonizzazione, che trasforma la politica in un duello personale. Berlusconi uguale male - prima e unica equazione di una sinistra sdraiata sul lettino dello psicanalista. Nel mondo la guerra fredda si è liquefatta, ma solo in Italia si infiamma. Bisogna perdere quindici anni per arrivare all'ultimo passo: Veltroni si maschera da Berlusconi di sinistra. È la mimesi impossibile, compiuta nel delirio di vincere il nemico identificandosi in esso. Quindici anni risucchiati in un giorno e mezzo - 13 e 14 aprile. Dalla demonizzazione del nemico alla dannazione di sé: si completa il ciclo dell'inevoluzione. Qualche ora di rantolio e poi il cadavere.

Il suicidio della sinistra è un'opera incompiuta, perché, come la monnezza napoletana, adesso nell'agorà della politica è rimasta una puzzolente carcassa dall'aspetto deforme. Che cos'è il Partito Democratico? Un ammasso di cellule organizzative che forma un tessuto di potere privo però di un sistema nervoso, di un cervello, di una volontà - di un'anima. Organi di potere centrale, comitati locali, serbatoi di clientele a prezzo di costo. Un cospicuo armamentario politico che fa gonfiare il petto ma neppure sfiora la dura realtà dell'Italia 2008. Fuori dal parlamento, fuori dal potere c'è l'anima dannata della sinistra arcigna. Dentro rimane il suo cadavere, deposto senza esequie, come se la morte non fosse ancora una realtà.

! Gabriele Cazzulini
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