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Finalmente normaledi Gabriele Cazzulini - 3 maggio 2008 Strano, ma normale. L'inaugurazione della nuova legislatura assomiglia al set cinematografico di una commedia dal finale allegro. Un parlamento sfrondato dagli elementi più pericolosi; una maggioranza schiacciante per un unico grande partito; un governo che sta nascendo senza tensioni e conflitti. Fino all'altro ieri la sinistra rendeva tutto ciò un'utopia. Oggi il centrodestra ha reso quell'utopia una realtà. Nessuna rivoluzione - se la normalità non rappresenta una conquista epocale. Le elezioni del 13-14 aprile hanno cannoneggiato le casematte della sinistra con l'elmetto dell'armata rossa. Come i giapponesi che non s'arrendevano mai, c'è voluto l'uragano della realtà per costringere i rossi a deporre le poltrone. Per la prima volta l'Italia può affrontare crisi straordinarie in modo normale, come fanno tanti altri paesi stranieri. Alitalia, rifiuti, sicurezza, sviluppo sono buchi neri che solo la forza della normalità può richiudere. Potremo rialzarci dalle infime posizioni di quelle classifiche dove siamo in compagnia del Botswana e ricordarci che siamo molto più di un paese vittima del colonialismo della sinistra. Naturalmente tutto ciò non garantisce il successo. Ma ne è condizione necessaria. Il nuovo governo è avvantaggiato da una situazione di normale stabilità istituzionale. Però le rose più profumate hanno spine che pungono. Adesso non ci sono più alibi, come il classico ricorso alla frammentazione e al conflitto ideologico. Non ci sono neanche i soliti capri espiatori, come Casini o il partitino che gioca al ricatto. La Lega non ha alternative al Pdl perché se voltasse le spalle non potrebbe comunque formare un nuovo governo. Amen per tutti gli spiriti inquieti che si muovevano nel limbo tra maggioranza e opposizione alla ricerca dei trenta denari. Oggi si va in paradiso oppure si cade nell'inferno. Domani la destinazione sarà scelta dagli elettori mettendo sulla bilancia il buono e il cattivo di questo governo. E' fantascienza per noi che siamo abituati a votare in base alle tessere di partito, di associazioni, di cooperative, di circoli che abbiamo raccolto per avere un lavoro o un semplice favore. Se il governo fa bene, non c'è santo che tenga. Altrimenti avanti i prossimi. E' la democrazia, l'arma letale che ha sterminato i nipotini di Stalin al di là e al di qua della cortina di ferro. Nei regimi comunisti orientali il comunismo si è sbriciolato normalmente. Qui, ultima cittadella rossa, siamo in ritardo di vent'anni, ma alla fine anche l'Italia si è normalizzata. Fa piacere sapere che anche Cuba ha avviato un processo di liberalizzazione. Si vede che l'Italia appartiene all'ultima ondata dei paesi che si sono liberati dal giogo della sinistra. A questo punto per Bertinotti e i gerarchi del passato regime sarà difficile trovare un paese che conceda l'asilo politico. Le ultime rovine del comunismo sono crollate.
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Ragionpolitica, periodico on line n.262 del 29/4/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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