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Cacciari e la nostalgia dei «depuratori» socialidi Raffaele Iannuzzi - 6 maggio 2008 Ogni volta che leggo Cacciari mi vien fatto di pensare alla «vuota profondità» stigmatizzata da Hegel. Per dire «abbasso i filosofi!» ci vogliono spesso altri filosofi. Anche nel caso della barbara aggressione del giovane di Verona, 29 anni, Nicola Tommasoli, massacrato da un gruppo di naziskin, provenienti probabilmente non dalle periferie della ricca città veneta, ma dall'alta borghesia (è il caso di Raffaele Delle Donne, 19 anni, che si è costituito ed ha confessato il reato), il filosofo veneziano spreca l'ennesima occasione per stare zitto e pensare al prossimo dialogo sulla Chiesa del terzo millennio con il cardinal Martini. Cacciari, intervistato dal solito Corriere della Sera, ha sciorinato una sequela di idiozie che meritano una chiara confutazione. Primo. Il problema della violenza metropolitana, così diffusa anche nel Veneto, è, secondo l'insigne filosofo, frutto dell'assenza del grande «depuratore» dei conflitti, la Balena Bianca, in italiano: la Democrazia Cristiana. Così vediamo un post-comunista di formazione operaista, in seguito schmittiano e teorico dell'autonomia del politico - cioè di una miscela di pratiche che conducono inesorabilmente al conflitto sociale - teorizzare il ruolo della Dc come un qualsiasi Zaccagnini o Forlani: il Grande Ventre della Società. Salvo che questo gigantesco stomaco ha perso terreno e la sua classe dirigente è stata fatta a pezzi proprio dal partito del Filosofo in questione, il Pds, con un'operazione a cui non è mancato - come oggi è stato dimostrato - l'avallo della grande finanza e delle grandi banche (quelli che si mettono in fila e vanno a votare per Prodi alle primarie), una certa Tangentopoli. Il Filosofo ricorderà, non v'è dubbio. Ebbene, ora, in mancanza di meglio, il sindaco di Venezia si aggrappa ai pantaloni dei dorotei e li trascina nel dibattito. Patetico. Ma non basta. La tesi forte del sindaco di Venezia è che questa Dc, grande «depuratore» - collassata, ripeto, non per cause naturali, ma per spallate esterne di portata gigantesca - aveva dalla sua «un modello educativo forte». Qui siamo o all'equivoco voluto a fini propagandistici o all'ignoranza crassa. La Dc non ha mai avuto «un modello educativo forte», tant'è vero che, nell'anno di grazia 2008, Papa Benedetto è costretto a riaffermare con vigore inaudito l'emergenza educativa, senza fare sconti - ecco la novità - a nessun cattolico e men che meno al partito dei cattolici o partito cattolico a seconda degli schemi di riferimento. Il che equivale a dire: siamo all'anno zero. La Dc ha ceduto la cultura ai comunisti, che ne hanno fatto strame egemonizzandola e Cacciari è il frutto di questa storia. Infatti, oggi, dopo aver massacrato l'avversario, può anche celebrarne ex post la (defunta) gloria (che, in questo caso, neanche c'è). Niente di nuovo sotto il sole. Secondo. La disintegrazione sociale. E' vero: di questo si tratta. Di disintegrati sociali stiamo parlando. Ma la Lega e il leghismo come portatori di complicità laterali non c'entrano niente. Anzi, proprio la Lega ha fatto da vettore propulsivo per recuperare larga parte della gioventù del Nord-Est, riportandola alla politica e fornendole l'occasione di diventare protagonista di un percorso di cambiamento. Cacciari, da un lato, loda il sindaco di Verona Tosi e, dall'altro, lo accusa di connivenze con l'estremismo che si agita sul territorio. Il solito argomento: la Lega non è legittimata a farsi strumento democratico di cambiamento e di contenimento degli estremismi (Tremonti fornì la tesi opposta: è stata il contenitore di questi, ed è la verità, riconosciuta da tutti gli osservatori intellettualmente onesti), dunque Tosi non riesce ad essere la Dc-depuratore. Terzo. Le soluzioni, alla fine, dipendono tutte dalla politica. I post-comunisti sono tutti giacobini. Chi più, chi meno. Anche quando parlano di «mercato». «Mancano i depuratori sul territorio, una politica responsabile che faccia davvero il suo mestiere». Chiude così il sindaco di Venezia. E si tratta davvero della chiusura. Di una storia. La loro.
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Ragionpolitica, periodico on line n.262 del 29/4/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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