|
|||||||
|
|
Doppia vittoriadi Raffaele Iannuzzi - 10 maggio 2008 Abbiamo vinto due volte. Sia sul piano politico che su quello ideologico. Uso volutamente questo aggettivo, che richiama la controversa parola-monstre, «ideologia». Perché ci sta, in questa situazione. Mille indizi fanno una prova. Allora, con uno spoglio arriviamo a qualche conclusione. Su Liberazione si dilaniano intorno ai fondamenti ideologici della sinistra e non trovano soluzioni. Di più: mettono in questione persino il blocco sociale di un tempo, cioè la questione operaia. Oggi la nuova questione operaia. Allora, preso atto che gli operai ci sono in Italia e in una quantità pari a circa 11 milioni di persone, di sicuro non votano più la sinistra. Altro dato: Piero Ignazi, fine politologo del salotto della rivista Il Mulino, di ascendenza prodiana, scrive a chiare lettere, sull'Espresso, che Berlusconi «ha introdotto e legittimato tutta l'agenda politica neoconservatrice, con crescendo progressivo di radicalizzazione», dunque «in tal modo si è creata una koinè comune alla destra», con temi all'ordine del giorno fino a ieri impensabili, dalla sicurezza allo Stato minimo. Ignazi disprezza questo patchwork, ma si può leggere tra le righe una certa ammirazione per l'avversario, appunto ideologico. Segno che George Lakoff e la sua teoria del framing circolano anche da quelle parti. L'articolo sembra un plagio, almeno sul piano degli esiti analitici, di George Lakoff e del suo saggio Non pensare all'elefante!, in cui il filosofo del linguaggio americano spiega ai gruppi di militanti democratici perché e come i conservatori repubblicani abbiano preso il comando in America, con quale linguaggio, quale agenda politica e framing, cornice semantica e linguistica. Chi prende la parola e fa di questo gesto, anche simbolico, un progetto e una strategia, vince. Berlusconi, come ieri Bush (e McCain probabilmente vincerà anche per il suo lavoro), ha fatto tutto questo. E, infatti, ha vinto. Anche sul piano ideologico, del framing. I valori, se preferite. Il politologo progressista della rivista prodiana, infine, spara a zero: «Cosa oppone la sinistra a questa offensiva? Quali sono le sue idee forza? Con quali strumenti pensa di proporle? Lasciate ad altri la storiella dell'egemonia culturale della sinistra. E' vero esattamente il contrario, e per tornare a vincere deve prendere atto della realtà e rimboccarsi le maniche». Temo ci vorrà altro oltre al sacrosanto sudore della fronte. Sia come sia, questa è la realtà attuale. Sempre sulla rivista del gruppo De Benedetti-Caracciolo, Edmondo Berselli mima Ilvo Diamanti e ragiona di una «modernizzazione reazionaria», categoria alquanto ambigua, anche se non da buttare via, ma, sul piano storiografico, ha riguardato più che altro la cifra essenziale del nazismo. Dunque, anche Berselli ha poche parole da spendere e si fa soffiare l'occasione semantica forse buona per creare qualcosa di un po' più solido. Occupiamoci ora di Giovanni Sartori, il guru neo-azionista acidamente vicino al Pd, il quale, sul solito «Corrierone», usa la nostra cornice interpretativa dei limiti della sinistra sedicente riformista e, anch'egli, così, si consegna mani e piedi, come Vercingetorige, a Cesare. Cioè al Cavaliere. Scrive Sartori: «Veltroni si trova ancora in mezzo al guado, e cioè gravato da un bagaglio ideologico che le altre socialdemocrazie hanno da tempo ricusato». Più chiaro di così... Massimo D'Alema, poi, vuole uscire di fatto dal Pd, ma ci rimane solo per fare le scarpe a Veltroni. Fonda un partito socialdemocratico-ombra e tira colpi durissimi al «riformismo tecnocratico», cioè a Prodi, tenuto in vita con la macchina per respirare da Veltroni. Prodi, non a caso, scrive alla Stampa per comunicare che i prodiani non esistono e che, casomai, si debba parlare di una ferrea fedeltà al brand - per così dire - del Pd: «Per favore, chiamateci semplicemente "democratici"». Sarà fatto, caro Prodi.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.262 del 29/4/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||