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Se a Polito scappa la penna...di Andrea Camaiora - 18 maggio 2008 Forse perché giovane, magari anche per quel sogno nel cassetto (scrivere per un grande quotidiano), ma questo V-day 2 di Beppe Grillo sull'informazione, in cui i giornalisti sono stati messi alla berlina, proprio non l'ho digerito. Anzi, il titolo scelto da Antonio Polito per aprire l'edizione di giovedì 24 aprile del Riformista mi aveva proprio convinto. «Grillate Rosse» è un titolo forte, con un richiamo esplicito alle Br e alle loro minacce ai giornalisti «servi». Il parallelo tra linguaggi e contenuti grillini, da una parte, e glossario brigatista, dall'altro, è il perno dell'articolo di Stefano Cappellini che, tra l'altro, scrive: «Insomma, sarà la trovata dei comunicati numerati, sarà che Grillo si è appena proclamato l'unico vero discendente dei partigiani - e gli ultimi che rivendicavano l'esclusiva della discendenza erano soliti firmarsi con una stella a cinque punte - ci sono tornati in mente altri comunicati numerati. Per esempio il documento che le Br stesero nell'estate '77, quella in cui nell'arco di poche ore furono gambizzati Indro Montanelli, il direttore del Tg1 Emilio Rossi, il vice direttore del Secolo XIX Vittorio Bruno». Ed è proprio a quest'ultimo, oggi consulente editoriale per il Giornale della Libertà di Michela Vittoria Brambilla, che chiediamo un giudizio sul fenomeno dei grillini. «Grillo, i suoi fans? - attacca deciso Bruno -. Ma siete andati a vedere cosa pensa Mina?» Cosa c'entra la cantante più amata dagli italiani? «Ma Mina ha scritto, leggo testualmente: "Ce ne sono tanti, ormai. No, cambio avverbio: finalmente. Ce ne sono tanti, finalmente. Magari non hanno la stessa faccia, la stessa totale simpatia che ti prende per il collo, non hanno quella mitologica force de frappe che ha lui (Grillo, nda). Ma la forza dell'incazzatura è la stessa"». E poi, in un crescendo che non ammette obiezioni né interruzioni, incalza: «Grillo ha seguito nel tempo vicende che hanno toccato in prima persona la gente comune, basti pensare ai casi Parmalat e Telecom, che hanno letteralmente minato la fiducia dei cittadini nei confronti del cosiddetto "sistema". E' una persona intelligente che ha cercato collocazione in una società attraversata da inquietudini che spesso si trasformano in vere e proprie esasperazioni. Ha cercato e cerca di rappresentare la valvola di scarico delle inquietudini quotidiane dell'uomo qualunque e, in questo senso, mi sento di accomunarlo - in veste moderna - più al Giannini dell'Uomo Qualunque o al Guareschi di Candido che alle Br. Nel tempo in cui viviamo i disservizi pagati dai cittadini si sono aggravati e, per di più, il sistema mediatico ha fatto il resto, acutizzando e pubblicizzando disagi e malesseri. Io dico, al contrario del Riformista, che l'iniziativa di Grillo non ha solo spessore ideologico, perché le cose che il comico genovese va sostenendo, piaccia o no, hanno un riscontro reale nella società e intercettano il malcontento di coloro che, ad esempio, si sentono rispondere che dovranno attendere sei mesi per una mammografia. Ecco perché è sbagliato paragonare un evento storico come le Br, con una profonda elaborazione culturale alle spalle, con il grillismo. Nelle espressioni mediatiche del comico genovese non c'è una vera radice ideologica ma, piuttosto, la negazione delle ideologie». Insomma, Polito ha sbagliato titolo e interpretazione? «Le sto dicendo che a Polito è scappata la penna. Grillo interpreta in chiave moderna la parte che, tra Sei e Settecento, aveva il buffone nelle corti europee; si prende cioè la libertà di criticare tutto e tutti, mettendo in quest'ultimo caso alla berlina anche i giornalisti tra sberleffi e verità. Certo, c'è modo e modo di denunciare e la maniera scelta dall'inventore del V-day ha poco a che fare con la cultura di una democrazia. Grillo si è arrogato il dovere di una crociata, ma nel mondo d'oggi non c'è spazio per le crociate. Una cosa è sicura: il Grillo di oggi può crearne molti altri e la politica ha quindi il compito di tenere gli occhi bene aperti, di non sottovalutare, di saper rispondere con tempestività ed efficacia ai malesseri che emergono sempre più forti dalla società, facendo insomma fino in fondo la propria parte». Andrea Camaiora |
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Ragionpolitica, periodico on line n.263 del 13/5/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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