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Si apre il dialogodi Aurora Franceschelli - 18 maggio 2008 «Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione». Questa frase, pronunciata da Alcide De Gasperi, sembra riflettere l'approccio del nuovo Premier Silvio Berlusconi, improntato non solo a risolvere i problemi del Paese attraverso politiche di breve periodo, ma anche a costruire il futuro attraverso misure lungimiranti. Sì, perché è proprio questo il principio a cui il presidente del Consiglio sta ispirando la guida del suo governo, un Esecutivo che ha aperto i suoi battenti all'insegna di una cesura netta con il passato, una cesura determinata anche da una realtà dei fatti che non solo ha visto il popolo sovrano consegnare le chiavi del Paese ad una maggioranza netta, ma ha visto anche gli elettori protagonisti della semplificazione di un sistema politico che, se prima era troppo congestionato e frastagliato, ora, con i due grandi partiti che hanno raccolto più del 70% dei voti, appare più snello e tendenzialmente bipartitico. La semplificazione del sistema partitico ha dato vita ad un Governo che, inserendosi in un'arena politica dove a dominare sono due soggetti a vocazione maggioritaria, ha capito che il confronto che oppone maggioranza ed opposizione si deve ispirare a regole del gioco nuove. Ecco che, in un clima in cui la politica, privata delle sue appendici estreme sia a sinistra che a destra, ha deciso di stemperare quegli ardenti spiriti che si scatenavano sotto il vento dell'antiberlusconismo, si è aperto uno scenario del tutto inedito. In un momento nel quale il Paese ha bisogno assoluto di uno Stato forte che, dopo un periodo di crisi delle sue istituzioni, si riprenda il ruolo che gli compete, Berlusconi, da buon statista qual è, si sta rivelando, prima di tutto, un vero uomo di Stato; il suo ruolo di governo si è fuso, come non accadeva da parecchio tempo nella storia della Repubblica, con quello di uomo di Stato: Berlusconi crede, evidentemente, che sia necessario costruire un nuovo galateo politico entro le aule parlamentari. L'uomo che è sempre stato oggetto della discordia politica da parte della sinistra ora si «batte» per creare un terreno fertile sul quale costruire una nuova dialettica politica tra maggioranza ed opposizione fondata sul rispetto reciproco. Berlusconi ha maturato la consapevolezza che legittimare, e quasi istituzionalizzare, attraverso incontri a cadenza regolare, il ruolo del leader dell'opposizione come interlocutore privilegiato del Governo significa allontanare lo spettro di quella nostalgia per i rigurgiti massimalisti che si nascondono dietro alle correnti del partito Pd. Imboccare la strada del dialogo proprio nel momento in cui la maggioranza può godere di ampi numeri per poter governare, aprire una sano confronto con il leader dell'opposizione sui temi caldi del Paese, vuol dire aprire una fase del tutto nuova, una fase che, come più volte ha sottolineato Berlusconi, ha l'imperativo di far «crescere» l'Italia, ma, per raggiungere tale obiettivo, deve poter ricucire quelle spaccature e quei solchi che avevano frantumato il Paese. Il dialogo instaurato da Berlusconi con Veltroni entro l'arena della politica è espressione della volontà del Premier di imprimere una sterzata anche a livello della società italiana; significa assumersi la responsabilità e la guida di un cambiamento non solo politico, ma anche sociale: significa creare un clima più disteso in un Paese che appariva estremamente diviso e che, per poter affrontare le emergenze sociali ed economiche che lo hanno soffocato, ha bisogno di decisioni urgenti. Ecco che urgenza diventa sinonimo di velocità: questo Governo, a differenza di tutti gli altri che lo hanno preceduto, dovrà essere in grado di assumere decisioni alla svelta, perché il popolo, in questo momento, chiede disperatamente alla politica non solo di agire, ma anche di farlo in fretta. Dialogare con l'Opposizione, in questo contesto, significa garantirsi un maggiore margine di manovra e di tempestività nell'approvazione di quelle leggi che, come la Finanziaria, rappresentano uno strumento fondamentale per fare tornare a crescere il nostro Paese. Garantire all'Opposizione, ad esempio, di poter accedere con più anticipo rispetto a quanto accadeva in passato all'informazione sui contenuti dei provvedimenti più importanti significa anche tentare di prevenire quell'atteggiamento pregiudiziale verso qualsiasi proposta che spesso ha portato a «scontri» parlamentari interminabili, il tutto a danno della necessità di velocizzare i passaggi in Aula. Il terreno delle riforme istituzionali, della revisione dei regolamenti parlamentari e della legge per le elezioni europee saranno, da quanto è emerso dal primo confronto tra Berlusconi e Veltroni, i primi temi caldi sui quali si confronteranno i due schieramenti. Ed è su questi nodi che si potrà misurare, sempre nel rispetto della distinzione dei ruoli, la capacità di convergenza e la maturità di un sistema politico che, grazie alla scelta «bipartitica» degli elettori, ha già mostrato forti segnali di cambiamento.
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Ragionpolitica, periodico on line n.263 del 13/5/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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