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Lo Stato ritorna ad essere autorevoledi Aurora Franceschelli - 22 maggio 2008 Lo Stato è «un ordinamento giuridico politico che esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti ad esso appartenenti. Esso comanda anche mediante l'uso della forza armata, della quale detiene il monopolio». Negli ultimi anni, complice anche l'evoluzione del processo di globalizzazione, la figura dello Stato tradizionalmente inteso, e cioè comprensivo dei suoi elementi basilari che sono la sovranità, il territorio e il popolo, si è andata modificando: la prima è stata esautorata in gran parte dalla sovranità di organismi sovranazionali che hanno imposto nuove regole di conduzione economica ed una maggiore frammentazione dei processi decisionali. Per quanto riguarda il concetto di territorio, si può dire che esso abbia subìto un'evoluzione: da referente dei processi di produzione della ricchezza, che prima erano incardinati su base nazional-statale, si è passati ad una considerazione dei suoi confini non più come barriere che impediscono la circolazione di merci, persone e capitali. Lo Stato, che già con le sue istituzioni locali aveva difficoltà ad esercitare un controllo capillare sul suo territorio, si è trovato ancor più in difficoltà nel momento in cui, con la globalizzazione in atto, ha dovuto subire una perdita di potere economico che ha portato dietro di sé un ridimensionamento anche di quel potere di controllo del territorio che esige risorse finanziarie non indifferenti per poterlo garantire. Inoltre, grazie all'apertura delle frontiere, negli ultimi anni la criminalità organizzata transnazionale, in particolare quella di provenienza dai paesi dell'Est europeo, si è sempre più radicata nel nostro territorio, e lo ha fatto anche stringendo sodalizi con le organizzazioni criminali nazionali. Le nuove misure varate dal Consiglio dei ministri a Napoli si propongono di aprire una fase nuova, una fase in cui il controllo del territorio, la sua difesa dalla criminalità, da qualsiasi ostruzionismo contro la costruzione di opere pubbliche e infrastrutturali, da tutte quelle minoranze organizzate che considerano il territorio pubblico alla stessa stregua di una «proprietà privata» al servizio di interessi particolaristici, diventi una priorità di interesse nazionale: e così i siti di stoccaggio dei rifiuti diventeranno siti militari e le pene per chi li attaccherà saranno pesanti. E così accadrà per tutte quelle opere pubbliche di interesse strategico nazionale che richiederanno, per potere essere avviate e portate a termine, l'intervento forte dello Stato: si va dai termovalorizzatori alle autostrade, alle ferrovie, agli aeroporti, ecc. Tutti gli amministratori che non vorranno collaborare con l'opera di governo, ha dichiarato Berlusconi, «saranno commissariati». Ieri a Napoli Berlusconi ha lanciato un messaggio politico ben preciso, ossia che lo «Stato c'è», che le sue istituzioni devono essere attive e funzionanti. E ciò si realizza solo grazie alla concretezza di una politica che vuole riprendersi il ruolo che le compete, che è quello di dare un indirizzo e di realizzarlo con i fatti. La presenza dello Stato, però, non rimane lettera morta: d'ora in poi si farà sentire anche attraverso la collaborazione con i sindaci, i prefetti, le forze dell'ordine e, ove necessario, attraverso le forze armate, che, come si ricordava in precedenza, rappresentano un braccio operativo del «comando» esercitato dallo Stato. Il Governo Berlusconi, ieri, attraverso la sua politica decisionista, ha dato un segnale energico: ha fatto seguire i fatti alle promesse, ha fatto avvertire, con la sua leadership forte, il peso delle istituzioni e quindi l'autorità dello Stato come garante del bene pubblico, non più, come accadeva sotto il governo Prodi, delle minoranze.
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Ragionpolitica, periodico on line n.264 del 20/5/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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