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6 marzo 2008
 
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Russia ed Europa al tavolo dei negoziati

di Erik Marangoni - 30 maggio 2008

Dopo 2 anni di inutili tentativi e nel bel mezzo di una crisi diplomatica a seguito dell'indipendenza del Kosovo, Unione Europea e Russia tornano al tavolo dei negoziati per la conclusione di un accordo che regoli su basi nuove i mutui rapporti commerciali. La presidenza di turno dell'Ue, affidata alla Slovenia, è riuscita a superare le resistenze della Lituania, fortemente contraria ad un accordo con Mosca, e a far attribuire alla Commissione Europea un mandato comune per la stipula di un nuovo trattato, che sostituisca quello in vigore dal 1997. Il trattato del 1997, infatti, venne concluso dall'Unione Europea e dalla Russia nel periodo immediatamente successivo al crollo dell'impero sovietico e nel mezzo di una crisi economica profonda per Mosca. L'accordo, quindi, era fortemente sbilanciato a favore della controparte russa e poneva a carico dell'Ue una serie di obblighi difficilmente giustificabili oggi.

Dopo gli anni della presidenza Putin, e grazie agli introiti derivanti dalla crescita del prezzo del petrolio e gas naturale infatti, la Russia da tempo è entrata nel novero delle grandi potenze economiche, alla pari dei partner europei, nei confronti dei quali, anzi, spesso adotta comportamenti tipici da grande potenza. Così è stato nel caso della dichiarazione di indipendenza del Kosovo, con Mosca fermamente schierata al fianco della Serbia contro la comunità internazionale. Per non parlare dell'atteggiamento aggressivo di Mosca nei confronti dell'Estonia per la questione di un monumento ai caduti sovietici, della Polonia per un bando all'importazione di alcuni prodotti, della Gran Bretagna per l'affaire Litvinenko. La mancanza di una politica comune dell'energia a livello europeo, inoltre, ha consentito a Mosca di imporre una politica aggressiva in materia di forniture energetiche e all'azienda russa Gazprom di concludere affari estremamente vantaggiosi, sfruttando anche le divisioni e le rivalità esistenti tra le aziende europee.

L'avvento di Medvedev al vertice dello Stato russo, nonostante la minacciosa presenza del primo ministro Putin, sembra aver modificato, almeno formalmente, l'atteggiamento di Mosca su alcuni temi. L'Unione Europea può approfittare della nuova situazione, concludendo un nuovo accordo commerciale che rifletta la nuova situazione sul campo e che sia meno sbilanciato a favore di Mosca. Anzi, se la Commissione Europea saprà fare bene il proprio lavoro, potrà ottenere da Mosca una revisione della politica energetica, in cambio di concessioni su temi che stanno particolarmente a cuore ai russi: la questione dei visti per i cittadini russi in Europa, il tema della circolazione di beni e persone nell'enclave russa di Kaliningrad e l'ingresso di Mosca nell'Organizzazione Mondiale del Commercio.

! Erik Marangoni
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