RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Giudici contro

di Aurora Franceschelli - 30 maggio 2008

La Procura di Napoli diventa protagonista dell'ennesima retata giudiziaria, un'operazione che ha portato la magistratura ad ordinare l'arresto domiciliare di 25 dirigenti del commissariato straordinario per lo smaltimento dei rifiuti che sarebbero coinvolti, a detta dei Pm, nel reato di truffa ai danni dello Stato e di traffici illeciti; non solo, ma è anche stato recapitato un avviso di garanzia al prefetto Pansa, reo di aver presentato, quando ricopriva la carica di commissario all'emergenza rifiuti in Campania, un documento nel quale sono state ravvisate alcune irregolarità. Eppure il modo in cui agì il Prefetto, che, dopo la sua firma, trasmise subito l'atto ai magistrati per far prenderne loro visione, non sembra identificarsi con il comportamento di chi tenta di occultare un operato illegittimo. E ancora: le ordinanze dei Pm erano già state depositate ai primi di gennaio. Ci si chiede: quali sono le ragioni per le quali la magistratura ha atteso così tanto tempo (quasi cinque mesi) per colpire con l'ordinanza di custodia cautelare? Senza entrare nel merito dell'inchiesta, ci si chiede perché quelle corpose 640 pagine del faldone della magistratura, in cui sono comprese numerose intercettazioni, si sono concretizzate solo ora negli arresti e nell'avviso di garanzia ai danni di Pansa.

Proprio nel momento il cui il nostro Esecutivo si adoperava in tutti i modi per rimuove gli ostacoli alla discarica di Chiaiano e predisponeva l'arrivo dei tecnici nella cava campana per effettuare il carotaggio della zona, ecco che, come un temporale, si è scatenata la Procura napoletana. Dietro i tempi e le modalità dell'inchiesta della magistratura campana, che coincidono con l'avvio di una politica fortemente orientata, con i fatti, a risolvere l'emergenza rifiuti della Campania, sembra emergere la volontà di una certa corrente dell'Associazione nazionale magistrati, di rendersi protagonista, proprio ora che la sua rappresentanza politica di riferimento non è più al governo, di una vera e propria Opposizione al governo.

E' inquietante, dunque, la coincidenza tempistica della maxinchiesta napoletana, che, tra l'altro, ha risucchiato nel vortice delle intercettazioni anche l'attuale sottosegretario capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che non è toccato assolutamente dall'inchiesta in questione. A questo proposito fanno riflettere le dichiarazioni lasciate al Riformista da Claudio Velardi, assessore al Turismo in Campania del Pd, che sottolinea come quanto sta accadendo a Napoli, con l'inchiesta della Procura, sia «assurdo e allucinante» proprio perché avviene nel momento in cui lo Stato si adopera per risolvere il problema rifiuti. Velardi, che tiene a precisare come i due Pm protagonisti della retata siano simpatizzanti per la sinistra Nimby e antidiscariche, ritiene che l'azione intrapresa proprio ora dalla magistratura napoletana possa compromettere l'opera di smaltimento dei rifiuti.

Sembra che, nella tempistica della Procura napoletana, abbia inciso anche la decisione di venerdì scorso di istituire, attraverso decreto, una Superprocura a Napoli che si occuperà delle inchieste relative al problema rifiuti per la Campania. Si sussura che sia stata anche questa decisione, che impone che d'ora innanzi gli arresti siano decisi dai magistrati in «composizione collegiale», a scatenare l'ira dei Pm: infatti in questo provvedimento la Procura napoletana ha scorto il rischio che si vanificasse l'inchiesta del Giudice delle indagini preliminari, in quanto il Gip stesso non è un organo collegiale così come richiesto dal decreto entrato in vigore venerdì 23 marzo. E così è accaduto che l'ordinanza del Gip sia stata depositata giovedì 22, il giorno prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto. La superprocura di Napoli, come ha dichiarato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, serve soltanto ad evitare pressioni indebite sui «magistrati territoriali». In questo clima surriscaldato è significativo il richiamo, espresso ieri da parte del ministro della Giustizia di fronte al Csm, alla necessità di un impegno perché si raggiunga l'obiettivo di una pax giudiziaria. Deporre le armi troppo appuntite, e in taluni casi mortali, in questo momento di difficoltà per il Paese sembra un atto dovuto.

! Aurora Franceschelli
Gli ultimi commenti
leggi tutti i commenti (4)
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.265 del 27/5/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata