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La vigilia del Summit Fao sulla sicurezza alimentaredi Anna Bono - 31 maggio 2008 La prossima settimana si svolgerà a Roma un vertice mondiale dell'agenzia delle Nazioni Unite Fao, Food and Agriculture Organization. Il tema su cui dal 3 al 5 giugno si confronteranno i delegati e i capi di stato e di governo che hanno aderito all'iniziativa è la sicurezza alimentare. Il vertice è preceduto in questi giorni da una serie di eventi internazionali dedicati ai problemi dello sviluppo e dell'ambiente. A Bonn, Germania, si è appena conclusa la Nona Conferenza delle Parti della Convenzione Onu sulla diversità biologica durante la quale è stata presentata una ricerca finanziata dall'Unione Europea e dal Ministero dell'Ambiente tedesco fitta di dati allarmanti sulla distruzione in atto degli ecosistemi e sui suoi drammatici effetti. Vi si legge tra l'altro che, se non si correrà immediatamente ai ripari, entro il 2050 l'11% delle riserve naturali verrà distrutto dall'agricoltura e dai cambiamenti climatici determinando l'estinzione di migliaia di specie animali e vegetali e il conseguente dimezzamento delle risorse economiche dei paesi del cosiddetto Sud del mondo sui quali ricadrà il peso più grave dello sfruttamento indiscriminato del pianeta. Se queste proiezioni risultassero realistiche, il futuro dell'umanità si prospetterebbe tutt'altro che roseo. Si va sempre più accreditando, infatti, la teoria che le prossime variazioni climatiche, così come quelle verificatesi in passato, non dipendono da fattori antropici sui quali l'umanità può intervenire. Inoltre la Fao a Roma lancerà un appello affinché la comunità internazionale si mobiliti per incrementare le attività agricole tradizionali, di sussistenza, come già richiesto dall'ex relatore Onu per il diritto all'alimentazione, Jean Ziegler, in occasione del vertice delle agenzie Onu riunitosi il mese scorso a Berna, Svizzera. L'appello sarà sicuramente sostenuto dai leader africani che già si sono espressi in tal senso durante la Quarta conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo africano iniziata il 28 maggio a Yokohama, Giappone, e anch'essa dedicata in gran parte all'emergenza alimentare. Dunque l'umanità si troverebbe in una situazione senza via d'uscita: ogni incremento della produzione agricola, secondo questo scenario, aumenta i danni ambientali che, stando ai dati illustrati a Bonn, costano attualmente da 1,3 a 3,1 miliardi di euro all'anno. Ma, in base al rapporto elaborato dalla Fao in collaborazione con l'Ocse, intitolato Agricultural outlook 2008-2017 e presentato a Parigi il 29 maggio, entro il 2030, per evitare una carestia di portata mondiale, la produzione totale di cereali dovrà per forza crescere del 50% e quella di carne addirittura dell'85%. Come se non bastasse, il rapporto Fao-Ocse sostiene che, pur intensificando la produzione di generi alimentari di base, i prezzi continueranno a salire almeno per altri 10 anni, benché as un ritmo più lento: il mais, ad esempio, aumenterà del 15%, l'olio di semi del 33%. Così stando le cose sembra improbabile che dal summit di Roma escano ricette e soluzioni e in realtà nessuno se lo aspetta dal momento che mai i vertici mondiali della Fao lo hanno fatto. Da anni, in effetti, l'organismo si attira critiche per l'inutilità delle sue iniziative e per i costi astronomici del suo mantenimento. Clamorosa, e ultima in ordine di tempo, è stata la posizione assunta dal presidente del Senegal Abdoullaye Wade il quale il 4 maggio scorso ha definito la Fao «un pozzo senza fondo che inghiotte soldi per operazioni che si rivelano poco efficaci sul terreno» e ne ha suggerito la chiusura: i suoi cospicui finanziamenti potrebbero essere meglio impiegati finanziando i progetti di un'altra agenzia delle Nazioni Unite, il Fondo per l'assistenza all'agricoltura. Come di consueto, il summit Fao sarà affiancato da un «contro-vertice» gestito da organizzazioni non governative di agricoltori e pescatori provenienti da tutto il mondo e intitolato «Terra Preta» (le fertili «terre scure» amazzoniche). A parte le solite proteste e l'annuncio di un presidio permanente davanti alla sede della Fao, sulle proposte operative del contro-vertice per combattere l'emergenza alimentare non si hanno ancora anticipazioni. Si sa però che, a chiusura dei lavori, i partecipanti si recheranno al tempio di Cerere, alla Bocca della Verità, e, ciascuno con i propri riti tradizionali, renderanno omaggio alla antica dea romana dei campi e dei cereali.
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Ragionpolitica, periodico on line n.265 del 27/5/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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