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6 marzo 2008
 
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L'ultimo viaggio di Bush in Europa

di Erik Marangoni - 14 giugno 2008

Insolitamente in anticipo rispetto al previsto (il suo mandato scadrà infatti a gennaio 2009), il presidente americano George W. Bush ha effettuato il suo tour di «addio» in Europa. Il viaggio ha toccato le capitali dei principali paesi europei, Italia in testa, dove lo ha atteso un governo finalmente amico dopo gli anni dell'anti-americanismo del governo Prodi. George Bush ha cercato di dialogare con gli interlocutori europei sui principali temi all'ordine del giorno, anche se, come ha più volte dichiarato il consigliere per la sicurezza nazionale, Stephen Hadley, nel corso degli incontri non sono state prese decisioni di particolare importanza. A tenere banco nei vertici con i leader europei è stato il bando all'importazione di carne di pollo americana da parte dell'Unione Europea, che tante perdite ha causato alle aziende d'Oltreoceano. Per gli altri temi di maggiore importanza, se ne riparlerà una volta eletto il nuovo presidente, anche se Bush ha cercato comunque di affrontarli per ottenere un accordo di massima.

La questione dell'atomica iraniana, per esempio, è stata toccata in alcuni passaggi del discorso di Bush in Slovenia. Pur condannando i progetti di arricchimento dell'uranio da parte del regime degli ayatollah, il presidente americano ha comunque escluso un intervento unilaterale in Iran, auspicando piuttosto un accordo con gli alleati europei per mettere pressione su Teheran. Ciò vale come sostegno indiretto alla missione europea che porterà nei prossimi giorni Javier Solana in Iran per cercare di risolvere la questione nucleare attraverso una serie di offerte di natura economica. Tuttavia, Stati Uniti e Unione Europea non rinunciano a utilizzare l'arma delle sanzioni economiche per scoraggiare il proliferare dell'arma atomica. Nel caso in cui Teheran decidesse di non sospendere i programmi di arricchimento dell'uranio, nuove misure potrebbero essere adottate, con effetti immediati anche sul sistema finanziario, attraverso sanzioni mirate contro le principali banche del paese. In ogni caso - questa la vera novità nel discorso di Bush - gli Stati Uniti non possono pensare di risolvere da soli un eventuale conflitto con l'Iran.

Altro tema toccato dal presidente americano riguarda il progetto di costruzione di un sistema di difesa anti-missile in alcuni paesi dell'Europa centro-orientale. Pur riconoscendo che la soluzione del problema dovrà essere individuata nel quadro normativo dell'Alleanza Atlantica, Bush ha caldamente consigliato l'accettazione del progetto, nell'ottica di garantire una maggiore difesa contro missili provenienti da paesi nemici, Iran in testa. Della Russia, invece, si parlerà poco e solamente in riferimento al problema del Kosovo. A causa del veto di Mosca, che aspira a diventare il vero elemento ispiratore dei paesi slavi, l'Unione Europea non è ancora riuscita a far decollare la missione Eulex, che dovrebbe contribuire alla ricostruzione del sistema amministrativo del nuovo Stato. George Bush ha promesso ai kosovari un pieno appoggio per il raggiungimento dell'effettiva indipendenza, mentre l'Unione Europea è più cauta, anche per evitare il peggioramento dei rapporti con la Russia, partner importante per la fornitura di petrolio. Anche questo sarà uno dei temi «caldi» che il nuovo presidente americano, democratico o repubblicano che sia, dovrà affrontare una volta eletto.

! Erik Marangoni
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