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numero 280
6 marzo 2008
 
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Una manovra pragmatica

di Fabrizio Goria - 21 giugno 2008

Cambio di direzione si era detto e così è stato. Quello che è avvenuto nel Consiglio dei Ministri tenutosi ieri ha dell'incredibile nella recente storia repubblicana del nostro paese. Per due ragioni: primo, è stata approvata una manovra economica per un triennio (2009-2011) e secondo, perché sono stati necessari nemmeno dieci minuti per mettere tutti d'accordo. 34,8 miliardi di euro complessivi: 13,1 mld per il 2009, 7,1 mld nel 2010 ed uno sforzo aggiuntivo nel 2011, con 14,6 miliardi di spesa a fronte del raggiungimento dell'obiettivo programmatico di questa manovra, il raggiungimento del pareggio di bilancio. In un clima congiunturale come quello odierno è quanto mai fondamentale azzeccare le mosse, per controbattere le spire inflazionarie (+3,6% tendenziale per maggio) che ci avvolgono ed alimentare la crescita economica (+0,5% nel 2008). Ed infatti, scorrendo i vari articoli dei provvedimenti legislativi approvati ieri, emerge la volontà del governo a contrastare le crisi in atto, dai subprime al greggio.

In primis, notevoli sono i tagli alla Pubblica Amministrazione: fra Comuni e Province saranno risparmiati oltre 1600 milioni di euro. Saranno inoltre combattuti i fenomeni di assenteismo e di scarsa produttività tipici della PA, come ampiamente annunciato dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Ancora, sarà portato avanti un «progetto trasparenza» per far chiarezza su tutte le consulenze che il settore pubblico utilizza, con pubblicazione online di tutti gli stipendi dei dipendenti pubblici.

Sul fronte delle imprese, si cerca la via della semplificazione. L'idea dell'impresa creata in solo un giorno sarà quantomeno avvicinata, sarà possibile cumulare reddito da lavoro e pensione, saranno ripristinati alcuni istituti giuslavoristici come il Job on Call depennato dal Protocollo sul Welfare di prodiana memoria, saranno regolarizzate le posizioni dei collaboratori occasionali tramite l'introduzione di buoni prepagati. Ma ci sarà anche la mano pesante per alcuni settori, come dimostra l'introduzione dell'ormai celebre Robin Hood Tax, la tassazione degli extragettiti da congiuntura. Questo è il caso del comparto Oil & Gas, ovvero i petrolieri, che vedranno scadere il regalo fatto dal Governo Prodi sull'aliquota Ires, che torna al 33% dal 27%. Inoltre, via alle liberalizzazioni della rete distributiva di carburanti.

Novità anche nel settore finanziario, con i capital gain derivanti dalla cessione di partecipazioni che saranno esentati dal pagamento di imposte, a patto che le plusvalenze siano reinvestite entro due anni in imprese con meno di tre anni di vita. Torna anche il limite di 12mila e 500 euro per i trasferimenti in contanti e per gli assegni non trasferibili, sempre per render maggiormente fruibile lo scambio monetario. A questo pro, cade il vincolo della fideiussione bancaria per le rateizzazioni superiori ai 50mila euro.

Infine, per avvantaggiare le realtà familiari più disagiate, saranno distribuite un milione e duecento mila tessere-sconto, ognuna delle quali del valore di 400 euro. I possessori di tali tessere potranno acquistare a prezzi ridotti beni di prima necessità per far fronte all'aumento del livello generale dei prezzi al consumo. Distribuite in via anonima presso il domicilio dei beneficiari, serviranno ad allungare il periodo utile del proprio reddito mensile. In altre parole, permetterà a molte famiglie di arrivar alla fine del mese.

Certamente il progetto del Governo Berlusconi risulta carico di quel pragmatismo che tanto fa bene al nostro paese in questo periodo. Dopo due anni di manovre economiche spendaccione ed inconcludenti, Giulio Tremonti ha già dimostrato di essere molto più parco di Tommaso Padoa Schioppa. E non sarà nemmeno poi così difficile risultare più bravo.

Fabrizio Goria

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Ragionpolitica, periodico on line n.268 del 17/6/2008
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