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Una doppia, mortale cadutadi Gabriele Cazzulini - 25 giugno 2008 Due giorni, due sconfitte. Solo la sinistra riesce a fare peggio dell'Italia incornata dagli spagnoli ai rigori. Ma non è la solita caduta, la calunnia gratuita, la predica del giornalaio domenicale. Questa volta la crisi rossa è veramente nera. Tutto è iniziato laddove la sinistra ha lasciato la politica, cioè in quella diabolica concentrazione di poteri: partito più sindacato più televisioni più stampa più intellettuali più magistrati = sinistra. Dopo le elezioni questo calcolo è sbagliato. I singoli addendi si sono indeboliti: ad esempio Epifani, con le sue grida di dolore per il popolo lavoratore e sfruttato. Poi ci sono addendi scomparsi, come gli industriali che si sono puliti la coscienza dopo anni di perdizione montezemoliana. Adesso questa concentrazione di potere si è ridotta al suo asse portante: toghe e politici. Qui è scoppiata la doppia batosta. Come supremo gesto di sfida contro Berlusconi, Mancino, uno dei tanti ex della politica boia chi molla, ha provato a forzare la mano al Csm per ottenere l'approvazione di un documento di censura sulle proposte di legge del governo. Mancino c'ha provato. E questa non sembra neppure la notizia, visto che sono abituali le invasioni di campo tra i poteri dello Stato in nome della difesa della sinistra. La vera notizia è che Mancino ha fallito. Ma non finisce qui. Dal delitto (tentato) al castigo: Napolitano non ha sopportato l'attivismo del suo vice al Csm e ha raccomandato il pieno rispetto delle procedure previste dalla legge. E' curioso assistere allo spettacolo di un presidente della Repubblica che coglie in flagranza il suo numero due mentre è intento ad abusare delle istituzioni nella lotta contro il governo. Anzi è un evento storico. Come una lama, la crisi della sinistra ha trafitto il suo cuore e ora scocca l'ora dell'autodistruzione. L'altra crisi, anch'essa lacerante, è nel Pd, dove Veltroni mastica il fango della trincea per resistere agli attacchi che provengono dai più democratici tra i democratici. Va bene che D'Alema soffre di gelosie verso la poltrona di Veltroni e che un D'Alema candidato premier forse non avrebbe ceduto su tutta la linea. Sempre usando il forse, D'Alema può incollare i cocci del centrosinistra e prendersi pure Casini in casa - a suo rischio e pericolo. Però se un fedele alleato di tante battaglie come Parisi chiede espressamente le dimissioni di Veltroni, questo è un brutto segno. Il piccolo ex-ministro ha fatto appello al suo istinto sardo puntando testa e piedi per cacciare il suo segretario. Dice Parisi: persa la battaglia delle elezioni, si cambia il generale al comando. L'ex segretario de facto controreplica avanzando i suoi meriti per aver guidato il processo costituente del Pd in mezzo alle acque tempestose della sconfitta di Prodi, del fallimento del centrosinistra e dello schiaffo elettorale. Tre sconfitte in un solo anno è un record da depressione. Purtroppo non c'è ancora il Prozac giusto. Il bello è che hanno ragione sia Parisi, perché il leader che perde va a casa, sia Veltroni, perché il Pd è troppo debole per affrontare un nuovo cambio della guardia. Parisi o Veltroni. Suicidarsi o far festa: nessuna delle alternative è realistica. Quindi nessuna è seria. E allora? Allora fa uno strano effetto osservare insieme queste due crisi - la stroncatura di Napolitano su Mancino e la pugnalata di Parisi contro Veltroni. Ciò che più colpisce è che questo duplice disastro avviene simultaneamente, perché la crisi della sinistra ha mandato in corto-circuito il suo sistema centrale. E' l'impensabile che diventa possibile. Cosa verrà dopo? E' una domanda inquietante che vale già oggi perché l'auto-distruzione ha appiccato un fuoco che brucia velocemente. Già c'è poco e questo poco non basta. Prendersi per mano e giocare al girotondo è un modo di trascorre l'estate davanti alla replica di un film di Moretti. Ma leccarsi le ferite procurandosene nuove non è un gran progresso. Il Pd è sul punto di diventare l'epitaffio di Veltroni. Di questo passo la crisi della sinistra può diventare un'altra emergenza nazionale.
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Ragionpolitica, periodico on line n.269 del 24/6/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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