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Con Scajola, per il futuro ecosostenibile del Paese

di Giovanni Calabresi - 28 giugno 2008

La sfida del ritorno dell'Italia al nucleare lanciata dal Ministro Claudio Scajola, già in campagna elettorale, è ambiziosa, ma assolutamente alla portata del governo. Questo è dovuto al fatto che gli italiani, al contrario di ciò che pensa la sinistra, hanno ben chiaro in mente un dato: in Italia il costo dell'energia è di circa il 30% superiore rispetto al resto d'Europa e, con il prezzo del petrolio che punta - secondo tutti gli analisti - verso i 200 dollari al barile, la situazione rischia di divenire più che drammatica. Quindi il problema è duplice: da una parte l'Italia dovrebbe rientrare, come Paese, nei parametri di Kyoto, attraverso una riduzione drastica ed improcrastinabile delle emissioni di CO2 nell'atmosfera. Dall'altra, di uscire, nei prossimi anni, da quella che definirei la «morsa del petrolio».

Infine, il dato in assoluto più preoccupante, è che l'Italia è distante anni luce dall'autosufficienza energetica.Ce n'è quanto basta per «sconvolgere» i cittadini. Perché di vero sconvolgimento si tratta, dal momento in cui, anche molti italiani, persone della strada, antinuclearisti convinti, oggi come in passato, sostengono che, pur rimanendo contrari, non esistono altre alternative possibili. Quel 25% di energia da produrre nei prossimi anni da fonte nucleare è di vitale importanza per la sussistenza del Paese sul piano industriale e produttivo. Ed è quanto mai vero cio che afferma Roberto Tortoli, vice presidente della Commissione ambiente della Camera: «Il nucleare non è la soluzione, ma senza nucleare non vi è alcuna soluzione». Il Parlamentare del Pdl, in linea perfetta con Claudio Scajola, allude alla necessità di avviarci sulla strada del mix energetico costituito dal 25% di energia prodotta da fonti integrative, dal 25% prodotta dall'atomo e dal restante 50% da fonti tradizionali.

Solo questa ricetta è in grado di abbassare i costi della bolletta elettrica degli italiani, di ridurre le emissioni di Co2 e di rilanciare l'industria italiana gravata dai costi energetici oltre che dal costo del lavoro - ma questa è un'altra dolorosa storia. Naturalmente gli ambientalisti di turno, gli integralisti di Legambiente - che ricordiamolo, detiene importanti quote del Pd - i vari Pecoraro Scanio, che nonostante la batosta elettorale, continuano ancora ad imperversare con proposte strampalate di nuovi referendum antinucleari, non rimangono in silenzio e elargiscono all'opinione pubblica chicche di menzogne sull'atomo.

Ebbene, da ora in avanti la battaglia in supporto di Claudio Scajola, che si è coraggiosamente assunto la responsabilità di traghettare il Paese fuori dalla secche del «dissesto energetico», sarà quella di controbattere punto per punto tutte le menzogne spacciate da dati scientifici provenienti dal mondo ambientalista, iniziando subito dalla seguente. Legambiente e company affermano che tutto il mondo sta facendo marcia indietro sul nucleare ritenendolo superato. Beh, perdonatemi il termine, ma mai «balla» più grossa è stata sparata - o forse purtroppo sì e le vedremo tutte. In realtà - sono dati ufficiali Onu-Iaea di fine 2007 - esistono nel mondo 439 impianti per un totale di 371.642 MWe prodotti. Altri 33 impianti sono in costruzione, per ben 26.838 MWe. Ulteriori 94 unità sono in progetto (101.595 MWe) e 223 in opzione (194.695 MWe). Ma il dato più importante è che il nucleare contribuisce alla produzione di energia mondiale per ben il 16% e nei 27 Paesi dell'Unione Europea per il 33%. Si consideri che solo in Germania si produce il 30% di energia da nucleare in una logica di mix energetico con le rinnovabili/integrative.

Allora, la domanda è: visti i dati di cui sopra, vi sembra che il mondo stia rinunciando al nucleare? Nossignori. Questo lo dice solamente la sinistra ambientalista coperta nelle sue bugie da vari parascienziati e sconfitta alle elezioni proprio a causa delle menzogne, pagate a caro prezzo attraverso la bollette elettrica degli Italiani.

Giovanni Calabresi

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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