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Al via il semestre di presidenza francese dell'UeLa Torre Eiffel si illumina con i colori dell'Unione e Sarkozy prova a far cambiare marcia all'Europadi Lillo Maiolino - 3 luglio 2008 Alle 23.59 del 30 giugno la Torre Eiffel è stata investita da un fascio di luci blu e da 12 stelle gialle a incorniciare l'arco sottostante la grande struttura in ferro. Parigi ha voluto festeggiare così l'apertura del semestre di presidenza dell'Unione Europea. Migliaia di kilowatt per illuminare uno dei periodi forse più bui dell'Ue. E' un percorso tortuoso quello che il presidente Nicolas Sarkozy tenta di percorrere, in quella Francia che è stata una delle nazioni artefici dell'affossamento referendario del vecchio Trattato costituzionale. I sei mesi di coordinamento francese, almeno sulla carta, vogliono giocare un ruolo chiave nella storia della costruzione dell'Europa. «Quest'Unione Europea non va, anzi, non va per nulla. Perché dopo aver protetto tanti anni fa i suoi cittadini dai rischi di una nuova guerra mondiale, oggi non sa proteggerli nella vita quotidiana, dai rischi della mondializzazione». È stato chiaro Sarkozy in queste sue dichiarazioni, riprese dalla tv transalpina già 4 ore prima del suo insediamento a presidente di turno dell'Ue. Una considerazione che arriva a poche settimane di distanza dalla bocciatura della cosiddetta «Costituzione leggera» (il Trattato di Lisbona) da parte dell'Irlanda, alla quale si associa la posizione scettica della Polonia. Il presidente polacco Lech Kaczynski ha ribadito come «il Trattato non ha più alcuno scopo dopo l'ennesima bocciatura» e rilancia il referendum nel suo paese. Probabilmente anche la Repubblica Ceca si avvia a percorrere la stessa strada. Così si fa sempre più difficile il compito del presidente francese. Ma Sarkò, da buon capitano che disegna la rotta quando il mare è in burrasca, cerca di spostare la bussola dell'azione puntandola diritta verso un'Europa che parli più alla gente e dei problemi della gente. In fondo, nel semestre di presidenza l'inquilino dell'Eliseo si gioca buona parte della sua credibilità governativa e della popolarità, in calo negli ultimi mesi. Sarkozy, nel «suo» semestre, propone quindi un cambiamento per uscire dalla crisi. Non è un caso che la settimana scorsa abbia riproposto l'idea dell'Unione del Mediterraneo. Una delle prime iniziative, infatti, è quella di riuscire a sviluppare maggiori rapporti commerciali con gli Stati che si affacciano sul Mediterrano - iniziativa che rilancerà alla grande il prossimo 13 luglio e che prevede, inoltre, un forte incremento degli accordi anche nei settori dei trasporti e dell'energia fra l'Unione e nazioni quali Marocco, Siria, Israele e Turchia. L'Eliseo pensa anche a provvedimenti regolamentari di migliore efficacia sul tema dell'immigrazione: l'Europa, secondo il piano Sarkozy, deve dire basta alle sanatorie per i clandestini, impegnarsi nel rafforzamento dei controlli ai confini e pensare a regole più severe per coloro che chiedono asilo. Sul piano fiscale Parigi pensa al congelamento dell'Iva sui carburanti e ad una pressione degli Stati membri sulle grandi compagnie petrolifere. In più, nuovi investimenti sul nucleare e sulle energie rinnovabili. Sul piano economico aiuto al terziario, con il ribasso dell'Iva al 5,5% nel settore ristorazione - e quindi turismo - e l'abolizione del sovraprezzo sulle consumazioni ai tavoli. Tra i tanti compiti ardui non bisogna dimenticare il ruolo che l'Ue dovrà svolgere nei prossimi mesi nei confronti della Russia. Mosca, infatti, cerca strenuamente di difendere i suoi interessi economici; non assume una posizione chiara - però rimane rigida - sul tema dell'allargamento dei confini ad est e nell'ultimo summit di Khanty-Mansiysk (tra Russia e Ue) ha lasciato sul tavolo diversi problemi irrisolti, a cominciare dai rapporti tra l'ex Repubblica sovietica e la Polonia. Bisogna infine ricordare che è scaduto il trattato di partnership tra Russia e Unione Europea siglato oltre 10 anni fa; patto a quel tempo firmato tra i paesi membri - che erano solamente 15 -, mentre adesso, con l'allargamento, la situazione risulta certamente più complicata, tra veti e rivendicazioni. Lillo Maiolino |
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Ragionpolitica, periodico on line n.270 del 1/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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