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Europa ed Onu unite sulla via del nucleareGiovanni Calabresidi Giovanni Calabresi - 8 luglio 2008 Nel precedente articolo, «Il mondo abbandona l'energia nucleare? Un'altra menzogna ambientalista» ho analizzato due iniziative internazionali, quali il Gnep (Global Nuclear Energy Partnership) del 2006 ed il Gif (Generation IV International Forum) avviato nel 2000. Oltre ai progetti, però, esistono alcune prese di posizione politica che non possono essere ignorate, se veramente dobbiamo sostituire l'informazione oggettiva e puntuale alla disinformazione portata avanti da Verdi, Legambiente e company. Nel marzo 2007, ad esempio, l'Unione Europea ha sottoscritto una risoluzione sulla limitazione delle emissioni dei gas serra nell'atmosfera, con orizzonte temporale il 2020. Ebbene, in tale ambito, energia nucleare e fonti rinnovabili sono indicate come mezzi insostituibili ed irrinunciabili per il conseguimento degli obiettivi di riduzione. A tal proposito dobbiamo ricordare che il protocollo di Kyoto impone al Nostro Paese di ridurre le emissioni di gas serra (prevalentemente CO2) del 6,5% rispetto ai livelli di emissione del 1990 entro il periodo 2008-2012, pena il pagamento di pesanti sanzioni economiche. Al contrario, dal 1990 ad oggi - e nonostante le politiche di incentivazione delle fonti rinnovabili - la produzione di CO2, anziché diminuire, è aumentata, cosicché l'obiettivo di riduzione è salito oggi al 18% sui livelli di emissione del 2007. Secondo le previsioni tendenziali elaborate dal Ministero dell'Ambiente, l'onere economico che deriverà all'Italia dall'ormai certo mancato rispetto del protocollo di Kyoto potrebbe aggirarsi intorno ai 55 miliardi di euro. Immaginiamo, quindi, per un momento, quale vantaggio comporterebbe per il Paese avviare - seppure con ritardo - un programma strategico immediato, fondato sul mix energetico, da mandare a regime in 10-15 anni. Significherebbe avere la possibilità di riagganciarsi alla motrice di Kyoto. Continuando nel nostro ragionamento relativo alle posizioni politiche assunte in ambito europeo ed internazionale, il Vertice dei Ministri delle Finanze del G7, nell'aprile dell'anno scorso, ha emesso una dichiarazione congiunta, nella quale si stabiliva che alcuni membri del gruppo - a dir la verità tutti con la sola eccezione dell'Italia - ritenevano che lo sviluppo dell'energia nucleare sarà in grado di contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti, riducendo contemporaneamente l'inquinamento dell'atmosfera e rispondendo efficacemente alla sfida del cambiamento climatico. Altro che domeniche ecologiche, o targhe alterne, verrebbe da dire! Si tratterebbe di misure strutturali e non dei soliti pannicelli caldi. Ed il 2007 è stato un anno particolarmente ricco di appuntamenti con all'ordine del giorno la questione energetica ed ambientale, se pensiamo che nell'ottobre dell'anno scorso il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza un documento nel quale si dichiara che l'energia nucleare sarà indispensabile nel medio termine per il soddisfacimento del fabbisogno di energia dell'Europa «per ragioni economiche ed ambientali». Torna subito in mente - leggendo il documento - il 30% in più del costo della bolletta elettrica italiana rispetto a quella degli altri Paesi dell'Unione. Infine l'Ipcc (International Panel on Climate Change dell'Onu), nel rapporto di sintesi conclusivo approvato a Valencia il 17 novembre dello scorso anno, ha dichiarato che, per soddisfare la domanda energetica mondiale, e in particolare quella dei paesi emergenti, è necessario un mix produttivo che includa anche l'energia nucleare. Come al solito concludiamo con una domanda: di cosa hanno bisogno ancora gli ambientalisti per convincersi che la loro è una battaglia puramente demagogica ed ideologica e, come tale, priva di ogni fondamento scientifico e politico? Il problema è che lo sanno, ma ci marciano, giocando sulla buona fede delle persone. Giovanni Calabresi |
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Ragionpolitica, periodico on line n.271 del 8/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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