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I falsi difensori della Costituzionedi Gabriele Cazzulini - 8 luglio 2008 Girotondi di tutto il mondo unitevi; costituzionalisti e giornalisti armatevi di penna e partite all'attacco. Si alza il sipario sulla sceneggiata della Costituzione tradita. Per la regia della sinistra, ritorna l'avanspettacolo sulla difesa della Costituzione. Fuori da questo copione, la realtà è un'altra. Di quel foglio c'è scritto «Costituzione della repubblica italiana» per circa mezzo secolo a nessuno è importato qualcosa. Il Parlamento aveva finito col prevalere sul governo, nonostante che la Costituzione non prevedesse questa sudditanza. Il presidente della Repubblica era finito a fare da maggiordomo, nonostante la Costituzione prevedesse un ruolo più attivo. La Magistratura si era auto-costituita in potere all'infuori di ogni altro potere, nonostante la Costituzione non prevedesse un'auto-governo politico così avanzato. I sindacati non hanno mai depositato i loro statuti perché non hanno mai accettato la supremazia della legge pubblica sull'interesse corporativo. Ma poi, dov'era la sinistra quando il terrorismo brigatista era sul punto di rovesciare l'intero Stato e la Costituzione veniva bene solo come carta per contare i bossoli dei proiettili conficcati nei cadaveri dei rappresentanti dello Stato? Eppure la sinistra non ha mai protestato per tutte queste palesi violazioni della costituzione. Né quando era all'opposizione, né quando era al governo. Adesso che non c'è nessun altro pretesto per attaccare Berlusconi, non resta che sventolare questa logora bandiera della Costituzione. Coloro che se ne sono sempre fregati della costituzione quando era ora di difenderla sul serio, adesso giocano a fare i paladini ritardatari della Costituzione. Per quale ragione? Perché Berlusconi non deve più governare. Alla radice di questa ridicola mobilitazione pro-Costituzione non c'è un progetto di rinascita ma un secco divieto personale - quello contro Berlusconi. Basta. Non c'è un'ispirazione morale, non c'è un disegno politico, non c'è un leader politico. Ci sono piccoli tribuni popolari che si credono giudici e alzano la voce con fare prepotente. Veltroni c'è stato trascinato per la giacca in questa foga costituzionalista dalle ambizioni personali di Di Pietro e dalla paura dei giudici, dei giornali, degli intellettuali che vedono colare a picco la loro italietta. Una Costituzione sempre tradita e ora osannata nelle sue peggiori violazioni rappresenta l'ultimo appiglio per le forze che non vogliono un'Italia migliore. Quindi idealismo zero; potere tanto. Non è il perfetto equilibrio che i padri costituenti speravano di aver creato. E' il trionfo dell'ipocrisia vedere i giornali dei padroni di sinistra che fomentano la mobilitazione civile per difendere gli interessi dell'opposizione. Altro che tutela della cosa pubblica. Se fosse davvero sacra, la Costituzione sarebbe rispettata - ergo: il governo ha il diritto di governare, senza il voto di fiducia dell'assemblea del Csm, senza il plauso dei comitati di redazione e senza il beneplacito delle folle scioperanti. Ma siccome la Costituzione è rimasta l'unico paravento della sinistra contro Berlusconi, allora è diventata intoccabile come una vacca indiana. Oggi la difesa della Costituzione significa difesa della sinistra. Quindi la difesa della Costituzione conduce al paradosso di difendere le storpiature che la sinistra ha compiuto sulla Costituzione stessa. La vera notizia non sono i soliti pomeriggi trascorsi mano nella mano a girare intorno alla crisi della sinistra. La replica del '68 fa cilecca come trent'anni fa. La rivoluzione l'ha fatta Berlusconi quando ha preso atto che per rivitalizzare la Costituzione bisogna fare quello che la sinistra non ha mai osato fare: applicarla. D'altronde la sinistra non può fare lo stesso: sarebbe come suicidarsi.
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Ragionpolitica, periodico on line n.271 del 8/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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