|
|||||||
|
|
Governo ed Enti locali, avanti cosìdi Anrea Camaiora - 12 luglio 2008 Il governo continua a macinare successi nelle scelte di politica economica nel rapporto con gli enti locali. Sono infatti in arrivo sconti e aiuti per gli enti locali virtuosi, i soli che sia giusto sostenere. I comuni e le province che hanno chiuso il 2007 in positivo escono dai patti restrittivi del patto, non dovranno pertanto rispondere ad alcuna richiesta di miglioramento e, anzi, chi ha centrato gli obiettivi fissati dalla legge finanziaria 2007 potrà persino aumentare la spesa. Inutile dire che, come avviene con il Ministero della Funzione pubblica, aspettiamo che anche il ministero dell'Economia pubblichi l'elenco dei buoni e dei cattivi, per far crescere nell'opinione pubblica la consapevolezza che al risanamento e al rigore devono contribuire tutti, anche comuni e province. E del resto qui si gioca la rivoluzione federalista del quarto governo Berlusconi, nel rifuggire dalla demagogia e dalla propaganda per dire che il federalismo fiscale passa attraverso un'assunzione di responsabilità da parte degli oltre ottomila sindaci italiani. Per questo la scelta di cambiare il Patto di Stabilità è positiva: richiama all'ordine i gestori di oltre 8 mila enti di spesa fino ad oggi abituati a scaricare su altri le proprie responsabilità. Ma le novità non finiscono qui: se gli enti locali nel loro complesso centreranno gli obiettivi di comparto, pari a 1.650 milioni di euro nel 2009, gli enti virtuosi beneficeranno di un ulteriore sconto ad hoc sotto forma di somme aggiuntive, scorporate dal Patto di Stabilità. Per chi sforerà il Patto, invece, oltre al divieto di reclutamento di nuovo personale, già introdotto nella nuova versione del Dl 112, gli enti che dal 2009 non centreranno gli obiettivi non potranno ricorrere all'indebitamento per finanziare gli investimenti. Così il via libera a mutui e obbligazioni scatterà solo per chi potrà dimostrare all'istituto di credito un certificato che attesti il rispetto del Patto. Accanto a questi provvedimenti seri e strutturali, qualcuno ha anche inserito scelte forse popolari ma certamente sbagliate come il taglio del 20% all'indennità di sindaci e consiglieri e dei membri di consigli d'amministrazione di società interamente partecipate. Si tratta di scelte demagogiche: i compensi fissati per gli amministratori comunali e provinciali sono modesti per non dire inesistenti. Si potrebbe persino sostenere senza troppa difficoltà che nel caso dei comuni inferiori ai 50 mila abitanti, la maggioranza in Italia, questi compensi andrebbero aumentati e non diminuiti. Il governo proceda dunque sulla strada della concretezza, già intrapresa, e lasci perdere le sirene del Grillo di turno. A proposito della linea da tenere negli enti, invece, gli amministratori locali del PdL ricordino a sé e agli altri quanto dichiarato recentemente da Mario Valducci, responsabile nazionale Enti locali di Forza Italia: «I rapporti con i comuni sono stati tesi, durante i cinque anni di Governo Berlusconi, è vero, ma mai l'Anci è arrivata al punto, come ha fatto con il Governo Prodi, di interrompere le relazioni istituzionali disertando la conferenza unificata. Infatti, con il centrosinistra che gli enti locali pensavano amico c'è stata una riduzione dei trasferimenti erariali senza precedenti». Al tempo stesso, però, occorre spiegare agli italiani giorno per giorno ciò che abbiamo già fatto e secondo quale strategia stiamo lavorando a nuovi provvedimenti. Tagli e rigore possono produrre consenso se sono presentati come la via responsabile che conduce al risanamento del Paese. Mentre scriviamo, nel Paese sono in preparazione i presidi del Partito democratico contro il governo. Ebbene, gli slogan che il Pd ha pronti sono intrisi di falsità: dalla rinegoziazione dei mutui all'abolizione dell'Ici, dalla giustizia alla sicurezza, al presunto aumento della pressione fiscale, il Partito democratico è pronto a servire quanto di peggio potessimo aspettarci dopo la performance resa in piazza Navona dalla sinistra giustizialista. Spetta dunque al Popolo della Libertà non lasciare solo il governo, il ministro Tremonti e il Presidente Berlusconi impegnati nel difficile compito di far rialzare l'Italia. Anrea Camaiora |
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.271 del 8/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||