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La babilonia dei "democratici"di Gianni Baget Bozzo - 12 luglio 2008 Si disaggrega il Partito democratico. Massimo D'Alema ha capito che la fusione in un solo partito politico dei postcomunisti e dei democristiani di sinistra è impossibile dopo la fine dei «cattolici adulti» di Romano Prodi: cioè di cattolici disposti per principio a confluire con i Ds in un partito di sinistra. Questa era la linea della scuola di Bologna, del pensiero di don Dossetti: ed era anche un pensiero teologico, legato alla tesi del Concilio continuo ed alla riforma del papato. La linea dossettiana è stata battuta in Italia e nel mondo: l'elezione di Benedetto XVI è a un tempo causa ed effetto della fine del fascino conciliarista nella Chiesa cattolica. I democristiani di sinistra non possono che rimanere democristiani, ma essi non hanno fascino proprio nel mondo cattolico: le sinistre democristiane sono morte con la Dc. E allora D'Alema pensa che il partito unico «cattocomunista» è fallito e che bisogna ritornare a due partiti diversi: uno cattolico e uno comunista. Abbandona quindi il bipolarismo e comprende che i postcomunisti possano avere forza a sinistra solo se mantengono la loro memoria e la loro storia. E per i cattolici ci vuole un partito proprio. Per questo D'Alema pensa all'Udc. Propone quindi una proporzionale alla tedesca con lo sbarramento al 5% per indurre i cattolici a votare Casini, visto che a votare per Marini e Fioroni non ci pensano proprio. Nonostante Dossetti e la teologia della liberazione, lo spartiacque elettorale in Italia tra cattolici e comunisti è rimasto intatto. E così D'Alema fonda Red, Marini risponde con White, si accingono a distinguersi formalmente, a diventare correnti interne del Partito democratico. Arturo Parisi per conto dei prodiani pensa ad abolire formalmente il Pd, sua creatura, e tornare all'Ulivo dove i voti cattolici e comunisti erano distinti. Il partito unico cattocomunista è fallito e la sua disaggregazione è in corso, anche nelle correnti più piccole. Chi ricorda i «coraggiosi» di Rutelli che volevano l'alleanza con Berlusconi? Rutelli, dopo la sconfitta di Roma, ha rilanciato questa linea, anche essa incompatibile con il Partito democratico come è adesso. E poi Di Pietro farà un partito separato di orientamento oscuro in cui l'antipolitica e la critica al Partito democratico saranno i pezzi forti. Confusione radicale dunque nel Partito democratico, tutto il grande artificio di primarie e di elezioni affidati ai gazebo è ora finita. Babilonia regna a sinistra e non era mai accaduto sinora. E' da comprendere come e in quali sedi si svolgeranno questi processi, ma le posizioni sembrano così diverse che scoppiano prima della loro raccolta in sede istituzionale sia essa quella della costituente del Pd sia quella del congresso del partito. Già il fatto che ci siano due opzioni opposte messe assieme indica che la malasorte del Pd era scritta alla sua data di fondazione.
Tratto dalla Prealpina del 11 luglio 2008 |
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Ragionpolitica, periodico on line n.271 del 8/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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