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numero 280
6 marzo 2008
 
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Il Governo si occupa solo di giustizia ? Balle

Lo scatto in avanti lanciato da Via XX Settembre è prova concreta del dinamismo dell'esecutivo

di Filippo Salone, Raffaele Iannuzzi - 19 luglio 2008

La manovra Tremonti rappresenta una chiave strategica determinante per cogliere l'anima politica e risanatrice dell'esecutivo guidato da Berlusconi. Si tratta di uno degli assi portanti della riforma dello Stato, unitamente ai primi passi della ridefinizione del welfare to work di Sacconi. A ben guardare, prima ancora che di merito, la rivoluzione tremontiana è rivoluzione di metodo.

All'indomani del suo primo passaggio in Aula, alla Camera, la maxi manovra lanciata da Via XX Settembre, sta già procedendo in maniera risoluta. Progetto e tempestività, insieme, per lasciarsi alle spalle le mucillagini della vecchia sessione di bilancio all'italiana in cui il Parlamento, il più delle volte, disperdeva in mille rivoli le linee guida uscite dal dicastero dell'economia. Tremonti, in Aula, ha tenuto a sottolineare proprio questa storica differenza. Il Ministro ha, infatti, rivendicato il nuovo metodo, inaugurato con l'anticipo delle misure della finanziaria-Blitz, mettendo in evidenza come, grazie al nuovo sistema, si interrompa «una prassi di bilancio e di gestione di finanza pubblica del tutto oscurantista, che ci ha portato ad avere il terzo debito pubblico al mondo senza essere la terza economia mondiale». Con questa sessione lampo, proposta con grande tempestività al varo della ratifica parlamentare, si è messo il Paese «al riparo da potenziali criticità sistemiche».

L'obiettivo dichiarato è salvaguardare il sistema dallo spauracchio del «29» e, quindi, «ridurre il deficit non aumentando le tasse». A proposito di balzelli, Tremonti rilancia e investe parte del suo discorso a Montecitorio sulla necessità sociale di arginare la speculazione petrolifera con lo scudo della «Robin tax». Con il prelievo straordinario sui profitti delle grandi compagnie petrolifere, il ministro ha ribadito l'assoluta necessità di colpire la spirale inflazionistica da caro petrolio, salvaguardando, quindi, il ruolo sociale delle cellula principale del sistema Paese: la famiglia. La misura non avrà alcun tipo di ricadute negative e le risorse che si recupereranno - circa 4 milioni di euro- «andranno tutte al settore sociale». La scelta è netta e di avanguardia perché, ha riferito Tremonti, la Robin Tax «ha un valore civile profondo». A questo livello dell'operazione strategica, sembra esserci in gioco uno dei fattori scatenanti le molteplici criticità prodotte dalla globalizzazione, sia in Europa che negli Usa: la destrutturazione dell'ordine sociale. L'atomizzazione della comunità nazione. Anche il Presidente della Fed, Bernanke, ha provveduto a raccomandare alle istituzioni americane il problema della coesione sociale e l'ha fatto narrando la storia della crisi, quasi come uno storyteller, nella Florida.

La dimensione intimamente politica della crisi finanziaria è di fronte agli occhi di tutti; con essa, la tenuta democratica, che, in chiave sociologica, ha il suo interfaccia nella coesione sociale, può, dunque venire meno. Non è scontato che sia così, ma potrebbe darsi anche un caso drammatico di questa fattispecie. Senza scomodare una certa retorica propria di economisti come Reich, non dobbiamo, d'altro canto, bendarci gli occhi diventando più realisti del re. Ecco cosa c'è in gioco, nel Parlamento che accoglie una guerra lampo contro la crisi strutturale della finanza e della società: né più, né meno che la legittimazione della democrazia policentrica. E di fatti a proposito di una nuova struttura di Stato a sussidiarietà razionalmente ripartita e con eguali stimoli di investimento in tutti i propri territori, Tremonti spariglia di nuovo con la epocale sfida della Banca del Sud. La partita si gioca, così, all'interno degli effetti sistemici della crisi.

Una crisi sistemica deve essere affrontata secondo cadenze temporali differenziate, che, sul piano legislativo, vanno dal decreto legge al disegno di legge. La variabile tempo è stratificata e complessa in situazioni di criticità prolungate come quella italiana. Una cosa è, comunque, certa: il core-issue è di quelli destinati a durare e ad alimentare nuove polemiche, anche interne alla compagine del centrodestra, non v'è dubbio. Prova ne sia il confronto teso fra Tremonti e le rendite, tanto finanziarie quanto connesse ai poteri amministrativi. Sia come sia, il dado è tratto. E non è uguale a zero.

Filippo Salone, Raffaele Iannuzzi

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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