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Gianpaolo Pansa I Tre Inverni della Paurarecensione di Francesco Natale - 19 luglio 2008 1943-1946, questi sono gli anni bui della Guerra Civile italiana. Questi sono i tre inverni della paura, ove la stragrande maggioranza del popolo italiano, di ogni fascia e ceto sociale, è schiacciata tra l'incudine nazi-fascista e il martello dei partigiani rossi. E'una guerra senza regole e quartiere, ove la neonata e pencolante repubblica sociale tenta di sopravvivere a se stessa con l'aiuto, fornito di malavoglia, dei nazisti mentre si moltiplicano le fazioni partigiane comuniste, ciascuna munita dei propri commissari politici, il cui scopo è duplice: «saldare i conti» con tutti gli oppositori politici, sia fascisti o ex fascisti che compagni disobbedienti da un lato e porre le basi per la lotta armata destinata a realizzare il «paradiso socialista» anche in Italia dall'altro. E così, tra le fauci della morente tigre di carta fascista e gli artigli del feroce orso comunista, si ritrova, dilaniato, il popolo italiano. Il popolo di quanti alla guerra hanno già partecipato e non ne vogliono più sapere, quindi si danno alla macchia, il popolo di quanti, idealisti e d'animo puro, hanno scelto di imbracciare nuovamente le armi a supporto di una fazione o dell'altra (restando poi cocentemente delusi dalla propria scelta...quando non assassinati), il popolo fatto di montanari e contadini, spogliati e depredati prima dai repubblichini, poi dai GAP, senza poter muovere un dito per difendersi, il popolo fatto di borghesi e agrari rifugiatisi nelle campagne per sfuggire a bombardamenti e rappresaglie. Proprio a quest'ultima classe sociale appartiene Nora Conforti, protagonista assoluta del romanzo di Pansa, giovane donna forte e volitiva, eppure a tratti ingenua e ancora impreparata ad affrontare gli orrori della Guerra Civile. Ella, a seguito del padre Agostino si trasferisce da Parma a Guardasone, ove la famiglia possiede un grosso podere. I Conforti sperano così di evitare le conseguenze di una guerra terribile che giorno dopo giorno si fa sempre più vicina alle grandi città del nord. Qui Nora conosce e si innamora di Giulio, giovane bello e prestante che viene chiamato alle armi poco dopo il fidanzamento. Pochi ma dolcissimi sono i momenti che Nora e Giulio trascorrono insieme, fino a quando la compagnia alpina di Giulio viene assegnata al fronte russo. Poco dopo la partenza Nora scopre di essere incinta. Allo sconquasso emotivo conseguente alla scoperta, si aggiunge un dolore indicibile: Giulio è caduto in Russia, lasciando Nora nel non facile ruolo di ragazza madre e sua figlia, Giulia, orfana anzitempo. Agostino e la famiglia Iotti, i genitori di Giulio, nonché l'onnipresente «Tata», Angiòla, fanno quadrato attorno a Nora, che si trasferisce nella bellissima e sconfinata proprietà di Villa Anita, inizialmente destinata ad accogliere i due futuri sposi che, purtroppo, non saranno mai uniti in matrimonio. Ed è proprio Villa Anita, assieme alla sua triste ma forte castellana, a rappresentare il fulcro narrativo della vicenda: qui giungono, inizialmente sparute e superficiali, le prime avvisaglie degli orrori a venire. I disastri militari fascisti, la caduta del regime l'8 Settembre, la progressione geometrica della violenza fascista prima, partigiana poi. Fuori dai sempre meno sicuri cancelli di Villa Anita, ultimo baluardo posto a difesa del viver civile, il mondo impazzisce giorno dopo giorno. In questo mondo impazzito si muovono tuttavia uomini ancora buoni e onesti, come Paolo Morini, amico di infanzia di Nora che decide, coscientemente di aderire al fronte partigiano a Genova, per poi rimanere esterefatto e profondamente deluso dal comportamento dei partigiani genovesi, o il figlio del fattore Braglia, che fascista puro, avverte come indicibile vergogna il tradimento dell'8 Settembre e decide di riscattarsi in nome non più di Mussolini, ma della Patria, arruolandosi prima nella Guardia Repubblicana e poi, stanco dei soprusi da questa perpetrati, nelle truppe ausiliarie italiane in Germania, ove si rende subito conto che gli Italiani vengono mal tollerati e considerati poco più che «untermensch». O come Nelson Artoni, factotum borsanerista, smanicato e spericolato che tuttavia si dimostra onesto e generoso. Già ad una prima analisi il romanzo risulta, oltre che davvero eccellente sul piano letterario, complesso e problematico, nonostante lo stile narrativo fresco, asciutto e molto diretto che cattura il lettore fin dalle prime pagine senza mai stancarlo. Pansa non prende una posizione a favore o contro una fazione piuttosto che l'altra, né si abbandona, così facendo, al qualunquismo del «nessuno ha torto, nessuno ha ragione», ma, incentrando la narrazione su un personaggio come Nora, apparentemente estranea a guerra, politica, resistenza, egli fornisce uno spaccato estremamente umano e, quindi, credibile, di quanto è accaduto in quel terribile triennio. Tanti sono i riferimenti letterari che vengono alla mente leggendo «I Tre Inverni della Paura», due in particolare: Guareschi, in primis, per l'ambientazione scelta dall'autore e per alcune soluzioni narrative adottate, che comunicano immediatamente il calore e la civiltà di un popolo, quello formato dalla borghesia rurale della Bassa Padana, i cui saldi valori e l'atavico «modus vivendi» a contatto stretto con la terra rischiano di sparire per sempre a causa della crudeltà umana. Quindi Manzoni e la sua weltanschauung che vede la Storia come regno del male, come un demone che penetra ogni difesa fino a sconvolgere prima e annichilire poi la vita degli innocenti. A poco o nulla servirebbero la fuga o il rifugiarsi tra le sempre più labili mura del castello rappresentato da Villa Anita, inadeguato a reggere da solo le ondate montanti della violenza barbara e indifferente. Per fortuna a fianco ai tanti «Don Rodrigo» e «Don Abbondio» sembra ancora aggirarsi per quel mondo sanguinario e impazzito qualche «Padre Cristoforo» che contribuisce, grazie ad una umanità radicata che la guerra e la violenza non sono riuscite a spegnere, a fornire un barlume di speranza per gli anni a venire...
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Ragionpolitica, periodico on line n.272 del 15/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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