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numero 280
6 marzo 2008
 
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La città ritrovata

di Armando Pannone - 26 luglio 2008

Ci sono uomini che con le loro azioni legano indissolubilmente la vita al destino delle città e delle nazioni che governano, divenendo parte integrante della loro storia. E' stato così per Rudolph Giuliani e per New York dopo la tragedia dell'11 settembre, quando il sindaco seppe rincuorare i propri concittadini esortandoli alla speranza. E' così e sarà così per Silvio Berlusconi, artefice della rinascita napoletana dalle ceneri della vergogna per l'emergenza rifiuti. Cinquantotto giorni per uscire dal tunnel della tragedia e del degrado. Non uno di più. Le sue promesse sono state mantenute. «Napoli verrà fuori dal disastro», aveva detto nei giorni più difficili della crisi. Così è stato. Tutto il mondo ha potuto constatare la veridicità dell'annuncio di cessata emergenza pronunciato dal presidente del Consiglio attraverso le immagini di Napoli pulita, splendida perla del Mediterraneo restituita alla sua dignità ed all'abbraccio dei turisti. Neanche due mesi fa tutto il mondo osservava attonito le immagini di una città sepolta dai rifiuti, ammorbata dai roghi dei cumuli di spazzatura, arresa allo sfacelo urbano ed ambientale. La sinistra, da sempre proclamatasi ecologista, ambientalista e moralista, non aveva saputo contrastare efficacemente una situazione ben oltre il collasso sociale, impelagata in veti e pregiudiziali ideologiche che mal si sposavano con il decisionismo lucido che il momento esigeva.

Il presidente Berlusconi ha rivitalizzato l'opera di Guido Bertolaso, concedendogli risorse ed autonomia operativa. Ha messo in campo l'esercito ed i frutti si sono visti ben presto. I camion sospetti sono stati allontanati dalle discariche, l'ordine pubblico è stato rispettato e mantenuto con beneficio di tutti. I napoletani, dapprima scettici e disincantati, non hanno subito reagito bene alle rassicurazioni del premier. Avvelenati da anni di promesse mancate e di inesorabile declino sociale, ritenevano che l'emergenza non sarebbe stata contenuta e annullata. Le proteste di Chiaiano, di Pianura e dei residenti in ogni località via via indicata come possibile sito di stoccaggio dei rifiuti hanno provocato reazioni rabbiose, scomposte, ostili da chi si sentiva minacciato nella propria dignità e salute fisica. La fermezza del presidente Berlusconi ha avuto la meglio. Il premier non ha perso la testa, la pazienza, la lucidità, tirando dritto per la propria strada, convinto di agire per il bene della collettività. E' riuscito a far aprire altri tre siti, ha rimesso in moto la costruzione del termovalorizzatore di Acerra, ha incitato gli operatori a darsi da fare, lavorando di sabato e domenica per ripulire Napoli e la provincia in fretta, contro il tempo, il caldo, i contrattempi di ogni genere e grado.

Decisiva è stata la sua assidua presenza a Napoli, da dove ha presieduto più di un Consiglio dei ministri, rilanciando nel mondo l'immagine di una Napoli dagli splendidi palazzi, in tutta la maestà della sua storia. Con la sua presenza calda e costante ha testimoniato della volontà di un intero paese che tifava per Napoli, della caparbietà di ribaltarne un destino di tragico declino. Ha mostrato amore autentico per questa città quando, mentre scorrevano le immagini di una metropoli finalmente restituita al decoro ed alla normalità, gli brillavano gli occhi per l'emozione, annunciando la fine dell'emergenza. Napoli è stata così restituita al turismo, all'attività programmatica di rilancio delle attività economiche, alla proiezione verso il futuro.

Tutto ciò che ha saputo fare il presidente Berlusconi per Napoli poteva essere sufficiente per considerarlo a pieno titolo tra i protagonisti della storia cittadina. Non gli bastava. Per Napoli ha fatto molto di più di tanti suoi figli illustri ma ingrati che si riempiono la bocca della napoletanità ma, alla prova dei fatti, scuotono la testa e si defilano. Berlusconi ha lanciato la proposta di una crociera nel golfo di Napoli per i rappresentati del prossimo G8, per ammirarne ed esaltarne le bellezze naturali. Un grande omaggio alla città. E subito è scattato il volano dell'iniziativa economica cittadina, segno che una buona idea può davvero cambiare la fisionomia di una Napoli che langue da troppo tempo nell'immobilismo imprenditoriale.

In città la gente è ancora sotto choc per quanto ha subito e solo lentamente sta metabolizzando che la crisi è davvero passata. Sorgono iniziative spontanee per far decollare finalmente la raccolta differenziata, ci si consiglia l'un l'altro, si sgrida anche chi non deposita correttamente l'immondizia. Nessuno vuole che accada più ciò che è già stato consegnato alla storia più tragica. Napoli ha voltato pagina, ha ripreso nuova linfa grazie ad un uomo del nord innamorato della città partenopea. Silvio Berlusconi non ha solo risolto l'emergenza rifiuti. Ha fatto molto di più. Ha dato corpo alla speranza di vera rinascita per Napoli ed i napoletani. Merita davvero le chiavi della città e la cittadinanza onoraria. Insieme al grazie sincero di una città ritrovata.

! Armando Pannone
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  • Bravo!!! - di Masoni Alberto - 29 luglio 2008 16:29
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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