Forza Italia RAGIONPOLITICA.it - Dipartimento Formazione Forza Italia Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
rialzati italia
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Il Libro verde, un welfare per il futuro

di Aurora Franceschelli - 26 luglio 2008

In un mondo in cui la forza d'urto della globalizzazione ha destabilizzato le economie occidentali, indebolendo gli strumenti di politica economica a loro disposizione per far fronte alle crisi, in cui la competizione capitalistica non si gioca più prevalentemente nello spazio nazionale, ma su scala globale, le politiche nazionali utilizzate per far fronte agli squilibri e ai bisogni di sicurezza sociale sono diventate più fragili, con forti ricadute sulla capacità statuale di mantenere un benessere diffuso.

Lo Stato sociale moderno entrò in difficoltà per la prima volta già sul finire degli anni '70, a causa della crisi economica di allora, tanto che si parlò addirittura di rottura di quello che Darhendorf aveva chiamato il «consenso socialdemocratico», cioè la convinzione nel dare priorità all'intervento statale per garantire una maggiore giustizia distributiva. L'incapacità, da parte degli stati nazionali, di riammodernare e riorganizzare il welfare state li ha poi messi ulteriormente in crisi, come detto, quando si è fatta più impetuosa l'internazionalizzazione dell'economia, e ciò è accaduto anche per motivi politici. Il gigantismo degli apparati pubblici, di pari passo con il fiorire dei clientelismi funzionali alla conservazione del potere, ha comportato enormi sprechi, a fronte di servizi spesso insufficienti. E' così che si è parlato di un'eccessiva burocratizzazione, monetarizzazione e giuridificazione collegate allo sviluppo dello Stato sociale.

Alla luce di queste criticità, molto evidenti soprattutto nel sistema italiano, il Governo Berlusconi si è mosso per dare il via ad una nuova fase, per porre le fondamenta per un nuovo modello di Welfare. Questo è l'imperativo che ha guidato il ministro Sacconi nella formulazione del Libro Verde dal titolo, significativo, «La vita buona nella società attiva»: si tratta di un nuovo sistema di protezione sociale di tipo attivo, maggiormente funzionale alle esigenze di crescita e non più ancorato a logiche assistenzialistiche. In sostanza il Libro Verde, che si propone di dettare le linee guida sul futuro del nostro modello sociale, intende dar vita ad un nuovo volto dello Stato sociale che non sia votato a creare solo tutele passive, e quindi privilegi, ma anche «opportunità e percorsi realistici di crescita e di inclusione sociale». Nel documento presentato dal ministro Sacconi si fissano, in sostanza, le linee guida attorno alle quali il Governo avrà inizio il dialogo con le parti sociali, gli enti locali e le Regioni in autunno; tale documento, in pratica, fa da preludio al Libro Bianco che Sacconi presenterà dopo l'estate e nel quale verranno definiti con maggior precisione gli interventi che si intendono portare avanti sul mercato del lavoro - con il completamento della Legge Biagi-, nella sanità e sul capitolo pensioni.

Il Governo si appresta ad affrontere una sfida decisamente nodale per lo sviluppo dell'Italia: vi è la consapevolezza che è anche su questo aspetto che si giocherà, assieme alla stabilizzazione dei conti pubblici, la competitività del nostro Sistema Paese. Il principio ispiratore del Libro Verde, proposto da Sacconi al Consiglio dei ministri di venerdì, si fonda sulla convinzione che la persona «risponde (ai bisogni) in prima istanza da sé», e questo principio è poi quello che sta alla base della sussidiarietà, che ha nell'enciclica di Pio XI (Quadragesimo anno) una delle formulazioni più chiare: «Siccome è illecito togliere agli individui ciò che essi possono compiere con le forze e l'industria propria per affidarlo alla comunità, così è ingiusto rimettere ad una maggiore e più alta società quello che dalle minori e inferiori comunità si può fare».

Il Libro Verde si ispira, dunque, proprio al principio di una società fondata sul principio di sussidiarietà, e in questa direzione va, ad esempio, la volontà di recuperare le capacità degli «over 60», affidando loro un ruolo attivo come quello di tutor dei lavoratori più giovani. La linea del Governo sarà volta sia ad agevolare il prolungamento, attraverso incentivi, della vita lavorativa sia a favorire un reimpiego dei meno giovani rimasti ai margini del mercato del lavoro. Non solo, si prevedono anche misure volte ad favorire la natalità, attraverso specifici incentivi, la predisposizione di strumenti atti a garantire un raccordo più forte tra scuola, lavoro ed ammortizzatori sociali ed un raccordo maggiore tra Stato e mercato, tra pubblico e privato, attraverso il coinvolgimento, ad esempio per quanto riguarda la sanità, «di operatori accreditati in grado di fornire non solo prestazioni assistenziali, ma anche la promessa di una vita migliore». Il nuovo modello sociale, inoltre, come ha sostenuto lo stesso Sacconi, dovrà «considerare prioritario accompagnare le persone lungo tutto l'arco della vita senza perdere di vista il binomio opportunità - responsabilità».

Nei piani del Governo non vi è assolutamente l'intenzione di tagliare la spesa sociale, ma di riorientarla in funzione di obiettivi di autentico benessere, «rendendo il sistema di welfare non solo razionale, ma anche più equo ed efficiente». E l'efficienza, in questo momento, è uno degli strumenti chiave sul quale il Governo intende far leva in tutti i settori, anche per quanto riguarda la pubblica amministrazione, per ridurre gli sprechi e migliorare la qualità dei servizi. Un risultato, quest'ultimo, che solo uno Stato che abbia recuperato autorità sul territorio e che sia in grado di garantire una pacifica convivenza civile, può ottenere. La strada intrapresa, dunque, è finalmente quella giusta: la politica sociale, il vessillo che ha sempre sventolato la sinistra, sembra essere ad esclusivo appannaggio del Governo Berlusconi, e lo dimostrano le misure prese sino a questo momento a favore della famiglia e delle fasce più deboli.

! Aurora Franceschelli
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.273 del 22/7/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero
© 2003-2009 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata