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Contrada, il lungo calvario... E tra sei mesi una nuova udienza per constatare lo stato di salutedi Lillo Maiolino - 26 luglio 2008 Finalmente la gabbia si è aperta; quella matrioska infernale, dove l'ultimo pupazzetto non riusciva più a rivedere la luce. Bruno Contrada è stato scarcerato. La conferma è arrivata, dopo che il sostituto procuratore generale di Napoli Ugo Ricciardi aveva espresso parere favorevole all'istanza di scarcerazione presentata dalla difesa dell'ex agente del Sisde. La decisione del Tribunale di sorveglianza di Napoli è giunta a margine dell'acquisizione di nuove perizie mediche sullo stato di salute del detenuto e si è proceduto così alla concessione degli arresti domiciliari. «Ci mancava ormai solo la visita ginecologica - ha commentato ironicamente l' avvocato della difesa, Giuseppe Lipera - ma quella non arriverà mai». L'altro legale di Contrada, Grazia Coco, inoltre ha precisato: «Tra sei mesi ci sarà presso il Tribunale di Napoli una nuova udienza per verificare il suo stato di salute e in quell'occasione si deciderà se al nostro assistito sarà confermata la detenzione domiciliare o, se le sue condizioni di salute dovessero peggiorare, il differimento della pena». L'ex poliziotto lascia finalmente il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove era detenuto dal 12 maggio dello scorso anno, dopo la condanna definitiva a 10 anni decisa dalla Corte d'appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e confermata anche in Cassazione. Adesso gli rimangono da scontare 5 anni, lo farà - se la precaria salute lo consentirà - nella casa della sorella a Napoli. Una notizia che ormai nemmeno i più ottimismi speravano di apprendere. Comitati, associazioni, pezzi interi di società si sono adoperati in questi anni per porre l'attenzione su un processo, prima dalle dinamiche discutibili e, nell'ultimo anno, per consentire ad una persona sempre più malata di non dovere morire in carcere. Per ben 20 volte, infatti, la richiesta di differimento della pena, è stata respinta. Una trama kafkiana, la vicenda giudiziaria che vide soccombere l'ex 007. L'inchiesta su Contrada venne riaperta solo nel 1992, anno della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in seguito alle rivelazioni di Gaspare Mutolo, dopo labili accuse di pentiti archiviate negli anni Ottanta. Contrada fu prelevato dalla sua casa il giorno della vigilia di Natale, strappato alla sua famiglia e portato in carcere. Da lì il lungo calvario con testimonianze di personaggi del calibro di Rosario Spatola, divenuto pentito, dopo che anni prima lo stesso Contrada aveva concorso, «con intelligente e fattiva collaborazione della Squadra Mobile e della Criminalpol di Palermo» - parole di Falcone - nelle indagini istruttorie relative al procedimento penale contro il boss. Al suo processo sfilarono una ventina di collaboratori di giustizia. Nessuno di loro riferì di avvenimenti ai quali aveva partecipato direttamente, ma per sentito dire, per avere appreso da boss e mafiosi, alcuni di questi a quel tempo già deceduti. In oltre 150 udienze, 139 uomini di Stato testimoniarono a suo favore. Alla fine sulla condanna pesò maggiormente il «de relato» dei pentiti. Le condizioni dell'ex poliziotto negli ultimi mesi sono ulteriormente precipitate. Ha perso 22 chili in poco più di un anno. L'avv. Lipera ha scritto anche al ministro della Difesa Ignazio La Russa e per conoscenza a quello della Giustizia Angelino Alfano; li informava del peggiorare dello stato di salute del suo assistito: una cartella clinica impressionante «zeppa» di patologie, come si evinceva dalla diagnosi di dimissione del 29 aprile scorso stilata dall'ospedale civile di Santa Maria Capua Vetere. Malattie gravi che vanno dall'ipertensione arteriosa, al diabete, fino ai ripetuti attacchi ischemici e ai problemi alla vista. Per adesso le porte del carcere si riaprono per fare uscire Bruno Contrada. Una battaglia civile nella quale molti hanno creduto, compreso il senatore a vita e presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga che, a gennaio, ha firmato una petizione promossa dal «Eurolab - Laboratorio d'Europa di Messina» e che ha visto la sottoscrizione di personaggi autorevolissimi della politica, della cultura, del giornalismo e gruppi della cosiddetta società civile. Lillo Maiolino |
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Ragionpolitica, periodico on line n.273 del 22/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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