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Pari opportunità, un ministero che avrà molto da faredi Anna Bono - 31 luglio 2008 Un immigrato nigeriano è stato arrestato dalla questura di Bari per aver causato la morte di un neonato suo connazionale praticandogli, su richiesta dei genitori, una circoncisione rituale. L'intervento, effettuato con un oggetto tagliente, ha provocato una emorragia e il piccolo, di soli due mesi, è deceduto un'ora dopo essere stato portato in ospedale. Stessa sorte era toccata, all'inizio di giugno, a un bambino, sempre di nazionalità nigeriana, residente con i genitori a Treviso. Era nigeriana anche la bimba di pochi mesi ricoverata a Torino per un grave ascesso genitale e per fortuna sopravvissuta. Pensando a un caso di violenza sessuale, era stata attuata una restrizione immediata della patria potestà. Gli accertamenti successivi invece avevano rivelato che era stata da poco sottoposta a un intervento di mutilazione genitale in Nigeria. Una volta dimessa, la neonata era stata affidata a una comunità. I genitori, assistiti da un mediatore culturale, avevano poi ottenuto dai giudici del tribunale per i minori la revoca della sospensione della patria potestà, a quanto pare con la motivazione che avevano agito animati da buone intenzioni e che non vi era rischio di reiterazione della violenza. Chissà però se i giudici di Torino hanno fatto bene. Il caso della piccola nigeriana risale al 1997. Adesso la bimba dunque ha 11 anni e potrebbe già essere moglie e madre. Le tradizioni etniche africane di solito prevedono il matrimonio non appena una donna ha raggiunto la maturità sessuale e lo ammettono anche prima. Perciò i suoi genitori, se sono fedeli alle tradizioni, come dimostra la solerzia con cui si sono affrettati a farla mutilare, possono aver deciso di darla in sposa appena iniziata l'adolescenza: a maggior ragione se temono l'influenza su di lei dell'ambiente occidentale in cui vivono oppure se, avendo un figlio maschio, hanno necessità di procurargli una moglie per la quale può darsi che debbano pagare il cosiddetto «prezzo della sposa» che spesso le famiglie ricavano appunto maritando le femmine al miglior prezzo possibile. Anche l'Islam approva il matrimonio precoce, ma l'età dipende dai contesti e dalle interpretazioni della legge coranica: dal 1979, in Iran per esempio, con l'avvento del regime degli ayatollah, l'età minima per il matrimonio di una bambina è fissata a nove anni. Proprio in questi giorni la procura di Milano ha avviato un'indagine su una coppia di genitori islamici bengalesi per maltrattamenti in famiglia e lesioni a una figlia. Per due anni l'hanno minacciata di darla in moglie a un uomo molto più vecchio di lei se rifiutava di portare i capelli corti e dissimulare il proprio aspetto di adolescente - la ragazza ha appena compiuto 16 anni - e l'hanno punita severamente, usando una bacchetta di legno per picchiarla, se ritardava a tornare da scuola o commetteva qualche disobbedienza. Dopo aver tentato due volte il suicidio, la giovane si è sfogata via e-mail con un'insegnante, che ha denunciato il caso alle autorità. All'inizio di luglio ha cercato di togliersi la vita gettandosi dal balcone anche una ragazzina pakistana di 15 anni, residente ad Alessandria e promessa a un giovane cugino di 16 anni che vive in patria e che lei non ricorda di aver mai visto. I vicini di casa parlano dei suoi genitori come di persone perbene e ben integrate, con un lavoro e buone prospettive per il futuro. Il problema, in questo come in altri casi analoghi sempre più numerosi, è che integrazione non significa automaticamente assimilazione dei valori della nostra società. Dal 1997 (quando la neonata nigeriana è stata salvata dalle conseguenze di un intervento di mutilazione genitale) a oggi l'influenza del politicamente corretto e del relativismo culturale e morale ha impedito di capire che uno scontro di civiltà è inevitabile quando si confrontano modelli sociali fondati su principi inconciliabili. Nessuna delle famiglie protagoniste dei fatti drammatici riportati ormai quotidianamente dai mass media ritiene di essere in errore. Mutilare le bambine, circoncidere senza precauzioni i bambini neonati, combinare il matrimonio di figlie minorenni con estranei, infliggere punizioni fisiche, fino a ucciderli, a figli e mogli disobbedienti: sotto altri cieli sono istituzioni che è doveroso rispettare e che rendono onore a chi le pratica, la tradizione lo impone. È nostro compito impedire che ciò accada almeno sul territorio nazionale italiano.
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Ragionpolitica, periodico on line n.274 del 29/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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