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Un'alleanza che scricchioladi Diletta Guaragna - 2 agosto 2008 È di questa settimana la conferma del viaggio effettuato lo scorso 12 luglio dal vice direttore della Cia, Kappes, a Islamabad per porre il vertice delle forze armate pakistane di fronte alla notizia di nuove prove che dimostrerebbero i legami esistenti tra l'Isi, i servizi segreti pakistani, e alcuni militanti attivi nelle aree tribali al confine con l'Afghanistan. In particolare l'intelligence americana punta il dito sulle connessioni esistenti tra la cellula di ribelli facente capo a Maulavi Jalaluddin Haqqani, sospettato da parte di ufficiali americani di intrattenere rapporti con figure di spicco di Al Qaeda nelle aree tribali al confine con l'Afghanistan, e l'agenzia pakistana. I sospetti riguardo dei presunti rapporti intercorrenti tra l'Isi e i militanti talebani non sono nuovi. Già da tempo infatti gli analisti e la stessa Cia sospettavano se non la partecipazione materiale, quantomeno la connivenza dei servizi segreti pakistani alla serie di attentati compiuti tanto in Afghanistan quanto in India. Sospetti che si fanno ancora più preoccupanti se si tiene in considerazione che l'intelligence americana dipende in forte misura dalle informazioni fornite dalla cugina pakistana per la lotta al terrorismo. Washington teme ora che i servizi segreti pakistani possano acquistare ulteriore potere dal momento che il governo di coalizione sembra non essere in grado di esercitare un'effettiva sorveglianza sugli stessi. Ne è testimonianza il tentativo fallito da parte del governo di porre l'Isi sotto un più stretto controllo da parte delle autorità civili. La notizia giunge mentre il primo ministro pakistano, Gilani, si trova a Washington in visita ufficiale; visita pensata quale occasione per rinsaldare i legami tra i due paesi, che ha però finito per trasformarsi in una lente di ingrandimento puntata sulla fragilità che caratterizza l'asse Washington-Islamabad. Nonostante infatti i toni cordiali e i comunicati stampa che riferiscono di nuovi accordi raggiunti, le divergenze e le aspettative non soddisfatte di entrambi gli interlocutori sono sotto gli occhi dell'intera comunità internazionale. A gettare ulteriori ombre sull'alleanza tra i due paesi ha contribuito inoltre la richiesta, portata avanti da due esponenti del Congresso, affinché l'amministrazione Bush non finanzi il progetto di ammodernamento degli F-16 pakistani con parte dei fondi destinati allo stesso paese per la lotta al terrorismo. I deputati sottolineano come i caccia non siano impiegati in operazioni contro i militanti ma assolvano la funzione di deterrente nei confronti dell'India. Le preoccupazioni dei due delegati non sembrano infondate se si tiene conto che anche un altro rapporto del Congresso aveva criticato il Pakistan per aver utilizzato una gran parte dei 5,5 miliardi di dollari conferiti dal 2001 al paese sotto forma di aiuti per la contro insorgenza allo scopo di rafforzare l'esercito in modo convenzionale, come forza da contrapporre all'India, invece che per contrastare i talebani. Ne è risultato un esercito male equipaggiato per affrontare una minaccia di tipo asimmetrico, che solo ora sta iniziando a ripensare il proprio approccio globale passando dalla concezione dello scontro frontale alla contro insorgenza. Il Pakistan non è rimasto certo in silenzio di fronte alle incertezze e alle accuse americane, è passato anzi al contrattacco, dichiarando infondate le accuse mosse dalla Cia, facendo notare come, nonostante le apparecchiature sofisticate in dotazione alle forze americane, neppure l'alleato sia riuscito a neutralizzare i talebani in Afghanistan e accusando i paesi confinanti di fomentare le lotte interne al Balucistan e nelle regioni tribali. I segnali della crisi appaiono dunque evidenti anche se tutti gli analisti sono concordi nel sostenere che l'alleanza non cadrà, le divergenze verranno accantonate e le fratture composte. E la ragione è semplice: non esiste ad oggi una alternativa migliore alla situazione attuale. Diletta Guaragna |
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Ragionpolitica, periodico on line n.274 del 29/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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