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Il governo governadi Gianni Baget Bozzo - 2 agosto 2008 La maggioranza ha iniziato bene il suo percorso, con l'approvazione del decreto sulla sicurezza e del lodo Alfano. Il difficile comincia con i due temi che saranno oggetto della ripresa settembrina: la giustizia e il federalismo fiscale. Ambedue sono temi costituzionali: uno per motivi eccezionali, l'altro per motivi strutturali. La magistratura è un ordine indipendente secondo la Costituzione, ma non distaccato dal sistema politico. Il ruolo avuto dalla magistratura nei confronti della classe politica le ha dato un maggiore potere, l'ha resa la vera forza emergente tra le istituzioni. Ciò non richiede minori poteri, ma maggiori garanzie. Il tema della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e magistratura giudicante torna ad essere un problema. E la sua soluzione non è la dipendenza del pubblico ministero dal governo, ma la sua differenza istituzionale dal giudice di merito. E' una garanzia interna alla magistratura, che mantiene la sua unità di ordine giudiziario. Il secondo tema è il federalismo fiscale. Esso è il modo per dare forma compiuta al carattere regionale della struttura dello Stato, garantendo, mediante l'equa ripartizione dei carichi e delle risorse, l'unità del sistema nazionale. Il problema del rapporto tra nord e sud origina dalla fondazione dello Stato unitario. Creando un mercato nazionale divenne possibile la nascita dell'industria del nord. Ciò comportò, per l'economia meridionale, gravi danni, ponendo difficoltà ai suoi commerci. Nel periodo repubblicano l'intervento nei confronti del sud divenne fondamentale per risolvere un problema che l'unificazione nazionale aveva creato. In ogni paese europeo il riparto tra potere centrale e poteri locali è divenuto strutturale; ciò ha dato luogo a problemi, ampiamente discussi in Germania, Spagna e Gran Bretagna, sui rapporti tra carico fiscale nazionale e realtà locali. Introdurre il federalismo fiscale in Italia è una prospettiva aperta, su cui può esistere un vasto consenso, ma comporta anche tempi non brevi. Sarà possibile affrontare i due temi centrali della legislatura con un consenso che vada oltre l'attuale maggioranza? O dovrà, questa maggioranza, farsi carico da sola dei problemi da risolversi? I due temi sono obiettivamente di tipo costituente, perché riguardano la figura complessiva dello Stato. Che sia affidato alla coalizione creata in nome della libertà l'affrontare il problema centrale della democrazia è un onore e un onere. La facilità dell'inizio, con una salda maggioranza, è il segno che la coalizione può affrontare i gravi impegni che le competono, anche da sola.
Questo articolo è stato pubblicato su La Prealpina dell'1 agosto 2008 |
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Ragionpolitica, periodico on line n.274 del 29/7/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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