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6 marzo 2008
 
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Misure drastiche per Merrill Lynch

Fondo di Singapore sale nel capitale

di Francesco Zambon - 2 agosto 2008

Merril Lynch, la terza banca d'affari degli Stati Uniti, ha annunciato l'adozione di misure drastiche per ridurre il passivo che ne sconvolge i bilanci. Il gigante statunitense ha rivisto le proprie stime a bilancio e ha effettuato una svalutazione di ben 5,7 miliardi di dollari in crediti in sofferenza. Per coprirsi dal rischio e rafforzare il proprio capitale, Merrill inoltre ha optato per un'emissione di azioni pari a 8,5 miliardi di dollari. Questa iniziativa segue la vendita di 30,6 miliardi di dollari in obbligazioni di debito collateralizzato e una controllata del fondo Lone Star Funds per 6,7 miliardi di dollari. D'altronde la banca d'affari americana ha chiuso in passivo anche il secondo trimestre del 2008, con perdite equivalenti a 9,4 miliardi di dollari.

Le misure adottate da Merrill ci dimostrano quanto la finanza mondiale sia in piena crisi. L'onda quindi è ben più lunga di quanto prospettato da molti analisti. E forse non abbiamo ancora visto il peggio. Non si tratta solo di assestamenti dovuti a un calo momentaneo. Assistiamo bensì alla crisi di un sistema che si è poggiato eccessivamente sui meccanismi della leva finanziaria e maglie normative troppo larghe. Ne è un esempio il sistema creditizio italiano: la ferrea vigilanza della Banca d'Italia - complice un certo scetticismo verso gli strumenti finanziari più evoluti - lo ha tenuto al riparo dall'attuale crisi che investe molte banche internazionali.

La visione di un mercato sovrano con scarsi limiti posti dalla regolamentazione statale ha favorito l'esposizione degli intermediari finanziari a strumenti impropri come i subprime. Paradossalmente, l'Occidente, che ha creduto così tanto al mercato e alla sua autoregolamentazione, oggi spalanca le porte dei propri santuari finanziari a soggetti espressioni dello Stato. Infatti Temasek Holdings, fondo sovrano di Singapore, si appresta a sottoscrivere la gran parte della nuova emissione annunciata da Merril. Temasek, già principale azionista della banca americana, sottoscriverà 3,4 miliardi del collocamento, con l'opzione di salire fino a 9,8 miliardi di dollari. Un fondo che si definisca sovrano e che di fatto appartenga a uno Stato cozza contro la visione occidentale, che rifiuta qualsiasi intervento dello Stato. Non è tenuto in alcun modo a rispettare le norme che disciplinano la concorrenza, il market abuse e una materia tanto delicata oggi quanto l'antiriciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

Il fondo sovrano rappresenta non solo una contraddizione per il sistema occidentale, ma in un certo senso può minarne la struttura. Di solito, infatti, i fondi sono orientati a realizzare il massimo reddito e profitto per gli investitori. Al contrario, tali criteri possono essere secondari per un fondo sovrano. Ovvero il fondo sovrano può avvalersi del proprio investimento per fini politici. Ponendo pressioni sugli istituti partecipati. Sono sufficienti gli amministratori nominati dal fondo ad influenzare scelte strategiche per l'istituto. Non dimentichiamo poi che le banche che erogano credito sono il perno dello sviluppo del sistema occidentale. Quindi, un controllo esercitato da uno Stato estero sui colossi del credito occidentali è in grado di influenzarne le scelte e condizionare l'economia di un paese.

Oggi molti Stati che si dichiarano dichiaratamente ostili agli Usa e a tutto l'occidente vantano un grandissima liquidità che viene immessa in fondi in grado di operare su tutti i mercati. Il mercatismo pertanto non si è dimostrato solo un elemento di debolezza endemico delle nostre economie. Ci espone persino al rischio di penetrazione da parte di soggetti ostili. Ecco quindi che una riforma del nostro sistema appare ancor più inderogabile e necessaria.

Francesco Zambon

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