RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Militari in città. La sinistra ha la memoria corta

di Luciana Rosa - 5 agosto 2008

«A decorrere dal 14 luglio 1997 un contingente di personale militare delle Forze Armate, per complessive 500 unità, è posto a disposizione del prefetto di Napoli per le esigenze di sicurezza pubblica di quella provincia». Così la legge 28 agosto 1997, n. 282, «Conversione in legge del decreto-legge 14 luglio 1997, n. 215, recante impiego di contingenti delle Forze Armate in attività di controllo del territorio in provincia di Napoli», a firma Prodi, Napolitano, Andreatta, Ciampi, Flick. Il parallelo con l'attuale decreto sicurezza (legge 24 luglio 2008, n. 125), che all'articolo 7 bis reca «Concorso delle Forze Armate nel controllo del territorio», salta all'occhio immediatamente, con la differenza che nel 1997, sull'onda delle vittime «civili» durante la guerra camorristica di Napoli, si fece un intervento ad hoc talmente pasticciato da mettere in imbarazzo l'allora maggioranza di governo. I soldati erano di leva, il limite temporale della missione era legato alla copertura finanziaria individuata e quest'ultima utilizzava «parzialmente l'accantonamento relativo al ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale», ovvero fondi originariamente destinati alle casalinghe. Tuttavia si fece e, pur con dei distinguo, Forza Italia e Alleanza Nazionale votarono a favore.

C'era un precedente a cui richiamarsi, quello dei Vespri siciliani, che aveva introdotto la possibilità dell'utilizzo delle Forze Armate nel controllo del territorio, ed anche allora al governo non vi era l'attuale maggioranza, ma Giuliano Amato. A questo precedente si è rifatta anche la capogruppo del Pd in Commissione alla Camera nelle prime fasi dell'esame dell'attuale decreto sicurezza, salvo essere smentita il giorno dopo al Senato dal ministro ombra dei Democratici, che ancora ad oggi cerca di attirare l'attenzione altrove.

Ma è interessante leggere la relazione introduttiva della legge del 1997. Essa affermava che «nell'ambito degli interventi programmati il governo si è determinato ad utilizzare temporaneamente anche l'apporto delle Forze Armate, a sostegno ed ausilio dell'azione che già svolgono le Forze di Polizia, nell'espletamento di compiti di controllo del territorio e di sorveglianza di obiettivi sensibili». Il relatore dei Democratici-l'Ulivo in Commissione spiegava che «è proprio nell'ottica di recuperare il massimo numero possibile di operatori di Polizia da utilizzare sul territorio nella lotta alla criminalità che si colloca la decisione del governo di inviare a Napoli un contingente di 500 militari per tutto l'anno 1997... I soldati avranno la qualifica di agenti di Polizia "di prevenzione" e potranno, armati, fermare soggetti sospetti di attività delittuose ma dovranno consegnarli immediatamente alle forze di Polizia».

Nell'Assemblea di Montecitorio un esimio rappresentante della maggioranza aggiungeva: «In realtà, con questo provvedimento si è perseguito l'obiettivo di rendere più concreta e tangibile, e non di facciata, la visibilità non delle Forze Armate, ma delle Forze dell'Ordine, che vengono alleggerite dalla presenza di questi ragazzi... Non si tratta di un intervento eccezionale di carattere legislativo, né di un intervento straordinario, ma di un intervento volto a... togliere uomini della Polizia di Stato dall'inerzia di custodie che possono essere affidate ai militari, togliere i lavoratori della Polizia da uffici nei quali in definitiva ci si occupa essenzialmente di pratiche burocratiche e recuperare uomini per la realizzazione di questo grande programma di visibilità e di speranza di sicurezza... Quello che stiamo prendendo in esame non è soltanto un problema legato alla Camorra - che peraltro è estremamente rilevante e fondamentale - ma anche una questione legata alla microcriminalità diffusa sul territorio. Il problema della sicurezza viene avvertito dal cittadino certamente in rapporto all'incubo della minaccia camorristica, ma anche nella sua quotidianità per il continuo attentato che viene perpetrato soprattutto nei confronti dei più deboli, dei meno protetti, cioè dei cittadini che si recano a riscuotere la pensione o di quelli che debbono percorrere tranquillamente le strade... Concludo affermando che non è certo la cultura della presenza delle Forze Armate che ci interessa; siamo interessati ad una cultura della legalità, che venga ripresa e rilanciata da parte nostra e delle comunità locali, com'è giusto che accada». Stessa posizione per l'allora sottosegretario e, naturalmente, per il ministro dell'Interno, Giorgio Napolitano.

Luciana Rosa

SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.275 del 5/8/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata