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numero 280
6 marzo 2008
 
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Il fronte di primavera

di Andrea Camaiora - 7 agosto 2008

Per la prossima primavera sono previsti due appuntamenti politici importanti: il primo è rappresentato dalle elezioni europee, l'altro da quelle amministrative. Nel primo caso la conferma del centrodestra è, guardando la situazione attuale, data per certa: il Pd non riesce ad uscire dalla profonda crisi che lo indebolisce, non è in grado di sciogliere il nodo fondamentale della sua collocazione europea (dentro o fuori il Pse?), mentre il Pdl da gennaio sarà realtà e ciò contribuirà non poco alla stabilizzazione definitiva della coalizione governativa.

E' dunque sul fronte delle elezioni amministrative che è bene concentrare l'attenzione. Sono lontani i tempi (in particolare il biennio '92-93) in cui la sinistra riusciva ad accaparrarsi il controllo dell'80% dei Comuni. In particolar modo durante l'ultimo governo Prodi sono state davvero molte le amministrazioni che sono passate al centrodestra - basti pensare alla Capitale. Vincere anche le elezioni di primavera significa poter ribaltare i rapporti di forza dentro l'Associazione Nazionale Comuni (che nel 2010 vedrà il rinnovo del suo Consiglio Nazionale), privando così la sinistra di uno dei suoi strumenti più forti.

Ecco allora che l'ultima rivoluzione del governo Berlusconi, ossia dare più potere ai sindaci, responsabilizza questi ultimi proprio sul fronte in cui la sinistra è più debole: la sicurezza dei cittadini. Finalmente finisce lo scaricabarile: la cantilena delle responsabilità del governo non potrà più essere recitata e i primi cittadini dovranno agire direttamente. Il governo non li ha lasciati soli. Ha messo a disposizione 3.000 militari in 21 province. Di questi, 1.000 sono stati destinati ai centri di permanenza temporanea, 1.000 alla vigilanza speciale e ai siti sensibili di Napoli, Roma e Milano e 1.000 alle pattuglie e alla perlustrazione del territorio. Un modo per liberare di alcuni compiti le forze dell'ordine. Un provvedimento che gli italiani hanno accolto con ampio consenso. Eppure c'è ancora chi, a proposito di iniziative come questa, ha il coraggio di strumentalizzare, di scambiare i buoni con i cattivi, di dimostrare per l'ennesima volta che non ha imparato nulla dagli errori del passato. È il caso del Manifesto, che domenica 3 agosto titolava: «Arrivano i loro». Cari compagni del Manifesto, «loro» chi? Loro dovrebbero essere i criminali, non gli uomini in divisa! Lo scrisse persino Pierpaolo Pasolini in una poesia rivolta agli studenti nel '68: «Quando a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti. Perché i poliziotti sono figli dei poveri».

Più potere ai sindaci, dunque. Ma per fare cosa? Esattamente tutto quello che i sindaci di centrodestra desideravano ma non potevano fare e che quelli di sinistra dicevano di voler fare senza averlo nel Dna. Ai sindaci si chiede di fare la propria parte. E si delegano loro i poteri di intervento per prevenire e contrastare il degrado urbano, lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio molesto con il ricorso a minori e disabili, i fenomeni di violenza legati all'abuso di alcool, il danneggiamento del patrimonio pubblico e privato, l'occupazione abusiva di immobili, l'abusivismo commerciale e l'illecita occupazione di suolo pubblico. Per questo il governo ha stanziato anche i fondi: 100 milioni di euro saranno a disposizione dei Comuni da settembre. Vi pare poco? Certo che no.

Sta qui dunque la chiave per la vittoria delle amministrative di primavera. È ora di chiedere conto ai sindaci del loro operato, di come intendono agire e, tra qualche mese, dei risultati conseguiti. Non c'è via di fuga. Non è più possibile scaricare su altri le responsabilità. Ebbene - siatene certi - i sindaci della sinistra faranno non poca fatica ad adeguarsi alle nuove disposizioni. E ciò per una ragione semplicissima: i corpi di Polizia Municipale, nella maggior parte dei casi, sono ampiamente inadeguati a svolgere i nuovi compiti. È vero che le ordinanze del sindaco saranno rilevabili anche da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. Ma è anche vero che fino a quando la Polizia Municipale non supporterà in tutto e per tutto le forze dell'ordine più specializzate, andremo poco lontano.

I sindaci, loro malgrado, dovranno rivedere l'ordine delle priorità: dunque, anzitutto, più ordine pubblico e meno multe. È su argomenti come questo che il centrodestra, localmente, può cavalcare efficacemente una battaglia politica intensa e fruttuosa. Ora che il pallino è passato ai sindaci, sarà necessario che il centrodestra - dove si trova all'opposizione - agisca come un mastino da polpacci, pungolando giunte nelle quali il Pd è ancora alleato di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani. E' il momento di lanciare l'offensiva, di far saltare agli occhi le contraddizioni interne alle maggioranze nei Municipi e, al tempo stesso, il paradosso di un Pd alleato della sinistra radicale per rimanere maggioranza e, poi, fintamente libero da ipoteche sulla scena nazionale. E' giunta l'ora di espugnare le ultime roccaforti rosse. La battaglia è ancora tutta da combattere, ma se in particolare il Popolo della Libertà agirà con la necessaria determinazione il fronte di primavera potrà regalare grandi soddisfazioni.

Andrea Camaiora

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