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numero 280
6 marzo 2008
 
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Parlamento contro Cassazione

di Gianni Baget Bozzo - 7 agosto 2008

Non era prevedibile che il Senato e la Camera dei deputati avrebbero promosso il conflitto davanti alla Corte Costituzionale contro la Corte di Cassazione per la sentenza che ha permesso ai giudici milanesi di autorizzare il padre di Eluana Englaro a interrompere la vita della figlia. Ciò ha posto il contrasto tra parlamento e magistratura a un livello mai visto prima. Era ancora più imprevedibile che fosse la questione del diritto alla vita di una persona nutrita artificialmente a essere la motivazione di questo contrasto. Ha certamente contribuito a questa attenzione la lista contro l'aborto promossa da Giuliano Ferrara nelle elezioni politiche del 2008.

Il Partito Democratico ha scelto la via dell'astensione su un tema sensibile per le posizioni laiche ed evidentemente anche per quelle laiciste. Ed è una singolarità aggiunta che Rosy Bindi abbia protestato contro la scelta dell'astensione. I «cattolici adulti» hanno deciso di farsi sentire. Ed Arturo Parisi ha aderito al referendum di Di Pietro: evidentemente nel ricordo che la linea dei magistrati milanesi era stata benedetta da don Giuseppe Dossetti in nome della Costituzione. Il gruppo dirigente dei Ds, confluito nel Partito Democratico, sa bene che le posizioni laiciste non hanno in Italia rilievo popolare: questo fa del nostro paese un'eccezione in Europa. Della tradizione comunista del Pci è rimasto ai diessini il retaggio che risale a Togliatti e porta il sigillo di Franco Rodano, cioè l'intesa con i cattolici, politicamente e culturalmente determinante per la politica comunista.

Ciò non significa che i diessini confluiti nel Pd possano reggere sulla indecisione sul tema della vita come loro scelta per lungo tempo. Ed è anche per questo che la tenuta del Partito Democratico come compromesso storico tra postdemocristiani e postcomunisti risente dell'usura del tempo. E questa categoria è troppo debole per fondare un'alternativa politica come una mediazione sui valori non condivisa. Curiosamente il Pd vive a un tempo due ideologie, una legata all'intesa con i cattolici, l'altra con la linea laicista socialdemocratica prevalente nel Pse. Il Pd si pone sul piano ideologico: per questo non è possibile una sintesi tra posizioni di principio.

I «cattolici adulti» avevano fatto balenare l'idea che invece fosse possibile accettare tesi diverse da quelle cattoliche in nome della libertà di interpretazione concessa ai politici sulle posizioni della Chiesa. E' questa linea che è venuta meno: e rimane quindi la sfasatura all'interno del Pd. I «cattolici adulti» vogliono far sentire il loro peso. Nel Popolo della Libertà e nella Lega la scelta è avvenuta sulla base del sentimento prevalente del proprio elettorato che, in quanto moderato, riconosce il peso della Chiesa per la stabilità sociale italiana anche quando non ne condivide le posizioni. E' una scelta propriamente politica fondata su realtà di fatto, che suppone la figura dello Stato come realtà propria e cerca quindi un compromesso non con il «partito cattolico» ma con le autorità della Chiesa. Il Popolo della Libertà è un partito concordatario come principio politico.

! Gianni Baget Bozzo

Questo articolo è stato pubblicato su Tempi del 7 agosto 2008

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