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Una casa per tuttidi Andrea Camaiora - 9 agosto 2008 Di fronte ad una crisi economica internazionale certamente non facile, il governo Berlusconi ha fin dall'inizio intrapreso una strada: quella della stabilità e del rafforzamento del sistema-paese. Ciò si riflette in tutti i provvedimenti adottati, a cominciare dalla manovra economica di risanamento che consentirà finalmente, tra tre anni, agli italiani di vivere con maggiori certezze e allo Stato di fare un definitivo salto di qualità. Sulla strada della stabilità e della certezza c'è anche la missione che il presidente del Consiglio ha dato alla squadra di governo: assicurare una casa di proprietà a tutti gli italiani. Come è noto, già l'80% degli italiani possiede la casa in cui vive. Tuttavia l'iniziativa dell'esecutivo è di straordinaria importanza perché si rivolge a categorie deboli decisamente bisognose di aiuto da parte dello Stato. Stiamo parlando di nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni economiche difficili, inquilini sottoposti a sfratto, immigrati a basso reddito (purché residenti da almeno dieci anni in Italia oppure da cinque sempre nella medesima Regione). L'annuncio di Tremonti (20 mila nuovi alloggi entro la fine del 2009) ha fatto saltare ancora una volta la mosca al naso al Pd, che si vede sorpassato a sinistra e che non ha trovato niente meglio da fare che mobilitare il sindacato degli inquilini ad esso più vicino, il Sunia, per muovere al governo critiche che, sinceramente, lasciano il tempo che trovano. Così, se negli anni passati erano stati realizzati 1.900 alloggi, adesso questo governo si appresta a sfornarne oltre dieci volte tanto attraverso un meccanismo, apparentemente semplice, ma che in realtà abbisognerà di grande impegno. Il motore del piano sarà il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Questo si riunirà tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre per deliberare lo stanziamento di fondi per gli investimenti pubblici. A questo punto la palla passerà al ministero delle Infrastrutture, in particolare a Mario Mantovani, il sottosegretario con delega al Piano Casa, che promuoverà e seguirà da vicino la stipula dei singoli accordi di programma. A Mantovani, in pratica, toccherà il non facile compito di angelo custode del Piano Casa di governo, il secondo grande intervento di edilizia sociale in Italia dopo il famosissimo Piano Fanfani. Sempre al ministero sarà istituito il fondo per l'attuazione degli interventi. Anche per questo il ministro Tremonti ha già individuato la copertura di bilancio. Ciò che più conta, a questo punto, non è tanto se i 20 mila alloggi si faranno: per questo occorrerà notevole impegno e sacrificio, ma i frutti non mancheranno di arrivare. Ciò che importa, invece, è la qualità degli interventi che sorgeranno. I nuovi quartieri a cui il capo-cantiere Mantovani sovrintenderà già nei primi mesi del 2009 sorgeranno sotto la stella di Silvio Berlusconi, che a proposito della costruzione di città non ha nulla da imparare. E' dunque questa la piccola rivoluzione nella rivoluzione: realizzare complessi residenziali non soltanto utili, ma anche gradevoli, che contribuiranno a migliorare l'immagine delle nostre città, lasciando definitivamente alle spalle un certo modo di fare edilizia, che puntava soltanto al guadagno ignorando le aspettative dei futuri residenti. Attraverso il Piano Casa Berlusconi sarà possibile superare la situazione vigente, che presenta elementi di forte criticità: basti pensare alle case popolari, oggi abitate in buona parte da inquilini che non ne hanno affatto titolo e che se lo vedono riconosciuto magari perché figli o nipoti di un titolare. È ora di superare però questa impostazione vecchia. Avere una casa di proprietà significa essere più liberi e più sereni. E anche se non siamo negli Stati Uniti e qui il diritto alla felicità non è scritto nella Costituzione, il governo Berlusconi - aprendo i cantieri - sta per offrire un avvenire di speranza a tanti, tanti italiani. Andrea Camaiora |
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Ragionpolitica, periodico on line n.275 del 5/8/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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