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Al Qaeda colpisce l'Algeriadi Daniele Martino - 21 agosto 2008 Nell'arco di appena 48 ore Al Qaeda ha colpito due volte in Algeria, provocando decine di vittime. Martedì ad Issers, nella regione sud-orientale della Cabilia, un kamikaze si è fatto esplodere di fronte all'accademia di polizia della città, causando 38 morti e 43 feriti. Mercoledì, ancora un attentato e ancora sangue: a Bouira, città toccata dall'oleodotto Tamanrasset-Algeri (il principale del paese), sono esplose due autobombe, con un bilancio di 11 vittime, tra cui i responsabili algerini di una società petrolifera canadese. Si aggiunge quindi un ennesimo capitolo alla turbolenta storia dell'Algeria; lo Stato magrebino si trova nella terza fase della sua storia, sicuramente la più delicata e la più legata agli equilibri internazionali. Dopo la guerra di liberazione dalla Francia (1954-1962), e la stagione delle stragi del Fis, il Fronte Islamico di Salvezza (1994-1999), si è aperto un nuovo periodo di terrore, questa volta con una regia esterna. L'Algeria è, secondo la strategia di Al Qaeda, il trampolino di lancio per assicurarsi il controllo del Maghreb e sferrare l'attacco decisivo all'Europa. Non è un caso che sia gli attentati di Casablanca del maggio 2003 che quelli di Madrid del marzo 2004 portino dritti alla cellula algerina dei seguaci di Bin Laden. L'alleanza tra il gruppo storico di Al Qaeda, composto da sauditi ed egiziani, e gli algerini del Gruppo Salafita di Preghiera e Combattimento ha portato alla creazione del nucleo di Al Qaeda per il Maghreb Islamico. Si tratta di un indubbio salto di qualità del terrorismo islamico in Algeria, poiché per la prima volta c'è una completa sinergia tra i gruppi fondamentalisti «indigeni», eredi del disciolto Fis, e il terrorismo pan-arabo e pan-islamico di Al Qaeda. Questa particolare attenzione di Al Qaeda nei confronti del Maghreb è dettata dalla debolezza dell'organizzazione di Osama Bin Laden in Afghanistan e in Iraq. In Afghanistan, infatti, la struttura storica di Al Qaeda non esiste più; gli attuali sanguinosi attentati alle truppe dell'Isaf non sono certo da collegare a tale struttura, bensì a quei «signori della guerra» che vedono minacciati dalle forze Nato e dal governo Karzai i lucrosi traffici di armi e oppio. In Iraq, invece, Al Qaeda sta attraversando una crisi forse irreversibile, grazie all'azione della coalizione guidata dagli Usa, iniziata con l'uccisione del luogotenente qaedista in Iraq Abu Mussab Al Zarqawi, avvenuta nel giugno 2006. L'attenzione di Al Qaeda in Algeria è confermata dai proclami del numero due dell'organizzazione, l'egiziano Aymar Al Zawahiri, secondo cui il jihad deve colpire i «crociati Europei e i loro alleati, schiavi dell'America e figli della Francia». Nella terminologia fondamentalista, gli «schiavi dell'America» rappresentano gli Stati arabi moderati, mentre per «figli della Francia» si intendono le ex-colonie francesi in Africa. L'Algeria è entrambe le cose: il governo di Abdelaziz Bouteflika è l'alleato più solido degli Stati Uniti in Nordafrica assieme all'Egitto ed è amico dell'Italia (oltre all'amicizia personale Bouteflika-Berlusconi, è forte la partnership tra l'Eni e la società petrolifera di Stato Sonatrach); inoltre, il legame di Algeri con la Francia non è mai stato positivo come nell'ultimo anno. A conferma dell'importantissimo ruolo dell'Algeria, va certamente il progetto dell'Unione Mediterannea di Nicolas Sarkozy. L'intento del presidente francese è quello di creare un'unica area di cooperazione, sviluppo e commercio, che faccia prevalere l'interesse comune sulle differenze politiche, sociali e religiose delle due sponde del Mediterraneo. Per questo le bombe di Al Qaeda in Algeria non sono da inquadrare come un problema locale, proprio per il ruolo che Algeri ricopre nello scacchiere euro-mediterraneo. Gli sforzi delle cancellerie occidentali, e in particolare di Roma e Parigi, vanno nella giusta direzione; il forte sostegno al governo di Bouteflika è infatti indispensabile per garantire la sicurezza di tutto il Maghreb. Daniele Martino |
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Ragionpolitica, periodico on line n.277 del 19/8/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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