RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

La realtà dei giovani che i radical-chic non comprendono

di Raffaele Iannuzzi - 21 agosto 2008

Leggiamo sul Corriere della Sera una notizia di straordinaria importanza: i nostri giovani, i famosi «bamboccioni» di cui parlò l'ex ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, sono molto impegnati in politica. Lo dice la ricerca Gallup, commissionata dalla UE; dunque, con i tempi che corrono, poco meno del Vangelo... Potremmo aggiungere che i nostri giovani sono anche i più impegnati nel sociale e nel volontariato, sono, cioè, inseriti nel corpo sociale e aiutano non poco gli anziani e lo sviluppo di ciò che viene definito «capitale sociale». Una gioventù attiva nei corpi intermedi e capace, così, di rispondere ai richiami significativi contenuti nel Libro Verde di Sacconi: per un nuovo modello sociale, un nuovo welfare. Appunto. Bene.

Il Corriere della Sera, poi, cosa fa? Intervista un insigne luminare di tutto, un tuttologo in quanto «esperto di comunicazione», autore e «tecnico» dei linguaggi televisivi: Carlo Freccero. Anzi, il professor Freccero, perché viene intervistato in qualità di docente di una non meglio definita disciplina, «Linguaggi della tv generalista» (sic!). Dunque, un tema di quelli che impazzano fra i docenti cosiddetti «di chiara fama», non accademici di professione, ma congestionati di ego, non v'è dubbio. E Freccero, esperto di «tv generalista», cosa fa scivolare dalle pieghe del suo illuminato discorso? Chicche di questo livello: la politica, in Italia, è tutta ripiegata sul presente, ovviamente, sulla difesa dell'esistente, diciamo pure dello status quo, così siamo più politicamente corretti, e «un esempio è quello dell'esercito nelle strade: deve tutelare la nostra sicurezza, la quotidianità dell'esistente, alleviare la paura di chi vuole conservare le briciole di un benessere passato, di chi rifiuta l'immigrato perché ha paura che possa sottrargli qualcosa. Invece, bisogna pensare allo sviluppo e non alla conservazione del passato».

E cosa c'entra l'esercito con tutto ciò? Cosa c'entra il «no future» - tanto per capirci - con l'esercito? E poi: non è la «tv generalista» quella più vicina al popolo? E allora, cosa percepisce il popolo, i consumatori di tv ma anche i cittadini che pagano sia il canone che le tasse e le imposte comunali? Qualcosa che somiglia molto da vicino alla paura. Che Freccero, nella sua villa, con le guardie del corpo - chissà - non sentirà, ma la gente comune sì. Freccero fa l'aficionado del futuro prendendosela con il presente degli altri. Troppo comodo. E' la solita solfa della sinistra radical-chic, che sia Sanguineti ovvero Freccero, niente di nuovo sotto il sole: la realtà esiste se e soltanto se inquadrata nello schema ideologico gradito dall'intellettuale del Partito. Che rimane un Partito immaginario, un po' come quel tal «comunismo immaginario» di cui ragionava pallidamente Sartre alla fine degli anni '60: serve a stendersi sulla realtà ed a prendere il sole, chiaramente il «bel sol dell'avvenire».

Freccero ha introdotto la traduzione italiana della Società dello spettacolo di Guy Debord, il leader ideologico dei situazionisti. Un bel tipo, a dire il vero, questo Debord, ma, quando ci mettono le mani i risentiti di turno (e i situazionisti certo non lo erano, anzi erano piuttosto vitalisti e «papiniani» per certi versi, quindi anche con i limiti culturali e politici di Papini, sia chiaro), tutto ridiventa grigio e straniante, tutto torna a diventare un ordine del discorso, una sintassi predefinita, niente, sul piano dell'analisi e della visione della realtà, zero assoluto. Freccero, poi, fa il Benjamin della situazione, in questa intervista, davvero da ritagliare e conservare per i posteri (con ardua sentenza inclusa) e parla di «bolla spazio-temporale che legittima... la ripetizione dell'esistente». L'Angelus Novus di Walter Benjamin, che volta le spalle al futuro?! Caspita, professore, veramente bella questa roba qua. E cioè, in italiano, dicasi «bolla spazio-temporale»... prego?!

! Raffaele Iannuzzi
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.277 del 19/8/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata