|
|||||||
|
|
La Cina fra ori olimpici e protestedi Enrica Bucciarelli - 21 agosto 2008 Chi sperava nella tregua olimpica è rimasto ben presto deluso. A ben vedere infatti, ancor prima dei fatti accaduti nella regione georgiana dell'Ossezia del Sud, la Repubblica Popolare Cinese, il Paese designato ad organizzare ed ospitare i Giochi, ha continuato ad estinguere ogni focolaio di protesta, sia fuori che dentro lo stadio. Il timore di eventuali manifestazioni di dissenso, infatti, si è palesata anche durante la cerimonia di apertura quando la regia ha censurato ogni frase goliardica scritta dagli atleti sulle proprie bandiere, censura che ha riguardato anche la delegazione italiana. Mentre gli atleti della Cina stanno facendo incetta di ori olimpici, alcuni atti di protesta, riguardanti per lo più la situazione in Tibet, sono sfuggiti al rigido controllo delle autorità. Dal canto suo, il Dalai Lama si è detto preoccupato per la situazione (da leggersi come repressione?) che si potrebbe creare in Tibet nel momento in cui le sfavillanti luci olimpiche si spegneranno e gli indiscreti occhi mediatici lasceranno il territorio cinese. Inoltre, il leader spirituale tibetano ha accusato la Cina di continuare a maltrattare e torturare i civili. Durante la sua visita in Francia ha infatti dichiarato che «I civili vengono spesso arrestati, torturati al punto che muoiono. E' davvero molto, molto triste» e rispondendo alla domanda se la tradizionale tregua olimpica fosse rispettata, ha aggiunto che «Sfortunatamente lo spirito olimpico non viene rispettato da tutti i funzionari cinesi in Tibet». Se la situazione tibetana catalizza l'attenzione del mondo, nella regione nord-occidentale dello Xinjiang, la meno nota, anche per lo stretto controllo sugli operatori mediatici da parte delle autorità cinesi, rivolta degli Uiguri è particolarmente attiva. Le ragioni dello scontro con Pechino si basano su motivazioni socio-economico-culturali. Gli Uiguri, infatti, sono uno delle 56 minoranze ufficialmente riconosciute in Cina e sono culturalmente ed etnicamente molto più vicini alle popolazioni dell'Asia centrale rispetto che all'etnia dominante Han. Di religione musulmana sunnita del ramo salafita, di lingua turcofona e già nell'antichità collegata con le regioni vicine grazie alla Via della Seta che si snoda sul suo territorio, la regione dello Xinjiang è teatro dall'inizio degli anni '90 delle violenze dei separatisti del Movimento islamico del Turkistan i cui attentati e l'utilizzo di video-messaggi ricordano molto i metodi usati da altri terroristi. A queste profonde differenze culturali, prima fonte di rivendicazione degli separatisti Uiguri, si sommano problemi di carattere economico. Seppur godendo, in quanto minoranza riconosciuta, di alcuni privilegi sociali come l'esenzione dall'atroce politica del figlio unico, gli Uiguri sono praticamente esclusi dalle positive ricadute dello «sviluppo pacifico» cinese. «I diritti civili e politici e le libertà di base del popolo cinese sono affermati e garantiti dalla legge» (Hu Jintao, Gennaio 2004, Assemblea nazionale francese). Se si parla di Tibet o di Xijiang le parole di Hu Jintao sembrano alquanto beffarde. Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese e il suo establishment, nel formulare le prossime riforme (la realizzazione di quella politica è prevista entro il 2021), non dovranno dimenticare di includere regioni autonome e minoranze etniche. Per non avere ulteriori problemi dovranno cercare di aumentare la coesione fra gruppi etnici anche attraverso uno sviluppo economico equilibrato. Dovrebbero, verosimilmente, passare dalla repressione ed emarginazione ad una strategia di partecipazione. Enrica Bucciarelli |
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.277 del 19/8/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||