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Scuola. Che fare?di Raffaele Iannuzzi - 23 agosto 2008 Ernesto Galli Della Loggia ha scritto, sul Corriere della Sera, che la scuola non funziona perché non ha una visione generale della società e della cultura da trasmettere e, quindi, una missione storica. Dunque, a che serve? - si domanda lo storico. La replica del ministro Gelmini (fondata sulla realtà delle sue proposte e sulla devastante eredità del '68 che ha trasformato la scuola da luogo educativo ad assemblea permanente e spazio per ostentazioni ideologiche) e quella del ministro Tremonti (articolata e volta a mostrare come con il centrodestra sia tornata la cultura della tradizione e della vera educazione della persona) sono due momenti importanti che aiutano la discussione su questo problema, anzi su questa emergenza costante che è appunto la scuola. Ma vorrei aggiungere due altri elementi alla riflessione. Primo: Galli Della Loggia, che è uno storico, sembra aver dimenticato che il '68 e, insieme ad esso, il lassismo culturale della Dc, con il coinvolgimento del sindacalismo corporativo, hanno letteralmente distrutto l'idea stessa di scuola in Italia. Eppure uno storico certe cose dovrebbe saperle. Dovrebbe sapere che il politicamente corretto non è tanto un'ideologia sistematizzata, ma un pre-giudizio che lascia volutamente scoperte certe aree problematiche, certi nodi, per sottolineare solo un aspetto del problema. Perché non si parla, ad esempio, della complicità della Dc (secondo il patto di non belligeranza con il Pci, già siglato durante la Costituente: il Pci nella scuola e nell'università, la Dc nel governo e nel sotto-governo) nella destrutturazione della scuola e nel degrado dell'idea nazionale di istruzione e di cultura? Certo, tutto ciò è potuto avvenire in forza del comune ideologico anti-fascismo, che ha messo al bando la riforma Gentile, salvo mantenerla nei fatti, ancorché svuotata di ethos nazionale. Ecco, questo è accaduto e su ciò lo storico non dice una sola parola. Secondo: ma se finora la scuola è stata s-governata dalla sinistra, con tutto quel che ne è conseguito, che cosa dovrebbe fare il centrodestra, in nemmeno quattro mesi di governo? Il miracolo italiano, reclamato a gran voce sia nell'economia che nella scuola: e può, un governo, fare ciò in così poco tempo? E' già moltissimo che un governo stia pensando di invertire la rotta di un sistema ciclopico, stavolta ben descritto da Galli Della Loggia: una corporazione che assume i tratti dello statalismo, mentre diffonde, in aula, dottrine e comportamenti spesso apertamente libertari. Pura ideologia, non c'è dubbio. Sono queste le domande da porre allo storico sempre incline alla critica aperta e aspra, talvolta un po' risentita. Tutti assistiamo sgomenti allo sfascio della scuola italiana, alle sue pagelle di decadenza, di rendimento zero proprio nelle materie oggi considerate determinanti, come la matematica (cfr. il Rapporto PISA 2006). Ma non si tratta, per ciò stesso, di dare addosso a coloro che stanno per ora affrontando eredità di questa portata negativa; certamente non si tratta neanche di sfuggire alle responsabilità. Ma quando abbiamo avuto ministri come Berlinguer e Fioroni (non a caso quest'ultimo democristiano di nome e di fatto, alleato ancora una volta con il Pci più tecnocratico e cinico, come il rettore dell'Università di Siena) mi domando e domando a Della Loggia: che fare? Se Blair, che era Blair ed aveva dalla sua un consenso larghissimo, nonché l'assenza di formazioni politiche come il Pci a fargli l'opposizione, c'ha messo due mandati per raddrizzare solo parzialmente la scuola, emergenza di non poco conto anche nel Regno Unito, come può, oggi, il governo Berlusconi, in soli 5 anni, restaurare un assetto sistemico saccheggiato in lungo e in largo dalle ideologie e ridotto com'è ridotto? La Gelmini e Tremonti hanno replicato bene e la partita si può giocare, ma in squadra. Evitando di concionare e di far finta di non essere italiani e professori all'università. Scuola anche quella, se non vado errato.
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Ragionpolitica, periodico on line n.277 del 19/8/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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