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L'impegno del governo per il rilancio del turismodi Antonella Tuberosa - 23 agosto 2008 Per l'Italia il settore turistico è un comparto economico di prima grandezza, con una incidenza sul prodotto interno lordo del 7% e 2 milioni di occupati. Ogni anno le strutture ricettive accolgono oltre 80 milioni di persone, con circa 350 milioni di pernottamenti. Secondo Federalberghi, solo in hotel sono 45 milioni i turisti che provengono da località del nostro paese, mentre altri 35 arrivano dall'estero e determinano circa 240 milioni di pernottamenti. Altri elementi disponibili ci dicono che le destinazioni sono per il 34% al mare, il 22% nelle città d'arte e d'affari, il 14% nelle località montane, l'8% ai laghi, il 5% alle terme, il 4% in collina. L'incidenza della stagionalità è del 45% per gli italiani e del 54% per gli stranieri. Purtroppo, però, a causa dell'euro troppo forte, sono sorti problemi per la clientela transeuropea. Inoltre le ombre del rallentamento economico in atto e la contrazione dei consumi sul mercato domestico non lasciano intravedere segnali di rilancio per il settore in Italia. Per non parlare del danno d'immagine provocato dall'emergenza rifiuti in Campania. Le stime mettono in luce che, dopo la leggera ripresa registratasi nel 2007, gli arrivi del 2008 saranno in frenata. I dati negativi hanno fatto sì che gli esperti del World Economic Forum, nel rapporto del 2007 sul turismo, abbiano relegato l'Italia al 33° posto nella classifica della competitività dell'industria turistica, mentre si trova al primo posto la Svizzera, seguita da Austria, Germania, Australia, Spagna e Gran Bretagna. La Francia, al decimo posto, è risultata prima per il numero di turisti in Europa, mentre l'Italia è preceduta anche da Portogallo, Nuova Zelanda, Lussemburgo, Grecia, Cipro, Malta, Estonia e Belgio. Contrariamente alla politica condotta dai governi negli anni passati, l'esecutivo Berlusconi ha già dimostrato, in questi mesi, attenzione a quella che considera una grande risorsa del nostro paese. Esempio lampante è Napoli, città uscita dall'emergenza rifiuti e restituita al suo splendore, pronta a essere rilanciata sul mercato turistico, con grandi iniziative anche proposte dall'Enit. Al tempo stesso l'esecutivo vuole investire più risorse nella promozione all'estero di tutto il territorio italiano, proprio per confermare tutte le qualità e le carte vincenti della nostra industria turistica. Infatti ci si propone di rinnovare e conquistare ogni anno la nostra visibilità, la notorietà e le quote di mercato, auspicando una partnership strategica pubblico-privato, sostenendo tutte le azioni di promozione e puntando sull'alta qualità dei servizi (aerei, treni, autostrade, strutture alberghiere, ecc..). Occorre perciò ripartire dal presupposto che la crescita, in un comparto come quello del turismo, non è un problema esclusivo degli operatori del settore, ma deve investire le differenti componenti del sistema produttivo ed economico e le istituzioni a livello locale e nazionale, facendo interagire proficuamente pubblico e privato. La perdita di competitiva del turismo italiano verificatasi col governo Prodi oggi è sotto gli occhi di tutti. Per questo il governo Berlusconi ha ripreso in mano questo settore disastrato ai fini di renderlo il primo comparto produttivo del paese. L'Italia, infatti, ha tutte le potenzialità per potersi classificare internazionalmente ai primi posti come «meta ideale», con la sua ricca offerta culturale, il suo patrimonio storico, architettonico e ambientale, valorizzato da una straordinaria gamma di attrazioni del folklore locale che ne rappresentano il naturale completamento e che - inutile forse dirlo - in abbinamento alla grande tradizione enogastronomica danno forma ad un'offerta turistica come poche altre al mondo. Il governo, perciò, intende fare del turismo la prima industria italiana del XXI secolo. Antonella Tuberosa |
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Ragionpolitica, periodico on line n.277 del 19/8/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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