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numero 280
6 marzo 2008
 
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Una Chiesa di popolo

di Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 26 agosto 2008

Vi è sintonia tra la vigorosa affermazione del cardinale Bagnasco al Meeting di Rimini sul carattere di Chiesa di popolo del cattolicesimo italiano e il dialogo tra i ministri del governo Berlusconi e quelli del governo ombra del Partito Democratico a Firenze. La Chiesa italiana ha seguito il tema dell'evoluzione sia della Lega Nord che quello della sinistra italiana con grande attenzione, per il vincolo spirituale e storico che essa ha con l'Italia, con la sua identità e con la sua unità. In particolare, la nascita della Lega creò un grave problema per la Chiesa, perché il movimento di Bossi nasceva dalle terre di più intensa partecipazione politica e culturale cattolica, ma in opposizione alla Democrazia Cristiana e all'unità politica dei cattolici attorno ad essa praticata dalla gerarchia. I momenti più duri della contrapposizione tra Lega Nord e Chiesa cattolica italiana avvennero quando il Carroccio abbandonò nel '94 l'alleanza con Berlusconi e sostenne una maggioranza con la sinistra. In quegli anni apparvero il separatismo e il celtismo nella loro forma più radicale.

Oggi il Pd e la Lega dialogano dopo la definitiva vittoria di Berlusconi alle politiche e trovano una base di intesa sul tema delle differenze territoriali, ma nell'unità dello Stato e della nazione. L'opera di Berlusconi ha realizzato le basi di un dialogo di unità della nazione tra forze contrapposte. Forse quello che si intende per seconda Repubblica è proprio il passaggio dalla asprezza del conflitto a una prospettiva di ridefinizione della nazione. Berlusconi, assumendo su di sé il peso di tutto lo scontro, tanto che egli è escluso intenzionalmente dal confronto con il Partito Democratico a Firenze ed è oggetto di una raccolta di firme contro il suo esecutivo, ha creato il clima di un confronto sul cambiamento della forma di Stato e di governo, cominciando dalla base, cioè dal problema fiscale, oggi il più avvertito.

Il presidente della Conferenza Episcopale ha già ricevuto il ministro degli Interni e ascolterà da Bossi il progetto di riforma fiscale. Ed è in questo clima che egli vede il raggiungimento di quell'unità popolare e nazionale in cui la Chiesa di popolo vive la sua vita e la sua testimonianza. Bagnasco ha parlato al Meeting di Rimini, che ha la sua cultura fondante in don Giussani e in Comunione e Liberazione, cioè nel movimento ecclesiale che ha più sentito la vocazione del cristiano a impegnarsi nella politica in riferimento a valori naturali e storici come appunto la nazione.

Il dialogo è ora agli inizi e avviene nel quadro di una grave difficoltà per il paese, dovuta alla crisi finanziaria e alla tensione internazionale. Il ruolo dello Stato nazione appare evidente in un tempo in cui la sicurezza civile ed economica appare così significativa.

! Gianni Baget Bozzo
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Ragionpolitica, periodico on line n.278 del 26/8/2008
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