RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Vittime fantasma

di Diletta Guaragna - 28 agosto 2008

È di martedì la conferma, da parte delle Nazioni Unite, delle dichiarazioni rilasciate dal governo afghano circa l'uccisione di 90 civili, di cui 30 bambini, durante i raid aerei condotti la settimana scorsa dalle forze armate americane nella zona occidentale del paese. Il rappresentante speciale dell'Onu in Afghanistan, Kai Eide, ha affermato di essere in possesso di «prove convincenti» che dimostrerebbero l'effettiva uccisione della popolazione civile.

In realtà, le evidenze presentate non sarebbero poi così convincenti. Si tratterebbe infatti, secondo quanto dichiarato, dalle sette alle otto case completamente distrutte e di altre seriamente danneggiate e la conferma, da parte di residenti locali, di numero, nomi, età e genere delle presunte vittime. Appare quindi chiaro come le accuse delle Nazioni Unite poggino su basi quantomeno instabili. In particolare, le abitazioni distrutte dimostrerebbero soltanto gli avvenuti attacchi, peraltro mai negati dalle forze americane, mentre sarebbe a dir poco azzardato far discendere dai danni materiali prove a conferma del numero delle vittime, dal momento che non esistono relazioni scientificamente provate tra le due categorie in questione. Inoltre, le dichiarazioni della popolazione locale, per quanto accurate, non possono essere certo definite come prove attendibili, se si considera che nessuno fa riferimento alle salme delle presunte vittime. Gli americani, da parte loro, ribadiscono che il numero dei caduti sarebbe pari a 30, tra i quali una importante figura legata ad Al Qaeda e solamente 5 civili, e posticipano ogni commento alla conclusione dell'inchiesta interna da loro già avviata e al momento in fase di svolgimento.

Quanto accaduto ha portato il presidente afghano Karzai a ordinare una completa revisione degli accordi relativi alla presenza di truppe straniere all'interno del territorio nazionale. In particolare, il presidente avrebbe chiesto ai ministri degli Esteri e della Difesa di regolare la presenza straniera e di negoziare «la cessazione degli attacchi aerei diretti contro obiettivi civili, le perquisizioni non coordinate di abitazioni e la detenzione illegale di civili afghani». Richieste semplicemente impossibili da accogliere tanto per la Nato quanto per la coalizione ad hoc guidata dagli Stati Uniti. Astenersi da tali tipologie di missione significherebbe infatti lasciare mano libera ai talebani. Essi contano proprio sulla capacità di mimetizzarsi con la popolazione civile per sfuggire ai controlli delle forze della coalizione e per scoraggiare attacchi nei loro confronti, dal momento che questi, quasi certamente, causeranno anche vittime fra gli innocenti.

Le autorità afghane, inoltre, sono perfettamente consapevoli che senza l'aiuto delle forze armate straniere il paese cadrebbe di nuovo nel caos più completo. L'esercito afghano presenta infatti livelli di capacità operativa ancora inadeguati a fronteggiare la sfida talebana, a causa soprattutto della mancanza di equipaggiamenti moderni. Le parole di Karzai farebbero quindi parte di una operazione mediatica, semplice marketing politico volto a riconquistare la fiducia dell'opinione pubblica. L'incapacità apparente del presidente afghano di controllare le forze della Nato e degli Usa sta minando infatti la sua credibilità in vista della campagna per la sua rielezione che partirà il prossimo anno. Leggendo quindi gli avvenimenti con la lente della politica interna si possono capire le dichiarazioni di Karzai. Altrettanto non si può dire, però, per quelle dell'Onu, che appaiono piuttosto come accuse gratuite rivolte alla coalizione operante in Afghanistan. Per evitare in futuro speculazioni sugli incidenti occorsi in teatro sarebbe poi utile tenere in considerazione che le tecnologie utilizzate dalle forze della coalizione sono le più avanzate disponibili e che le bombe intelligenti non possono inseguire sempre solo donne e bambini.

Diletta Guaragna

SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.278 del 26/8/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata