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Una scelta decisivadi Gianni Baget Bozzo - 30 agosto 2008 John McCain ha fatto una scelta straordinaria. Ha deciso di entrare nel dilemma che aveva diviso l'elettorato democratico: se fosse più significativo, per indicare la novità nella politica statunitense, eleggere un afro-americano o una donna alla Casa Bianca. McCain ha scelto il governatore dell'Alaska, Sarah Palin, come candidata alla vice-presidenza. Palin ha cinque figli, di cui uno soldato e uno down, è fermamente pro-life e copre gli spazi conservatori dell'elettorato repubblicano. In questo modo McCain mostra di avere compreso che egli doveva sfidare Barack Obama sul suo terreno, affermando un rinnovamento culturale negli Stati Uniti, conformemente al principio fondamentale della loro storia: l'eguale dignità e libertà di ogni uomo ed ogni donna. Il realismo delle posizioni del candidato repubblicano si manifesta capace di un salto innovativo: McCain mostra che il popolo che non si riconosce nella linea intellettuale che sostiene Obama può affrontare una scelta che si fonda invece su una realtà ben presente in America come la forza delle donne nella famiglia e nella società e il loro desiderio di promozione politica. McCain ha fatto così proprio il messaggio di Hillary Clinton, che aveva occupato per tanto tempo l'opinione pubblica del paese ed era diventato la vera sostanza del dibattito all'interno del Partito Democratico. Sarah Palin è giovane, e ciò significa che essa può avere un ruolo importante anche nella successione. Ci si è molto spesso domandati se un candidato che giunge alla Casa Bianca a 72 anni possa affrontare un mandato che è divenuto, di fatto, di otto anni. McCain vuole dire, con questa decisione, che se egli dovesse venir meno una donna che appartiene alla tradizione più profonda degli Stati Uniti potrebbe diventare presidente. Nelle condizioni attuali, la vicepresidenza repubblicana affidata ad una giovane donna vale molto. Potranno queste considerazioni travalicare la differenza tra Democratici e Repubblicani? Certamente, con questa scelta, McCain si è rivelato diverso da una linea di continuità ed ha affermato una imprevista discontinuità. Egli non è la ripetizione di Bush: è riuscito a creare, da solo, dopo otto anni di presidenza repubblicana, una linea che ha un volto diverso da quella di Bush. Quest'ultima mossa potrebbe essere decisiva nelle elezioni presidenziali.
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Ragionpolitica, periodico on line n.278 del 26/8/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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