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numero 280
6 marzo 2008
 
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Calcio in palla

di Gianni Baget Bozzo - 6 settembre 2008

Per un governo che ha tanto puntato sulla sicurezza, l'esibizione della tifoseria napoletana è stata un affronto. Tanto più grave in quanto la sua ammissione alla trasferta romana era stata guidata dal prefetto e dal questore di Napoli. Ma essa ha finito con il diventare una vera spedizione punitiva: sia per l'esibizione violenta dal punto di vista della sola immagine dei partecipanti alla trasferta, sia sul piano reale perché i tifosi avevano obbligato i viaggiatori a scendere dal treno. Anche questo governo ha dovuto affrontare il medesimo problema delle tifoserie che si considerano veri gruppi combattenti decisi a imporre il loro messaggio su quello degli altri.

Non è sportivo che la squadra avversa venga considerata come nemica e nemmeno che la trasferta significhi un diritto alla violenza. Certo il fatto che i tifosi del Napoli abbiano avuto a disposizione il treno e l'abbiano anche danneggiato come hanno danneggiato i pullman che li attendevano alla stazione per portarli, a partita iniziata, all'Olimpico, è stata un'immagine che ha perturbato il sentimento pubblico. Il capo della Polizia Manganelli ha evocato la possibilità del coinvolgimento della camorra. Questo fatto rende ancora più grave la mancanza di attenzione dell'autorità di sicurezza napoletana di fronte al tema della trasferta romana. La camorra, diversamente dalla mafia, è un fatto popolare e si fonda sul concetto che i camorristi hanno il sostegno del pubblico napoletano. Esprimono l'immagine della violenza come messaggio.

Il fatto che la magistratura non abbia confermato l'arresto dei cinque direttamente coinvolti nella violenza indica come il garantismo possa divenire la negazione della garanzia ai cittadini. Naturalmente da parte dell'opposizione si è sollevato il contrasto tra la solerzia del governo nel colpire le violenze degli immigrati e questa licenza di violenza che le autorità napoletane hanno concesso alla tifoseria partenopea. Le partite a rischio saranno d'ora innanzi monitorate e le trasferte pericolose vietate, anche quella del Milan a Genova. Non ci può essere diminuzione di vigilanza verso un fenomeno che trasforma il calcio in una guerra per bande: come un luogo deputato al diritto alla violenza e all'esaltazione della sua immagine.

! Gianni Baget Bozzo
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero
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