|
|||||||
|
|
Il ruolo della Tuchia nello scacchiere del Caucasodi Alessandra Poggi - 6 settembre 2008 Il fervore diplomatico e politico che ha attorniato e coinvolto la Turchia da un mese a questa parte ha spinto gli analisti internazionali a preconizzare un ritorno in grande stile del Paese sulla scena internazionale. I fronti sono molteplici e la crisi nella regione caucasica non è che l'ultimo atto di una serie di episodi che stanno dando nuovo lustro alla diplomazia turca, assegnandole un ruolo fondamentale e unico in un contesto geopolitico attraversato da molteplici conflitti e querelles. Il «Dialogo per la stabilità» ne è un rilevante esempio. La partecipazione della Turchia al recente vertice quadripartito di Damasco - assieme a Francia, Siria e Qatar - ne ha significativamente sottolineato l'indispensabile ruolo di mediazione nell'ambito del processo di pace tra Siria e Israele. Il dialogo sempre più aperto con la Lega Araba, presieduta dalla Siria, e con gli Stati del Golfo, rappresentati da Qatar, ha fatto sì che Francia e Turchia raggiungessero l'altissimo livello di credibilità indispensabile, in questo momento, per tentare di conciliare Damasco e Gerusalemme. Inoltre, il summit siriano ha evidenziato le tre principali direttrici lungo le quali si sta muovendo un'importante parte dell'odierna politica internazionale: la fine dell'ostracismo siriano nei confronti della pace con Israele; il ritorno della Francia ad una politica mediorientale e, soprattutto, la rinnovata centralità turca. La crisi caucasica ne ha fornito la prova. La regione è strategicamente fondamentale anche per la Turchia e la rivalità in loco con la Russia ha radici molto antiche. Malgrado ciò, gli interessi che i due Paesi condividono sono molto forti e vincono la rivalità. Negli ultimi anni le relazioni russo-turche hanno assunto un valore sempre più notevole: nel 2008 la Federazione russa ha sorpassato la Germania, diventando il primo partner commerciale della Turchia. In più, non avendo nessuna brama di guardare i propri vicini inabissarsi nell'instabilità politica, durante lo scorso vertice NATO di Bucarest, la Turchia ha assecondato la Federazione russa parteggiando per la cordata franco-tedesca che si opponeva ad un'adesione rapida di Georgia e Ucraina all'Alleanza Atlantica. D'altra parte, la Turchia è anche il primo paese investitore in Georgia. Assieme all'Azerbaijan i due Paesi hanno intrapreso tre progetti di cooperazione - il gasdotto Baku-Tblisi-Erzurum (BTE), la linea ferrovia Baku-Tblisi-Kars e l'oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan (BTC) -. Da ultimo, la cosiddetta «diplomazia del pallone» ha anche permesso un riavvicinamento storico tra Turchia e Armenia. Invitato dal suo omologo armeno Serj Sarksyan, il Presidente turco Abdullah Gül ha presenziato, sabato 6 settembre, al match calcistico tra Turchia e Armenia a Erevan. È la prima volta che un Capo di Stato turco si reca in Armenia: viaggio di importanza epocale soprattutto perché i due Paesi non intrattengono ancora relazioni diplomatiche dirette. Infine, la Turchia è lo storico guardiano del Mar Nero e ne tiene strette le chiavi: il Bosforo e i Dardanelli. La sua influenza strategica si stende fino all'Ucraina, che diventerà presto la nuova posta in gioco nella partita di Mosca. Se veramente verrà organizzata una Conferenza Internazionale per dirimere le controversie caucasiche, mai come adesso la Turchia si vedrà assegnare un ruolo da protagonista. È infatti lo Stato-chiave e col quale gli europei dovranno lavorare a sempre più stretto contatto se vorranno uscire vincenti dalla partita ad alto rischio energetico che il Cremlino sta giocando. In più, numerosi versanti nei quali la diplomazia turca sta collaborando con quella francese sembrano offrire l'occasione di superare una volta per tutte la crisi bilaterale concernente l'ingresso turco nell'Unione Europea. Alessandra Poggi |
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||