È evidente che la Russia nel 2009 sarà il punto chiave della politica dell'Unione Europea. Il rapporto tra Bruxelles e Mosca non è tuttavia inquadrabile come un classico rapporto tra le istituzioni comunitarie e un altro Stato, poiché la grandezza ed il peso politico-economico del Cremlino sono tali che una partnership è possibile solo con un accordo specifico tra le due parti, che consideri i punti in comune e le peculiarità presenti tra il Cremlino e i 27 membri dell'Unione. L'avvicendamento alla presidenza della Federazione tra Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev ha confermato come la Russia presenti una situazione di forte stabilità istituzionale: questa caratteristica è positiva e fondamentale per garantire una visione a lungo termine della politica e dell'economia, tenendo conto anche dell'enorme estensione territoriale del paese e di quel mosaico etnico e religioso che va dal Baltico all'Alaska.
In Russia, più che in altri paesi, è forte il legame tra le priorità della politica e le istanze dello sviluppo economico ed infrastrutturale. Non a caso Putin, che nel periodo '99-2000 è stato primo ministro, ricoprendo la carica presidenziale fino allo scorso maggio per poi essere nuovamente premier, ha sempre avuto un legame molto forte con l'attuale presidente Medvedev, patron della public company Gazprom e uomo di punta del team che Vladimir Putin portò con sé da San Pietroburgo a Mosca durante la presidenza Eltsin. L'avvento di Dmitrij Medvedev al Cremlino non corrisponde ad un cambio di rotta della politica estera russa ma, al contrario, conferma il ruolo strategico che l'Italia ha in Russia. Lì, il nostro paese ha saputo fare sistema, accompagnando alle commesse delle piccole e medie imprese importanti accordi nelle infrastrutture, nell'alta tecnologia e nelle joint-ventures energetiche. In questo senso va la creazione della società congiunta South Stream tra Eni e Gazprom, che testimonia il salto di qualità delle aziende italiane in Russia. Il ruolo di Gazprom è un esempio perfetto dell'azione politica della nuova Russia post-sovietica: infatti, la società energetica di Stato svolge un ruolo strategico per determinare la collocazione internazionale del paese. Ciò ha determinato una sinergia costruttiva tra i grandi soggetti economici e l'apparato politico ed istituzionale, con un vantaggio in termini di benessere e crescita economica. Infatti la presidenza Putin ha portato un notevole miglioramento della qualità della vita di larga parte dei cittadini russi, fino al raggiungimento di livelli prima riservati quasi esclusivamente ai pochi membri dell'ex nomenklatura sovietica. Per la prima volta nella storia del paese vi è stata una capillare diffusione dei beni di consumo, ponendo le basi per quello che si è rivelato un rapido sviluppo dell'economia di mercato.
Il merito di Vladimir Putin è stato quello di aprire la Russia all'interscambio commerciale con l'estero, spezzando l'isolamento del paese dai principali soggetti economici internazionali e consentendo da una parte l'esportazione di prodotti energetici e dall'altra la penetrazione di imprese straniere nel tessuto produttivo nazionale. Se all'interno dell'economia russa l'Italia ha forti sinergie con le imprese locali, Roma è sicuramente un attore importante anche nel processo di apertura della Russia al Mondo: basti pensare che il giro d'affari tra i due paesi è passato dai 5,04 mld di $ del 2001 ai 38,67 del 2007. Il motivo del successo italiano in Russia è da attribuire alla forte cooperazione politica tra i due paesi, che si traduce nel rapporto preferenziale tra il premier Silvio Berlusconi e il duo alla guida del paese Putin-Medvedev. Questo ha permesso all'Italia di scalare la classifica degli interscambi tra Russia e resto del Mondo, piazzandosi al secondo posto, prima della Cina e dopo la Germania. È da sottolineare, tuttavia, come tra Berlino e Mosca vi sia una partnership prettamente commerciale, mentre dal punto di vista politico sono notevoli gli attriti tra i due paesi, dovuti ai controversi rapporti con gli stati dell'Europa orientale; ciò determina la necessità e l'opportunità dell'Italia di porsi come il trait d'union ideale tra Russia ed Europa.
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