Stiamo assistendo ad uno degli attacchi più duri e meschini che la sinistra abbia rivolto a Silvio Berlusconi, e questo avviene in occasione di elezioni europee ed amministrative che potrebbero essere, per l'opposizione, più letali delle consultazioni politiche del 2008. L’antiberlusconismo, oggi, ha per oggetto la sfera privata del Premier, che si riverbera poi, con gli attacchi mediatici, in quella pubblica. Attraverso strumentalizzazioni e teoremi la sinistra tenta di ledere l’ampio consenso che si è coagulato intorno a Berlusconi.
La manovra non nasce dagli scranni della politica, ma dalle penne di Repubblica, il vero organo di comunicazione del Pd, e questo ci fa comprendere quanto la sinistra sia svuotata di contenuti politici. L’accanimento mediatico della stampa sinistrorsa è la foglia di fico dietro la quale si nasconde l’incapacità, da parte dell’opposizione, di reggere il passo ad un Governo che nei primi mesi di vita ha risolto il caso Alitalia, mantenendo l'integrità della Compagnia di bandiera, e ha dato una ripulita a Napoli, non più sepolta dalla spazzatura.
Di più, il Governo ha saputo destreggiarsi con celerità e concretezza anche di fronte ad una crisi economica dalle proporzioni ancora non del tutto quantificabili, riuscendo non solo a rinsaldare il rapporto di fiducia con i suoi elettori, ma addirittura ad allargare la base democratica del suo consenso popolare. Il disastroso terremoto abruzzese è stato poi un ulteriore e doloroso banco di prova: in quest’occasione l’Esecutivo ha mostrato un volto nuovo e rinnovato dello Stato italiano, uno Stato finalmente più efficiente che, grazie all’intervento della Protezione Civile, sotto la guida del sottosegretario Bertolaso, ha da una parte saputo affrontare l’emergenza con prontezza e dall'altra ha anche messo in campo tutte le misure necessarie ad avviare la ricostruzione in breve tempo, predisponendo, nel frattempo, soluzioni abitative immediate per tutti gli sfollati.
I grandi temi del mondo riservano problematiche non solo di carattere economico-finanziario, ma anche sociale, legate ai flussi migratori del Terzo Mondo che si scagliano lungo le coste del Sud Italia e che producono contrasti nel tessuto sociale italiano. La realtà è intrisa di fatti quotidiani che solo un governo dalla maggioranza parlamentare solida e dall’ampio consenso popolare come quello di cui può godere Silvio Berlusconi è in grado di gestire.
La grande intuizione ed opera del Premier consiste nella volontà di iniettare una sorta di siero ricostituente al Sistema–Italia non solo attraverso la sponsorizzazione del Made in Italy all'estero, ma anche attraverso un’azione di riforma dello Stato che, partendo dalla Pubblica Amministrazione e dall’Istruzione, si estende anche alla Giustizia e alla volontà di velocizzare i meccanismi istituzionali che sono alla base dei processi decisionali.
Oggi una campagna elettorale dovrebbe svilupparsi sui temi centrali del futuro del nostro Paese. Ma non è così. La sinistra non ha ancora capito come potersi rigenerare dopo la sconfitta delle ultime elezioni politiche. La matrice della sua polemica riserva ancora i geni di quel moralismo che unisce il vecchio postcomunista D’Alema al democristiano di sinistra Franceschini, il quale, addirittura, si permette di mettere in discussione la capacità educativa di Berlusconi nei confronti dei suoi figli. Segue a ruota il giustizialista Di Pietro, che cerca le posizioni estreme per acuire la spina nel fianco del Pd. Moralisti senza morale.
Allusioni ed insinuazioni sono il leit motiv della loro contestazione politica. Dalle critiche per le candidature delle belle ragazze nelle liste delle elezioni europee, come se il pedigree del politico donna fosse vincolato all’immagine della Rosy Bindi, al caso biecamente strumentalizzato di Noemi la sinistra dimostra, una volta di più, il cinismo di una contestazione che ha come unico intento quello di screditare il nemico di sempre: Berlusconi. Ma il gossip ha rilevanza politica solo nei paesi anglosassoni. Anche la Chiesa, attraverso Monsignor Fisichella, ha criticato i contenuti sterili di questa campagna elettorale.
Oggi Silvio è il volto dell’Italia che vuole crescere. L'opposizione parlamentare, in questo momento, sembra quasi voler evadere dal terreno di confronto delle Aule parlamentari, dove non riesce più ad essere efficace e ad esprimere un'alternativa politica di Governo, ad un'arena di scontro frontale che, attraverso i media alleati e i soliti giornali esteri anti-italiani, si nutre di presunte vicende private che riguarderebbero il Premier .
I moralisti, gli uomini della sinistra dal dito alzato disposti a sentenziare su tutto, a ergersi a giudici della morale e dell’etica, coloro che si pensarono persino antropologicamente superiori nei confronti della Chiesa cattolica definendosi con Prodi «cattolici adulti», incarnano oggi l’alternativa a sinistra per il nostro Paese. Il loro progetto è quello di rinsaldarsi attraverso l’arma del moralismo, loro per i quali, nel sessantotto, la morale era una parola che apparteneva unicamente alla sfera personale e non alla collettività, loro che con la «questione morale» di Berlinguer si distinsero come la classe politica dalle «mani pulite»: i recenti scandali negli Enti locali governati dalla sinistra stanno a testimoniare come la loro arte politica sia sempre stata quella di predicare bene e razzolare male.
In queste elezioni è in gioco non solo il benessere economico dell’Italia, ma anche la difesa della libertà e della democrazia da chi è disposto a far uso di ogni strumento, anche l’immagine dell’Italia, per screditare il nemico. Con questa sinistra siamo destinati ad essere l’unica forza di governo per il nostro Paese.
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