Il Mondo sta attraversando un periodo di svolta epocale: se la globalizzazione, con la sua forza d'urto dirompente, ha scardinato, velocizzandoli, i meccanismi di creazione della ricchezza, la crisi economica attuale ha fatto affiorare tutte le distorsioni che erano alla base di una crescita che in molti Paesi era fittizia, drogata dall'utilizzo di strumenti tossici che, alla fine, hanno finito per ingolfare il sistema.
Tuttavia è proprio nei momenti di crisi che, come la storia ci insegna, si creano le premesse affinché il sistema economico, nel suo insieme, possa riprendere a camminare, depurandosi dei suoi aspetti nocivi e di quelle criticità che ne minano le potenzialità di ripresa. Nel Mondo globale, dove è fondamentale accorciare le distanze spazio-temporali, una delle esigenze più stringenti per uno sviluppo dell'economia reale (quella finanziaria andrà ridimensionandosi) sarà quella di potenziare il sistema internazionale dei trasporti.
In questo contesto l'Europa, il Mediterraneo e il nostro Paese rappresentano un punto di snodo centrale e strategico. L'Italia, in particolare, si distingue per le potenzialità della sua piattaforma logistica, che, geograficamente, si colloca non solo al centro dei traffici intermediterranei, ma anche delle rotte che dall'Estremo Oriente collegano il Nord Europa e il Sud del Mondo.
Ed è proprio in Italia, ed in particolare a Genova, che si è svolto un Vertice intergovernativo tra alcuni Paesi comunitari che, su iniziativa del Vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, si sono riuniti per siglare un protocollo d'intenti volto a rilanciare la realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie a collegare il Mediterraneo al Mare del Nord, attraverso il Corridoio 24. Quest 'opera nel 2004 è stata inserita all'interno delle reti Ten, i progetti di reti ferroviarie transeuropee che vengono sostenuti dalla Ue: essa dovrebbe collegare Genova a Rotterdam passando attraverso Svizzera e Germania. Il Corridoio 24 va visto, però, anche in un'ottica più ampia, il cui raggio d'azione non si esaurisce esclusivamente a questa tratta, ma si proietta in una dimensione più articolata, grazie alla quale la Liguria, così come tutto il Paese, potrebbero finalmente costituire uno snodo strategico nel contesto di un Rete sistemica europea, capace di congiungere da una parte l'asse Nord-Sud e dall'altra l'asse Est-Ovest. Il Corridoio 24, infatti, è stato concepito in modo tale da congiungersi con il Corridoio 6, che da Lione raggiunge l'Ucraina.
Presso Palazzo Ducale, a Genova, i rappresentanti dei ministeri delle Infrastrutture di Francia, Germania, Svizzera, Belgio, Olanda e Italia hanno siglato due impegni, uno più strettamente tecnico-operativo, che prevede la realizzazione dell'interoperatività tra i diversi sistemi ferroviari nazionali in questione, il che significa utilizzare gli stessi sistemi di sicurezza e le stesse locomotive; l'altro impegno è più squisitamente politico, e riguarda lo sforzo comune per avviare i cantieri entro breve e per accelerare i tempi di realizzazione dell'opera. Come ha sostenuto Karel Vinck, responsabile europeo del coordinamento di tutti i progetti ferroviari, «l'Unione europea ha decisamente puntato sulle ferrovie come mezzo di raccordo tra tutte le varie economie e in questo contesto il corridoio 24 non è solo un progetto prioritario ma è l'asse portante del traffico nord-sud».
Antonio Tajani ha poi sottolineato come sia fondamentale, anche in previsione di una ripresa post crisi, «riequilibrare il sistema portuale in Europa e valorizzare anche i porti del Mediterraneo», riportandolo così alla sua antica centralità nei traffici. Una centralità insidiata, ha fatto notare il Vice-commissario Ue, dall'emergenza della pirateria somala, per combattere la quale l'Unione europea, oltre all'operazione Atalanta, che tenta di arginare il fenomeno nell'immediato, dovrebbe «fare il massimo per dare stabilità ai governi africani, anche perché abbiamo bisogno dello sviluppo e della stabilità africana per il nostro sviluppo. E siccome il commercio, nei prossimi anni, costituirà un forte elemento di crescita, dobbiamo pensare anche come interconnettere i progetti Ue con i progetti dell'Unione africana».
L'Unione europea, dunque, si fa promotrice politica di progetti anche di lungo periodo, a cui gli Stati saranno chiamati a dare il loro contributo operativo e finanziario. L'Italia, dal canto suo, ha già provveduto a sbloccare un'opera che il Governo Prodi aveva fatto arenare: con il Cipe del marzo 2009 il Governo Berlusconi ha infatti provveduto a stanziare una cifra iniziale che si aggira attorno a 900 milioni di euro, e che servirà a finanziare la prima tratta dei lavori del Terzo Valico, parte integrante del Progetto del Corridoio 24. Il Governo, ora, dovrà provvedere a superare gli ostacoli posti dalla Corte dei Conti, che non ammette l'avvio dei cantieri senza una copertura totale dell'opera. Come ha riferito il viceministro alla Infrastrutture Castelli, se sarà il caso si provvederà anche a predisporre una legge ad hoc per risolvere questo problema. La politica, in questo momento, come ha sottolineato anche Tajani, è chiamata a superare gli ostacoli e la realizzazione delle infrastrutture, che è sinonimo di sviluppo economico e di rilancio dell'occupazione, è il modo migliore per far capire ai cittadini che gli Stati, anche nel contesto del quadro europeo, operano con intensità per risollevare i loro cittadini dalla crisi.
|