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Numero 316
del 30/05/2009
Intervista a Isabella De Martini PDF Stampa E-mail
! di Gabriele Cazzulini
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giovedì 28 maggio 2009

A leggere il curriculum di Isabella Susy De Martini, candidata nella lista del Pdl nella circoscrizione nord-ovest, emerge un profilo professionale di livello internazionale - ha lavorato come medico negli Usa e in Francia, parla diverse lingue e ha svolto il ruolo di vice-Capostruttura nell'organizzazione del G8 di Genova, tra le tante esperienze. Però è ritornata in Italia grazie alla legge sul rientro dei cervelli.

Perché ha rinunciato alla carriera internazionale e ha scelto l'Italia?

Perché l'Italia è il mio paese. Sono nata in Liguria, dove a Genova, quando ero bambina, vedevo il porto affollato di navi che portavano passeggeri e merci, quindi benessere. La mia candidatura vuole riportare la mia terra nella dimensione internazionale che ha contraddistinto la sua fioritura nel corso dei secoli. Fare politica significa per me impegnarmi in un grande progetto di ispirazione europea.

Però è ritornata in una Liguria che è rimasta orfana del suo rappresentante al parlamento europeo.

Purtroppo la Liguria non ha una sua voce a Strasburgo e questo vuoto di rappresentanza si fa sentire su tanti aspetti della vita quotidiana, dai trasporti e, più in generale, dalle infrastrutture fino agli investimenti per la formazione e la ricerca. La Liguria è stata staccata dall'Europa ed è finita alla deriva, sprofondando in un declino che condanna i giovani ad abbandonare e chi resta a vivere nell'insicurezza e nel degrado. Ecco perché l'Europa è fondamentale: qualunque progetto di rilancio non può prescindere dai finanziamenti europei che, purtroppo, la Liguria addirittura ha restituito perché le sue amministrazioni di sinistra non sono state capaci di impiegare questi fondi.

Adesso è lei a voler andare in Europa. Secondo lei cosa può fare un parlamentare in Europa e cosa può fare l'Europa per la Liguria?

Il lavoro del parlamentare europeo è molto impegnativo, perché l'Unione Europea decide su circa il 70% delle leggi che riguardano tutti noi. Il mio impegno si concentra su due punti principali. Il primo sono i finanziamenti per l'università e i giovani; il secondo è una grande riforma della sanità che sposti il baricentro dall'assistenza alla prevenzione. Invece di spendere enormi fondi pubblici per curare, se la sanità fosse incentrata sulla prevenzione ne trarrebbero giovamento sia le condizioni di salute della popolazione, sia i bilanci pubblici.

La sua campagna elettorale è incentrata su incontri con gli elettori, dibattiti, conferenze, gazebo - insomma tutto quanto è contatto diretto.

Nella mia campagna elettorale voglio spiegare ai cittadini l'importanza di queste elezioni, spesso trascurate o addirittura ignorate. Bisogna far capire che è in Europa che si decidono gli investimenti di cui la Liguria, e il nord-ovest, hanno assolutamente bisogno per risollevarsi. Ma dobbiamo anche spiegare che il voto al Pdl significa il voto al Ppe, il Partito Popolare Europeo, che è la più grande forza politica al parlamento europeo che, in quanto maggioranza, può decidere sulle politiche adottate dall'Unione Europea.

Uno dei suoi slogan è: «Io resto», un messaggio diretto a Marta Vincenzi, che invece lasciò, dopo solo due anni, il suo seggio a Strasburgo per fare il sindaco di Genova nel 2007.

La Liguria, ma anche il nord-ovest, non può più permettersi di eleggere un deputato che poi lascia il suo incarico, e la sua responsabilità verso gli elettori, soltanto per tornare in Italia a fare il sindaco. «Io resto» vuol dire anche che mi impegno con gli elettori a lavorare a Strasburgo e ad aprire nella mia circoscrizione elettorale, il nord-ovest, una serie di punti di incontro con i cittadini per informarli sulle mie attività parlamentari e dimostrare che hanno eletto un deputato che lavora per loro e non per la sua gloria personale.

Qual è il suo messaggio ai lettori, e agli elettori, di Ragionpolitica.it?

Se sarò eletta mi impegno a sostenere soprattutto i giovani con progetti di rilancio della formazione che garantiscano la competitività della formazione europea con i più grandi centri culturali internazionali. Oggi la Liguria e l'Europa stanno perdendo le nuove generazioni a favore di altri Stati dove i giovani rappresentano una quota rilevante della popolazione. Ma questo vuoto generazionale non può che indebolire l'Europa intera. Perciò chiedo un voto per il futuro dei nostri giovani.




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