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Numero 320
del 27/06/2009
L'avanzata del Popolo della Libertà PDF Stampa E-mail
! di Andrea Camaiora
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mercoledì 24 giugno 2009

Il nostro è il Paese dei mille comuni. Anzi, degli ottomila comuni. Giusto quindi analizzare l'esito dei ballottaggi badando non soltanto a province e comuni capoluogo, ma anche a quel che resta. E quel che resta è tantissimo.

Sono passati al centrodestra comuni di importanza strategica: Campobasso, capoluogo regionale del Molise e roccaforte della sinistra in quella regione; Caltanissetta, bastione sinistrorso della Sicilia orientale; Pescara, il centro più popoloso d'Abruzzo ha voltato le spalle alla sinistra e in particolare alla cricca diessina che la governava; Prato, che con i suoi 190 mila abitanti è la terza città del centro Italia. Al nord, poi, il ciclone del centro destra ha cancellato la Sinistra in Lombardia. Con l'eccezione del Mantovano, i moderati conquistano Cremona, Lodi e Pavia. In Piemonte accade lo stesso a Verbania e Biella.

In totale su 193 comuni sopra i quindici mila abitanti, il centrodestra - che ne controllava cinque anni fa appena 37 - raggiunge quota 69. Per contro il centrosinistra - che ne vantava 143 - cala a 106. Il Pdl piazza avamposti di rilievo tutt'altro che secondari: Bellaria in provincia di Rimini, Sassuolo in provincia di Modena, Fidenza nel Parmense, Gualdo Tadino in provincia di Perugia, Orvieto nel Ternano e infine Pescia nel Pistoiese. Politicamente, ciascuna di queste amministrazioni, rappresenta un investimento nel futuro.

Sul fronte provinciali, invece, la sinistra perde 23 amministrazioni (-46%) e alcune sono sconfitte destinate a pesare: oltre alle mediaticamente più importanti Milano e Venezia, c'è Savona - strategica per le elezioni regionali dell'anno prossimo - e le tre province campane di Napoli, Avellino e Salerno conquistate al primo turno. Anche nella regione di Antonio Bassolino, dopo dieci anni, sarà difficile tornare indietro.

In totale, oggi Pdl e Lega amministrano 21 milioni di cittadini contro i 5 milioni di cinque anni fa, un'enorme debacle per il Partito democratico che, travolto sul piano nazionale, si era ritirato nelle periferie. L'onda lunga berlusconiana, nonostante il complotto dei reggicalze, ha fatto piazza pulita anche del grosso delle amministrazioni rosse.

Si tratta, dopo le elezioni politiche, della più importante vittoria per il centrodestra negli ultimi dieci anni. La conquista di tutti questi comuni equivale, politicamente, a dieci Bologna. Se ne accorgeranno presto gli amici del Pd, chiamati a rivedere i rapporti di forza nell'Unione delle Province e soprattutto nell'Associazione nazionale comuni. Resta da capire come mai tanta parte del mondo dell'informazione abbia totalmente travisato il risultato delle urne: incontrovertibile.

Si guardi ad esempio a Sky, che titola nei suoi servizi ‹‹Il Pdl avanza ma il Pd resiste››. Che vuol dire resiste? Ma se siamo in un sistema bipolare come fa uno ad avanzare e l'altro a resistere? Il titolo corretto non sarebbe dovuto essere ‹‹Il Pdl avanza e il Pd arretra››? In alternativa resta sempre il più essenziale, ma veritiero, ‹‹Ballottaggi, vince il Pdl››. Ma l'ammiraglia televisiva a pagamento non è la sola a prendere lucciole per lanterne. Guardiamo ai titoli di alcuni tra i principali quotidiani italiani. Il Corriere della Sera, ‹‹Milano e Venezia al centro destra. il Pd tiene nei Comuni: vittoria a Bologna, Firenze e Padova››; la Repubblica, ‹‹Milano al Pdl, Pd vince al centro sud. Restano ‘rosse' Torino, Bologna e Firenze››; Il Mattino, ‹‹Il PdL conquista Milano, sindaci al Pd››; ‹‹Ballottaggi: il Pd tiene, Milano al PdL››; addirittura il Riformista recita ‹‹Papi salvo per un pelo››; Il Secolo XIX, ‹‹Milano al Pdl, tiene il Pd››. Insomma, leggendo i principali quotidiani di martedì mattina i lettori in buona fede hanno appreso che il Pdl poteva accontentarsi della conquista di Milano, mentre il Pd «teneva» o addirittura «vinceva al centrosud».

Assai differente la realtà dei numeri: prima del voto il Pdl amministrava 9 province e oggi ne amministra 34; lo stesso dicasi per i comuni, prima erano 5 per il centro destra e oggi sono 14. Possibile alterare questa realtà? Possibile eccome!




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