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Numero 527
del 14/07/2013
Verso la nascita dei partiti islamici in Europa? PDF Stampa E-mail
! di Raffaele Gianesini
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mercoledì 30 dicembre 2009

Nelle enclaves spagnole di Ceuta e Melilla, sulla costa marocchina, esistono già partiti di ispirazione islamica. Trovandosi di fatto in territorio africano con una percentuale di credenti musulmani prossima al 50% della popolazione totale, tali realtà sono ritenute in qualche modo marginali ed inevitabile espressione della situazione geo-politica. Diversa considerazione, per la portata delle possibili conseguenze, richiede la recente iniziativa, del novembre 2009, di fondare in Spagna un partito politico di ispirazione islamica denominato Rinascimento e Unione di Spagna, dalla sigla PRUNE, appunto Partido Renacimiento y Union de Espana. Mustafà Bakkach, giornalista e docente universitario, di origini marocchine, ne è il fondatore. Nell'immediato il PRUNE si propone di partecipare alle elezioni amministrative del 2011, anche se pende sul progetto d'affermazione politica (del tutto prevedibile sulla carta stante la presenza di un milione e mezzo di musulmani su una popolazione complessiva di 43 milioni di persone) il fatto che non tutti i musulmani residenti potranno votare. Ciò poiché in Spagna il diritto al voto agli stranieri è riconosciuto solo in presenza di trattati internazionali che garantiscano la reciprocità - sappiamo peraltro che tale principio non è elemento distintivo della cultura giuridica islamica.

In attesa di possibili sviluppi circa l'affermazione di un partito di ispirazione coranica, che è salutato come il primo in Europa, merita una preventiva attenzione un passaggio statutario che cita la volontà di tenere conto dell'islam nell'azione politica, considerandolo fattore determinante per la rinascita morale ed etica della società spagnola. L'affermazione programmatica desta attenzione in quanto etica e morale sono già presenti nel concetto di azione politica del mondo occidentale ma, stante la commistione, prettamente islamica, della morale - intesa in senso esclusivamente religioso - con l'azione politica e di governo, il manifesto del PRUNE suona come sinonimo di islamizzazione. Nella denominazione è peraltro esposto il programma che esplicitamente propone il tema della superiorità morale islamica, investita del compito storico di creare un nuovo rinascimento europeo. Letto diversamente, il progetto altro non sembra che un passaggio fondamentale nella creazione del califfato mondiale, lo stesso progetto che nella storia puntò ripetutamente alla conquista dell'Europa.

In Italia, prima di permettere l'esistenza di un partito islamico, peraltro già annunciato a Milano da Hamid Shaari del Centro Islamico di viale Jenner, alcune questioni andranno preventivamente affrontate quanto meno sotto il profilo costituzionale. Va sciolto, anche se ciò non appare possibile, l'intrinseco legame - peculiare nell'islam - di un norma religiosa che è anche norma di legge in senso generale. La classe politica è di conseguenza teocratica o quanto meno il politico, per essere completamente legittimato, deve avere accanto a sé un eminente religioso. Urtano con principi costituzionali norme civilistiche riguardanti la famiglia e non meno stridenti sono le norme penali applicate in osservanza alla shari'a. Vi sono poi diversità non ammesse nell'islam, ad esempio quella omosessuale, che mettono ulteriormente la regola islamica in contrasto con la nostra Carta costituzionale. In definitiva la legge, che per il mondo occidentale è prodotta e all'occorrenza riscritta degli uomini, è per il mondo musulmano legge divina. L'esistenza dell'impostazione confessionale della società condiziona l'universo musulmano - politica compresa - ed appare difficile che formazioni politiche islamiche, solo perché trapiantate in Europa, possano discostarsi dai principi informatori.

Il quadro si complica a discapito delle garanzie di stabilità nazionale se consideriamo che dovremo parlare appunto non di uno, ma di più partiti islamici. Coniugare al plurale è necessario considerato l'assetto mondiale dell'islam, costellato di distinguo non solo religiosi ma anche etnici. Difficilmente esisterà il partito degli islamici in Italia, ma vi sarà una realtà plurale che fonderà le differenze su appartenenze etnico-parentelari o su base confessionale e dogmatica, in ogni caso stiamo parlando di distinguo non trattabili. In questo senso esiste già un precedente incerto nell'istituzione della Consulta per l'islam italiano, anno 2002. Di fatto, sin dall'inizio dei lavori sorsero difficoltà enormi per chiarire chi, fra i nominati, fosse legittimato a rappresentare i musulmani in Italia.

L'islam, ove si radica politicamente, tende a trapiantare i propri problemi che sono dati da instabilità interne alimentate spesso dalla presenza di un'ala estremista in seno ai partiti politici. Partiti che in Medioriente avevano avviato dialetticamente, nei rispettivi parlamenti, il confronto, hanno progressivamente inasprito le posizioni. La presa di Gaza da parte di Hamas nel 2007 è una svolta in seno ad un confronto con Fatah che in origine è solo politico e risale alle elezioni amministrative dell'anno precedente. Il processo non è affatto nuovo nel mondo islamico e la parola «libanizzazione» indica proprio l'insorgenza, originariamente politica, di dissensi che sfociano in un durevole ed irrisolvibile stato di belligeranza. Allo stesso modo, quando parliamo di Hezbollah, indichiamo allo stesso tempo un partito politico, un'organizzazione cooperativistico-umanitaria islamica ed una formazione militare (al-Muqawama al-Islamiyya, traducibile come Resistenza islamica). Non è casuale che la bandiera degli Hezbollah rechi, fra altri simboli, in alto, un fucile mitragliatore: messaggio inequivocabile circa la vocazione anche militare dell'organizzazione-partito.

La storia ci dice che i grandi processi quali globalizzazione, migrazioni continentali, informatizzazione delle società - solo per fare degli esempi - sono irreversibili. Stante la formidabile crescita demografica islamica e la continuità dei flussi migratori, saranno sempre più forti quei gruppi islamici che operano per un accesso politico che, per ora, è ipotizzato anche in Italia, alle amministrative.

Non va dimenticato che premessa alla richiesta di riconoscimento di partiti politici islamici - fattore europeo e non solo italiano - è stata l'abdicazione ad un principio fondamentale del diritto internazionale: la sovranità territoriale. Ormai la situazione di fatto sembra in qualche modo costituita, ma la contropartita a sanatorie, politica concordata dei respingimenti, regolarizzazioni ex post, deve essere la lealtà di chi entra alle istituzioni ed alla dottrina di uno Stato democratico e laico, ove l'imprimatur culturale - al di là della libera pratica religiosa - è quello cristiano, contemperato ed in continuo rapporto dialettico con il razionalismo illuminista.

I processi in atto non sono nuovi - per portata - nella storia dell'uomo, che vive individualmente e collettivamente una trasformazione continua. Ciò che invece può essere pericoloso per la stabilità di una società, di una nazione, è la velocità con cui determinati cambiamenti possono svilupparsi. Nell'arco di pochi anni la «classe politica» potrà indirizzare un corso storico di lunga durata in senso positivo o dannoso per i propri amministrati; sotto questo profilo si dovrebbe molto riflettere sulla possibilità che nel panorama politico italiano sorga una complessa e multiforme realtà che, se prematuramente riconosciuta, potrebbe sfuggire ai dettami della politica così come tradizionalmente intesa, in quanto connotata principalmente dall'elemento confessionale.




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Commenti (2)
1. 02-01-2010 17:10
L'EUROPA NON DEVE ACCETTARE PARTITI ISL
NON SI INTEGRANO MAI DAVVERO E CREDO CHE SIANO SOLO PSEUDOMODERATI
Scritto da Antonino Cristiano
2. 15-06-2010 15:44
non c'è più niente da fare
E' una considerazione di uno stato di fatto, puo' spaventare o meno ma di fatto non c'è piu' niente da fare. 
Mi dispiace ma bisognava pensarci prima e forse non ci voleva molto, adesso civilmente e democraticamente parlando non si puo' che dolorosamente constatare che la situazione è cosi'. 
 
Distinti Saluti
Scritto da francesco

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