Alla presenza del ministro della Giustizia Angelino Alfano e del ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta si è svolta martedì, presso la Sala Stampa di Palazzo Chigi, la conferenza sullo stato d'attuazione del Piano Straordinario per la digitalizzazione della giustizia, obiettivo prioritario del Piano e-Gov 2012. L'accordo era stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 10 marzo - contestualmente al disegno di legge di Riforma costituzionale della giustizia e all'Action plan del Governo italiano per abbattere i tempi del processo civile e la rilevante mole dei giudizi arretrati - dando avvio ad una partnership tra i due ministeri che permette, attraverso uno stanziamento straordinario di 50 milioni di euro, la digitalizzazione di tutti gli uffici giudiziari italiani e che consentirà, entro 18 mesi, di effettuare le notifiche digitali e la digitalizzazione di tutti gli atti, nonché pagamenti on line per le spese di giustizia. L'obiettivo è quello di ridurre i tempi del processo e dell'erogazione dei servizi accessori, facilitare il lavoro dei magistrati e degli operatori della Giustizia, ridurre i costi di gestione e funzionamento amministrativo, liberare risorse umane preziose da attività digitalizzabili e semplificare la fruizione dei servizi da parte di cittadini e imprese. A poco più di due mesi dalla sua presentazione ufficiale è già tempo di primi bilanci. Il Piano straordinario di digitalizzazione della giustizia italiana è entrato nel vivo e, per dirla con le parole del «ministro antifannulloni, ha sortito un effetto straordinario. Hanno infatti aderito 386 uffici giudiziari, vale a dire l'81 per cento del totale, che sono stati contattati uno ad uno rispetto alle loro esigenze specifiche. Per giungere nel minore tempo possibile a coprire tutti gli interventi necessari a completare il piano, il ministero dell'Innovazione nella Pa provvederà a inviare a 40 uffici giudiziari, ogni mese, il «kit» tecnologico necessario a digitalizzare ogni sede, per poi procedere alla formazione del personale, in modo da rendere pienamente perfezionato il piano entro i prossimi 18 mesi. Altro elemento estremamente importante, l'imminente obbligatorietà della digitalizzazione, che diverrà realtà attraverso un apposito decreto del ministro Alfano che sostituirà il canale cartaceo con quello digitale. Un piano straordinario assolutamente trasparente, preciso e puntuale. Come precisi, trasparenti e puntuali sono gli obiettivi prefissati dal ministro Alfano per realizzare questo processo di maggiore efficienza del sistema giurisdizionale italiano: superare il concetto di best practice e rendere le pratiche migliori pratiche normali per poi alzare ulteriormente l'asticella della qualità. Con il piano straordinario viene avviata una fattiva e proficua collaborazione con gli uffici giudiziari e la magistratura, a cui il titolare di via Arenula rivolge un sincero ringraziamento. Il Guardasigilli ha ironizzato sulla sproporzione tra l'attenzione dei media alla riforma e quella data agli interventi per il miglioramento del funzionamento della macchina della giustizia: «Quando parliamo della riforma ci si fa notare che altri sono i bisogni della giustizia ma sono sicuro che a questo i giornali daranno poco spazio». «Le opposizioni parlano dell'efficienza del quotidiano nella giustizia, presupponendo che non ci sia e non dando atto al governo di quello che sta facendo. Ci sono delle emergenze longeve: mafia, sovraffollamento carceri e la lentezza dei processi. Su questo il governo si sta caratterizzando».
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